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Buona sera, oggi è giovedì 15 maggio 2008

Come te la cavi con le emozioni?

 

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Come te la cavi con le emozioni?

Quattro ritratti per 4 sintomi: gli ipersensibili, gli irascibili, i terrorizzati e gli inibiti – e tutti i rimedi del caso.

sei ipersensibile
sei a una cena tra amici e va tutto a meraviglia fin quando qualcuno ti informa di aver visto il/la tuo/a ex in ottima compagnia. In un attimo la tua serata cola a picco, ti senti stanco/a, vecchio/a e solo/a e torni a casa di pessimo umore

il tuo problema
sei iper-reattivo, hai una sensibilità epidermica alle osservazioni - che siano critiche o complimenti

i tuoi rimedi
ristabilire una comunicazione armoniosa con gli altri

 

 

preoccuparsi eccessivamente del giudizio degli altri è indice di un egocentrismo pericoloso. Proprio questo ti mantiene in una situazione di dipendenza che autorizza gli altri a manipolarti. Impara a metterti al posto dell’altro: che cosa pensa? Che cosa prova? Come si sente? Questo cambiamento di prospettiva di aiuterà a smontare il meccanismo proiettivo che spesso è all’opera nei rapporti umani, e ti risparmierà molti inutili malintesi

 

 

smetti di credere che gli altri ti ameranno solo se lasci che ti facciano di tutto e di più. Al contrario, a volte è molto meglio prendersi il rischio di non piacere o addirittura di dispiacere a qualcuno, e poi è impossibile piacere a tutti. Le antipatie, le rivalità, le incompatibilità caratteriali esistono, e tu non puoi farci nulla. Più ne sei consapevole, più le accetterai come un fatto inevitabile, e più sarai capace di non farti condizionare dagli umori degli altri

 

 

imparare a riconoscere le parole che innescano il meccanismo: pensa ai tuoi punti deboli, e questa lucidità ti impedirà di lasciarti invadere dalle emozioni negative

 

 

evita i pensieri assolutisti del tipo “devo diventare un dirigente entro i trent’anni”, perché intimarti ordini e vivere nel futuro innescano un’autocritica permanente ansiogena e poco costruttiva. Imparare anche a evitare i pensieri catastrofici: resterò solo per tutta la vita… Non servono a niente e ti fanno vedere il mondo in nero

sei irascibile
traffico, ingorghi, colleghi insopportabili, la coda in banca, l’ascensore è rotto … arrivi a casa e ti dicono che “i bambini ti aspettano per la favola della buonanotte”. E’ davvero troppo: le tue urla rimbombano per tutto il ondiminio,
e terrai il muso per almeno una settimana… 

il tuo problema
manchi di autocontrollo e ti lasci sopraffare dall’aggressività

i tuoi rimedi
imparare a controllare i tuoi picchi emotivi e a gestire la tua aggressività

 

 

se invece di accumulare rabbia inespressa tutto il giorno e poi scoppiare alla sera con delle vittime innocenti, tu ti fossi fatto valere di volta in volta, a quest’ora ti sentiresti molto meglio, non avresti innescato una lite inutile e ora non saresti di un umore letale. L’ira non è mai un bello spettacolo, ma tanto più allora è meglio evitare di arrivare alla classica goccia che fa traboccare il vaso. Arrabbiarsi con la persona giusta, al momento giusto, per le ragioni giuste e nella quantità giusta non solo non è inappropriato, ma è addirittura salutare

 

 

invece di partire a spron battuto con le accuse, le lamentele e le recriminazioni, esprimi semplicemente la tua sofferenza o la tua rabbia. Solo così potrai entrare in un regime di scambio vero, e trovare delle vere soluzioni

 

 

conta fino a dieci prima di esplodere, insomma, lascia al cervello il tempo di prendere in mano la situazione. Respira profondamente e trattieni l’aria nei polmoni per qualche secondo, poi espira. Di tanto in tanto chiudi gli occhi per qualche secondo – interrompere l’immagine allevia la pressione…

 

 

impara a tendere la mano. Per esempio puoi dire “quando mi hai detto/fatto questo, mi sono sentito/a così. Avrei preferito che tu dicessi/facessi…”. E prima di reagire con l’aggressività, chiedi all’altro: “che cosa sta succedendo?”, oppure “cosa c’è che non va?”, o interponi delle pause di riflessione, per esempio: “sto cominciando ad arrabbiarmi davvero, perché non ci fermiamo un attimo?”…

sei terrorizzato
ti sei preparato alla perfezione per questo colloquio, ma quando arrivi lì va tutto a rotoli. Ti impappini, ti sudano le mani, non ricordi, arrossisci. Risultato: non sei selezionato

il tuo problema
più la posta in gioco è alta, più ti prende il panico. Hai talmente paura di fallire che ti fai guidare dai tuoi scenari catastrofici interiori

i tuoi rimedi
imparare a pilotare le emozioni e a superare i blocchi

 

 

basta qualche minuto di concentrazione per attivare un ritmo respiratorio regolare e profondo. Prolunga le espirazioni e abbrevia le inspirazioni per neutralizzare le tue sensazioni interiori

 

 

ogni volta che lo stress ti assale, visualizza mentalmente un’esperienza di riuscita che farà rinascere in te la fiducia e il piacere che le sono associati. Richiama alla memoria il giorno in cui ti sei diplomato, l’ultima vincita a pallone, uno sguardo adorante del tuo partner… Insomma, combatti l’autosvalorizzazione a colpi di successi, i tuoi, e allontana dalla mente gli scenari catastrofici

 

 

preparati il più possibile all’evento stressante, sforzati di immaginare le domande che ti faranno e le tue possibili risposte, definisci i tuoi interessi, identifica i tuoi punti forti

 

 

fissa un punto immaginario al centro degli occhi dell’interlocutore. Può sembrare un rimedio ingenuo, e invece aiuta molto a concentrarsi senza lasciarsi perturbare dall’espressione dell’altro, e soprattutto da tutto quello che ci leggiamo dentro…

sei inibito
il tuo migliore amico è stato mollato dalla fidanzata, e ti racconta tutta la sua disperazione. Tu capisci e compatisci, ma non sei capace di consolarlo. In preda alla vergogna per essersi lasciato andare, il tuo amico se ne va, convinto che tu sia completamente indifferente alla sua sofferenza

il tuo problema
ti trattieni e ti impedisci di esprimere le tue emozioni: collera, gioia, dolore, paura … dietro la tua maschera di impassibilità si nasconde invece un iperemotivo che cerca disperatamente di proteggersi

i tuoi rimedi
imparare a lasciarti andare e riannodare il contatto con le tue emozioni

 

 

privilegia i gesti alle parole: un sorriso, un movimento di marcia indietro, una scrollata di spalle la dicono lunga tanto quanto il discorso più articolato. E se proprio esprimere la compassione ti riesce impossibile, abbraccia la persona cui tieni, e lasciati andare all’emozione

 

 

sei poco empatico? E allora sforzati di essere collaborativo. “Che cosa posso fare per aiutarti?” è un po’ pragmatico, ma è un indice sicuro di interesse

 

 

scrivi un diario. Perché non provi a tradurre in parole le tue esperienze, le tue preferenze, le tensioni, i desideri, le delusioni? L’espressione narrativa consente di rivivere l’emozione senza pericolo, e ne favorisce l’elaborazione mentale

 

 

ci sono tanti modi per recuperare il contatto con le proprie emozioni. Dall’arte alla ginnastica, quello che conta è tirare fuori quello che c’è dentro, e lasciarlo fluire liberamente

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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