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Buona notte, oggi è lunedì 12 maggio 2008

La dominazione maschile

 

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La dominazione maschile

Anche se il termine ‘dominazione maschile’ può suonare anacronistico, per alcune popolazioni questa è la realtà quotidiana

Dove si pensa che gli uomini sono felici solo se sottomettono le donne
In cifre: > 1.000.000.000 di persone
Scrivendo il Corano, Maometto migliorò la condizione delle donne, che non potevano più essere sottratte alla famiglia dalle tribù beduine per essere violentate e ripudiate dopo l’uso. Limitando a quattro il numero massimo delle mogli, Maometto aveva stabilito una regola. Ma nella visione islamica, come del resto più o meno sottilmente in tutte le culture, la donna è non solo inferiore, ma seduttiva e ingannatrice. Pericolosa per definizione, è bene segregarla e portarle rispetto, perché così, dice il Corano, la si onorerà al meglio. Ma dove la religione diviene meno imperativa e si fa più dolce, come nell’Africa musulmana, la poligamia non solo resiste, ma continua a crescere.

La poligamia, un’arma a doppio taglio
La poligamia è costosa, perché il Corano impone di trattare ogni moglie esattamente come le altre. Ma non solo. Tutte le mogli hanno diritto allo stesso numero di rapporti sessuali, stabiliti da un calendario rigoroso e impegnativo che non prevede turni di riposo… Ma allora, se la poligamia probabilmente non soddisfa né uomini, né donne, perché continua a esistere? La ragione è, paradossalmente, di natura economica. Nei paesi più poveri, dove il limite di quattro mogli non viene rispettato, moltissime donne cercano di assicurarsi almeno la sopravvivenza, e il matrimonio è uno strumento adeguato, spesso l’unico.

Il modello indiano: il matriarcato a tempo
In cifre: quasi 1.000.000.000 di persone
Là dove le regole di alcune caste vietano alla donna di sopravvivere alla morte del marito, il potere che le donne esercitano sulla formazione dei figli – maschi e femmine – è illimitato fino al raggiungimento del settimo anno di età. La strada è segnata senza scampo. E’ la madre a trasmettere ai figli i germi di un destino di rinnovata sottomissione: dai matrimoni patteggiati tra famiglie, alla vendita delle figlie femmine ai baby-bordelli. La madre trasmette il modello, il padre si occuperà delle transazioni.

La gratuità dell’amore
Da dove nascono sentimento e uguaglianza? Dall’assenza di calcolo. Solo questa condizione rende possibile instaurare una relazione non strumentale, basata cioè sul piacere di dare e ricevere felicità. Al contrario di quanto avviene nel mercato del lavoro, ove hanno luogo transazioni temporanee e strettamente strumentali tra agenti qualsiasi, cioè indifferenti e intercambiabili. Così l’amore mercenario o venale, autentica contraddizione di termini, rappresenta il limite universalmente riconosciuto come sacrilegio¹

E l’Occidente?
In cifre: quasi 1.000.000.000 di persone
I consigli dei rotocalchi femminili occidentali per catturare e conservare il compagno non sono molto diversi da quelli dei femminili africani che spiegano come è possibile diventare ‘la preferita’ del marito. La disparità salariale, lo sbarramento all’accesso alle posizioni di comando, le molestie sessuali sul luogo di lavoro… sono tante e sottili le vie alla sottomissione. Ma nelle nostre società nasce un fenomeno nuovo: gli uomini in crisi di identità vanno a caccia della virilità perduta. Mentre le donne combattono per una parità di diritti non ancora raggiunta, gli uomini si riuniscono in movimenti collettivi di difesa del maschio e di riappropriazione degli istinti. Tutti contro tutti, insomma, sempre più simili, ma sempre più distanti...

Le cortigiane della virilità
Limite estremo
di tutte le specie di servizi simbolici che l’universo burocratico domanda alle donne, i lussuosi club di hostess giapponesi nei quali le grandi aziende invitano i propri quadri offrono non servizi sessuali, ma funzioni simboliche altamente personalizzate. La panoplia di attenzioni particolari e di artifici di seduzione, tra i quali conta non poco la conversazione raffinata non sprovvista di provocazione erotica, è tesa a procurare a dei clienti che non devono apparire come tali il sentimento di essere apprezzati, ammirati, quasi desiderati o amati per se stessi, per la loro persona nella sua singolarità e non per il loro denaro, e di essere molto importanti, o più semplicemente, di “sentirsi uomini”¹

Dall’amor cortese in poi
In Occidente la strada della libertà passa per l’invenzione dell’amore, poi del matrimonio d’amore, e infine per quella del libero amore. Scegliere liberamente il proprio partner è un diritto acquisito da secoli. Eppure, le vie della dominazione transitano anche per l’esclusione: il suffragio universale è un’acquisizione recente, la proprietà sul patrimonio e il diritto a ereditare e gestire i propri beni hanno meno di un secolo...

Quando si dice: 'propagare i propri geni': il re del Marocco Mulay Ismail ibn Sharif (1646-1727) gestiva molto bene il suo harem: alla sua morte lasciò 342 figlie femmine e 525 figli maschi.

Esiste un modo davvero diverso di stare insieme?: al di là delle evidenze sessuali e della loro connotazione culturale (l’uomo attivo e penetrante domina la donna passiva e penetrata, modello da cui derivano tutte le resistenze passate e presenti alla femminilizzazione sacrilega del maschio rappresentata dall’omosessualità maschile), la dominazione passa soprattutto attraverso la pratica sessuale. Gli omosessuali stessi, vittime del modello androcentrico tanto quanto le donne, applicano quasi sempre gli stessi princìpi: come le lesbiche, essi riproducono fedelmente, all’interno della propria coppia, una divisione più o meno rigida dei ruoli  ‘maschili’ e ‘femminili’¹

¹ Pierre BOURDIEU, Il dominio maschile - Feltrinelli, 1998

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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