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sei
ipersensibile
sei
a una cena tra amici e va tutto a meraviglia
fin quando qualcuno ti informa di aver visto
il/la tuo/a ex in ottima compagnia. In un
attimo la tua serata cola a picco, ti senti
stanco/a, vecchio/a e solo/a e torni a casa di
pessimo umore
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il
tuo problema
sei
iper-reattivo, hai una sensibilità epidermica
alle osservazioni - che siano critiche o
complimenti
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i
tuoi rimedi
ristabilire
una comunicazione armoniosa con gli altri
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preoccuparsi
eccessivamente del giudizio degli altri è
indice di un
egocentrismo pericoloso.
Proprio questo ti mantiene in una situazione
di dipendenza che autorizza gli altri a
manipolarti. Impara a metterti al
posto dell’altro: che cosa pensa? Che cosa prova? Come si sente? Questo cambiamento di
prospettiva di aiuterà a smontare il
meccanismo proiettivo che spesso è
all’opera nei rapporti umani, e ti
risparmierà molti inutili malintesi
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smetti
di credere che gli altri ti ameranno solo se
lasci che ti facciano di tutto e di più. Al
contrario, a volte è molto meglio prendersi
il rischio di non piacere o addirittura di
dispiacere a qualcuno, e poi è
impossibile piacere a tutti.
Le antipatie, le rivalità, le incompatibilità
caratteriali esistono, e tu non puoi farci
nulla. Più ne sei consapevole, più le
accetterai come un fatto inevitabile, e più
sarai capace di non farti condizionare dagli
umori degli altri
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imparare
a riconoscere le parole che innescano il
meccanismo: pensa ai tuoi punti deboli, e
questa lucidità
ti impedirà di lasciarti invadere dalle
emozioni negative
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evita
i pensieri assolutisti del tipo “devo
diventare un dirigente entro i
trent’anni”, perché intimarti ordini e
vivere nel futuro innescano un’autocritica
permanente
ansiogena e poco costruttiva. Imparare anche a
evitare i pensieri catastrofici:
resterò
solo per
tutta la vita… Non servono a niente e ti
fanno vedere il mondo in nero
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sei
irascibile
traffico,
ingorghi, colleghi insopportabili, la coda in
banca, l’ascensore è rotto … arrivi a
casa e ti dicono che “i bambini ti aspettano
per la favola della buonanotte”. E’
davvero troppo: le tue urla rimbombano per
tutto il ondiminio,
e terrai il muso per almeno una settimana…
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il
tuo problema
manchi di
autocontrollo e ti lasci sopraffare
dall’aggressività
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i
tuoi rimedi
imparare a
controllare i tuoi picchi emotivi e a gestire
la tua aggressività
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se
invece di accumulare rabbia inespressa tutto
il giorno e poi scoppiare alla sera con delle
vittime innocenti, tu ti fossi fatto valere di
volta in volta, a quest’ora ti sentiresti
molto meglio, non avresti innescato una lite
inutile e ora non saresti di un umore letale.
L’ira non è mai un bello spettacolo, ma
tanto più allora è meglio evitare di
arrivare alla classica goccia che fa
traboccare il vaso. Arrabbiarsi
con la persona giusta, al momento giusto, per
le ragioni giuste e nella quantità giusta non
solo non è inappropriato, ma è
addirittura salutare
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invece
di partire a spron battuto con le accuse, le
lamentele e le recriminazioni, esprimi
semplicemente la tua sofferenza o la tua
rabbia. Solo così potrai entrare in un regime
di scambio
vero, e
trovare delle vere soluzioni
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conta
fino a dieci
prima di esplodere, insomma, lascia al
cervello il tempo di prendere in mano la
situazione. Respira profondamente e trattieni
l’aria nei polmoni per qualche secondo, poi
espira. Di tanto in tanto chiudi gli occhi per
qualche secondo – interrompere l’immagine
allevia la pressione…
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impara
a tendere
la mano.
