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Buona notte, oggi è lunedì 12 maggio 2008

M come mercato

 

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M come mercato

Molte persone pensano che il bordello salvaguardasse il cliente e proteggesse la prostituta, e in nome di questo ne chiedono la riapertura.

Carla Corso dà invece del casino l’immagine deleteria di uno sfruttamento femminile tanto più colpevole in quanto esercitato due volte - dallo Stato e dal tenutario. Ai tempi del bordello “era veramente difficile fare la prostituta, erano come in reclusione giorno e notte; capisco proprio la volontà di uscirne, di andar via”¹. Per questo Carla non si meraviglia che le prostitute abbiano tutte appoggiato la riforma introdotta dalla cosiddetta legge Merlin che nel 1958 sancì la chiusura delle case di piacere, perché “pensavano che se le case chiudevano, in qualche modo si sarebbero liberate, lo Stato in qualche modo avrebbe pensato a loro”.¹

Bordelli di Stato

nei bordelli di Stato gli svantaggi erano tre: le prestazioni erano stabilite dai tenutari; i guadagni della prostituta se ne andavano quasi tutti per pagare vitto, alloggio e le “spese” per i servizi ai tenutari, i quali alzavano continuamente i prezzi affermando di essere spremuti dalle tasse; le prostitute, tranne le poche fortunate che sposavnao un cliente o che avevano il coraggio di andarsene … invecchiavano precocemente e quando uscivano da una “casa” finivano in ospedale o in ospizio. Da galera a galera²

Dopo la chiusura dei bordelli, insomma, tutto il mercato è cambiato e si è popolato di nuove figure, anzi, di nuovi sessi: “una grossa fetta della prostituzione è maschile: travestiti, omosessuali, transessuali”¹.

la marchetta “semplice”, quella fatta consumare al cliente all’insegna della rapidità è decisamente inflazionata. Abbiamo anche visto che dove c’è movimento consistente di clienti e di denaro, fruste, catene, vibratori e quant’altro sono all’ordine del giorno. Le protesi del sesso vengono usate di solito solo sul cliente dai gusti estremi. La prostituta generalmente rifiuta di farle mettere in opera su di sé e si limita a travestirsi da “officiante”. Per una questione di sicurezza”²

Nuove professionalità, nuove trasgressioni
Nuove professionalità, nuova concorrenza e nuove trasgressioni ma anche nuovi modi di consumo hanno eroso la domanda di prostituzione femminile tradizionale che si è frammentata in luoghi cui corrispondono prestazioni, immaginari e soprattutto tariffe - molto differenziati.

La crisi da offerta che investe la prostituzione non dipende solo dal fatto che le donne sono povere, non trovano lavoro eccetera. L’inflazione dell’offerta dipende in primo luogo dal fatto che l’accesso alla prostituzione è diventato facile. Non da oggi ma da quando sono stati chiusi i bordelli di Stato. Inoltre si è allargata la sfera degli scambi sessuali: commerci che si declinano in tanti e svariati modi²

Che cosa danno gli uomini agli uomini che le donne non sembrano più in grado di fornire? Quali fenomeni hanno modificato il mercato? A queste domande ha cercato di rispondere Roberta Tatafiore in Sesso al lavoro, un’analisi documentata e puntuale della prostituzione in Italia e in Europa. La domanda viene erosa dall’aumento della concorrenza, e quindi della scelta. Ma non solo. Alle prostitute tradizionali mancano due cose, scrive Tatafiore: la specializzazione, e la capacità di trasmettere emozioni.

Ormai per gli uomini ci sono molte possibilità per procurarsi e dare piacere sessuale sganciato dall’affettività e dall’amore. Se la domanda di piacere c’è, chiede di essere soddisfatta in maniera più ambigua²

Anche se certe lotte – spiega Tatafiore - sono perse in partenza perché dipendono dall’immaginario e non dal talento: il maschio travestito, il transessuale, hanno qualcosa che una donna non avrà mai, “hanno un’ambiguità in più²

I modi della prestazione
La domanda di eccitazione si è polverizzata in nuovi modi di fruizione dei servizi a pagamento, la prestazione non deve più essere necessariamente fisica, il consumo viene fatto a casa propria, è virtuale, masturbatorio, totalmente autoriferito. 

