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Con
il suo best-seller The
Surrendered Wife la scrittrice americana Laura
Doyle è diventata la nuova guru delle “buone
mogli”, e la bestia nera delle femministe.
“Sottomettetevi”, consiglia Doyle, “non ve ne
pentirete”…
Se
pensate che Laura Doyle sia il reperto fossile di
un’altra era, vi sbagliate di grosso. Doyle ha 35
anni (dice lei) e si presenta come femminista, “ma
solo al lavoro, mai a casa!”, precisa.
Ex-pubblicitaria dotata di un acutissimo senso del
marketing, Doyle sostiene di aver salvato la sua
coppia e ritrovato un marito “innamorato, virile e
pieno di attenzioni” proprio sottomettendosi. Il
suo libro, pieno di aneddoti noiosissimi, di
affermazioni retrograde al limite del ridicolo ma
anche di tanto buon senso, negli Stati Uniti è
diventato più di un best-seller, un autentico fenomeno
sociale.
Successo planetario, The
Surrendered Wife ha venduto centinaia di
migliaia di copie negli USA, è stato tradotto
in 15 lingue (ma non in italiano…), e dal suo
successo l’autrice ha tratto l’ispirazione per
altri filoni dello stesso genere: consigli per gli
uomini, consigli per i single… Ma cosa
può spiegare un successo di questa portata?
“oggi le donne riescono benissimo sul mercato del
lavoro, ma molto meno bene nelle loro relazioni
amorose. La
sottomissione è una soluzione concreta ed efficace
per questo problema”, spiega Doyle in
un’intervista. E aggiunge: “le femministe mi
rimproverano di voler trasformare le donne in
schiave o in pupazzi, ma evidentemente non hanno
letto il mio libro. Quello che auspico non è un
ritorno agli anni ’50, ma un
ritorno agli
inizi della relazione amorosa”.
Laura Doyle ha lasciato il lavoro per diventare una
donna sottomessa a tempo pieno, ma questo non vuol
dire che se ne sta a casa a cucinare manicaretti per
il marito, tutt’altro. Grintosa donna d’affari,
Doyle ha saputo trasformare la sottomissione in un
autentico business,
tanto che migliaia di lettrici americane tra 25 e 55
anni spesso appartenenti alla classe media hanno già
partecipato ai suoi seminari (a 39 dollari l’uno)
o ai suoi stages
(a 195 dollari l’uno). Negli USA, in Gran
Bretagna, in Australia e in Sudafrica sono fioriti
spontaneamente numerosi “circoli
di donne sottomesse”, senza dimenticare i
gruppi di discussione su internet. Anzi, se volete
saperne di più, vi consigliamo di visitare il sito
personale di Laura Doyle, www.surrenderedwife.com.
L’attivissima scrittrice ha intanto pubblicato un
altro libro,
questa volta dedicato ai single sottomessi -
ovviamente un altro best-seller.
Il succo? Un incontro d’amore non ha nulla a che
vedere con un incontro di lavoro, e le
donne hanno tutto da guadagnare a mostrarsi
vulnerabili, se vogliono farsi sposare. Una surrendered
single è una donna che “rispetta gli
uomini, apprezza la mascolinità e preferisce
attrarre un uomo piuttosto che corrergli dietro”.
Insomma, a quando un libro sugli uomini sottomessi?
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