Per esempio puoi dire “quando mi hai
detto/fatto questo, mi sono sentito/a così.
Avrei preferito che tu dicessi/facessi…”.
E prima di reagire con l’aggressività,
chiedi all’altro: “che cosa sta
succedendo?”, oppure “cosa c’è che non
va?”, o interponi delle pause di
riflessione, per esempio: “sto cominciando
ad arrabbiarmi davvero, perché non ci
fermiamo un attimo?”…
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sei
terrorizzato
ti
sei preparato alla perfezione per questo
colloquio, ma quando arrivi lì va tutto a
rotoli. Ti impappini, ti sudano le mani, non
ricordi, arrossisci. Risultato: non sei
selezionato
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il
tuo problema
più la posta
in gioco è alta, più ti prende il panico.
Hai talmente paura di fallire che ti fai
guidare dai tuoi scenari catastrofici
interiori
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i
tuoi rimedi
imparare a
pilotare le emozioni e a superare i blocchi
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basta
qualche minuto di concentrazione per attivare un
ritmo respiratorio regolare e profondo.
Prolunga le espirazioni e abbrevia le
inspirazioni per neutralizzare le tue
sensazioni interiori
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ogni
volta che lo stress ti assale, visualizza
mentalmente un’esperienza di riuscita che
farà rinascere in te la fiducia e il piacere
che le sono associati. Richiama alla memoria
il giorno in cui ti sei diplomato, l’ultima
vincita a pallone, uno sguardo adorante del
tuo partner… Insomma, combatti
l’autosvalorizzazione a colpi di successi,
i tuoi, e allontana dalla mente gli scenari
catastrofici
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preparati
il più possibile all’evento stressante,
sforzati di immaginare le domande che ti
faranno e le tue possibili risposte, definisci
i tuoi interessi, identifica
i tuoi
punti forti
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fissa
un punto immaginario al centro degli occhi
dell’interlocutore. Può sembrare un rimedio
ingenuo, e invece aiuta molto a concentrarsi
senza lasciarsi perturbare
dall’espressione dell’altro, e soprattutto
da tutto quello che ci leggiamo dentro…
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sei
inibito
il
tuo migliore amico è stato mollato dalla
fidanzata, e ti racconta tutta la sua
disperazione. Tu capisci e compatisci, ma non
sei capace di consolarlo. In preda alla
vergogna per essersi lasciato andare, il tuo
amico se ne va, convinto che tu sia
completamente indifferente alla sua sofferenza
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il
tuo problema
ti
trattieni e ti impedisci di esprimere le tue
emozioni: collera, gioia, dolore, paura …
dietro la tua maschera di impassibilità si
nasconde invece un iperemotivo che cerca
disperatamente di proteggersi
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i
tuoi rimedi
imparare a
lasciarti andare e riannodare il contatto con
le tue emozioni
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privilegia
i gesti alle parole: un sorriso, un movimento di marcia indietro, una scrollata di spalle
la dicono lunga tanto quanto il discorso più
articolato. E se proprio esprimere la
compassione ti riesce impossibile, abbraccia
la persona cui tieni, e lasciati andare
all’emozione
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sei
poco empatico? E allora sforzati di essere collaborativo.
“Che cosa posso fare per aiutarti?” è un
po’ pragmatico, ma è un indice sicuro di
interesse
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scrivi
un diario. Perché non provi a tradurre
in parole le
tue esperienze, le tue preferenze, le
tensioni, i desideri, le delusioni?
L’espressione narrativa consente di rivivere
l’emozione senza pericolo, e ne favorisce
l’elaborazione mentale
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ci
sono tanti modi per recuperare il contatto con
le proprie emozioni. Dall’arte
alla ginnastica,
quello che conta è tirare fuori quello che
c’è dentro, e lasciarlo fluire liberamente
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