le donne sono sempre meno richieste. I clienti ci sono sempre, ci sono sempre quelli che vogliono scopare. Ma le tendenze, i gusti sono cambiati: dai gesti materiali, corporali, i clienti sono passati a coltivare l’astrazione. L’Aids non c’entra, e non c’entra neanche il fatto che circolano meno soldi. Il cambiamento dei comportamenti dei clienti ha a che fare con il cambiamento dei rapporti umani, l’anonimizzazione, l’atomizzazione dei rapporti. Questo colpisce le condizioni di lavoro delle prostitute²

Le tariffe alte, quelle che hanno fatto la fortuna di donne come Carla Corso, ormai “riguardano solo due tipi di prestazioni: quelle offerte da club privati, discoteche, locali notturni di lusso e pagate dal cliente sotto forma di conto a fine serata, generalmente molto salato”² - oppure il bordello nelle sue nuove vesti, quelle di “case” più o meno di lusso nelle quali la prostituta riceve solo una percentuale sul valore della sua prestazione, esattamente come accadeva al tempo del casino.

Nel libro della Tatafiore si legge il consiglio di una sociologa che paragona l’eccesso di offerta tradizionale femminile all’esubero dei lavoratori siderurgici e scrive che nell’interesse delle prostitute donne “bisognerebbe mettersi a studiare subito in quali settori dell’industria del sesso ci sono sbocchi lucrativi. Altrimenti un giorno ci sveglieremo e ci accorgeremo che le prostitute si trovano nella stessa situazione in cui oggi si trovano gli operai siderurgici”²

nel mercato del sesso aumenta la manovalanza instabile e dequalificata e la fascia media, se non ha “intuizione giusta”, perde terreno. L’immigrazione fa da serbatoio di manodopera e in più, “importa” nuove illegalità. Mentre al top della scala gerarchica emergono nuovi specialismi²

La domanda di prostituzione
Il professor Albrecht Goeschel di Rostov, esperto in “economia sessuale”, ha studiato la domanda di prostituzione per analizzare insieme alle prostitute tedesche che hanno finanziato la sua ricerca, come “superare la congiuntura” negativa. La sua analisi si conclude dicendo che “l’offerta deve essere ampliata, non ristretta. L’offerta però, per evitare che il sovramercato diventi la sua tomba, deve rinnovarsi, reinventarsi perfino”².

è prevedibile che la richiesta del cliente si attesti per la stragrande maggioranza intorno al caro vecchio coito. E per questo, per quanto possano crecere le pratiche sessuali estreme, non sono quelle in grado di rivitalizzare la domanda. Anzi, bisogna stare attenti a non aumentare l’offerta. Ergo, bisogna lavorare sulle prestazioni standard²

“Cosa manca a un coito offerto da una prostituta perché diventi quella cosa prelibata che ti fa tornare, e poi sognare e poi tornare ancora un’altra volta? Manca l’”emozionalità”, risponde Goeschel”².

la prostituzione è un settore dell’economia che fa parte dei servizi alla persona, e quindi devono essere sottoposti a una severa verifica. Il “management delle emozioni” è la parola chiave per progettare il futuro²

E’ quindi destinata a tramontare quell’aristocrazia della prostituzione che Carla Covre incarna, fatta di prestazioni pigre, tendenzialmente monotematiche e in cui è messo in gioco in un certo senso, pochissimo? Forse sì, a favore di sex workers più flessibili e fintamente cortesi, in favore di prestazioni insieme ancora più spersonalizzate e personalizzabili? Può darsi, anzi sarebbe perfino concepibile una specie di sesso sanitario prescritto dagli specialisti come una terapia qualsiasi e rimborsato dallo Stato; prestazioni che si giocheranno su nuovi registri a un tempo più disumani e più emotivi, che accomodando i gusti uccidono la fantasia, la soggettività, e in fondo, le persone.

In altre parole, scrive Tatafiore, le prostitute dovranno darsi all’”apprendimento consapevole di ciò che è emotivo, reattivo, passionale, istintivo”². Come andrà a finire, si domanda Roberta Tatafiore, come muterà la prostituzione, forse diventerà “un servizio medico-specialistico per un’umanità maschile e femminile sempre più bisognosa di cure, protesi e feticci per superare l’incomunicabilità tra le differenze. Domande. Mentre, tra albe a tramonti di fine millennio, avanza l’irresistibile ascesa dell’androgino moderno: la transessuale²

¹ Carla CORSO, Sandra LANDI, Ritratto a tinte forti – Giunti, 1991
² Roberta TATAFIORE, Sesso al lavoro – Il Saggiatore, 1994

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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