Nelle favole,
Cenerentola o la Bella Addormentata aspettano un
principe che arrivi a risvegliarle o a salvarle.
E la storia continua anche in quei
film e nei romanzi d'amore dove accanto ad
ogni donna c'è sempre un uomo, un grande amore
che al momento giusto le mostra la strada per
affrontare la vita. Ma questi modelli coi quali
siamo forse un po' tutti cresciuti, rispecchiano
veramente la realtà di oggi o non è forse vero che
ai nostri giorni la donna trova sempre più spesso
in un'altra donna un modello di vita, una guida,
un'alleata, un grande affetto?
Shere Hite nel - Nuovo
rapporto Hite sulle donne - uscito in Italia con il
titolo "Amiche, colleghe, rivali" (ed Lyra)
mette in luce come le donne oggi stiano
modificando i rapporti che le legano tra loro, emancipandosi
dai modelli tradizionali, esprimendo e vivendo
liberamente la loro "sorellanza". Anche
noi abbiamo chiesto ad alcune donne di raccontarci
come stanno con le altre donne perché ognuna è
figlia ma può anche essere madre di un'altra donna,
amica, collega, amante, madre spirituale, discepola,
paziente. Ecco che cosa
è emerso dai loro racconti.
Un'amica come madre
Secondo
la dottoressa Ileana
Rotella,medico naturopata,
"l e donne oggi stanno facendo un percorso nel
tentativo di trovare nuovi modi per relazionarsi tra
loro. Solo così, capendo insieme veramente che cosa
voglia dire essere donna potranno aiutare anche
l'altra metà del cielo a riportarsi in equilibrio.
Per lungo tempo si sono associate
alla donna prevalentemente energie quali la
debolezza, la fragilità, l'emotività, lasciando in
ombra il calore, la forza, la pienezza. Nessuna di
noi sa veramente che cosa voglia dire veramente
essere una donna perché siamo figlie di madri che
non erano profondamente nel loro femminile, avevano
bisogni mentali di apparire, di uniformarsi alle
regole: questo una donna lo può fare, questo no.
Studiando lo sciamanesimo nord americano e maori ,là
dove la donna è veramente una regina, ho sentito il
bisogno di portare avanti un profondo lavoro sul
femminile"
Se la prima relazione che
ogni donna ha è con un'altra donna, la madre, c'è
chi cerca nella vita altre madri che le siano da
guida e, proprio attraverso il loro femminile, la
aiutino a sintonizzarsi con la loro femminilità.
Anna
Maria Mussato e Daniela Braghieri Granata, entrambe
ginecologhe
, hanno tra loro un rapporto professionale ma
anche soprattutto di stretta comunanza spirituale.
Quando si sono conosciute, una decina di anni fa,
Anna Maria aveva 22 anni, ancora studentessa
universitaria e Daniela, sua ginecologa, ne aveva 40
. "Ora
che lavoriamo insieme con le stesse pazienti -
dice la dott. Mussato -
non c'è competizione ma una grossa disponibilità
reciproca e quella complementareità che è nata
proprio dal nostro rapporto così speciale.
Daniela mi è stata maestra sul lavoro ma anche in
tutti gli altri piani,aiutandomi a diventare
indipendente, mostrandomi i miei punti di forza,
accettandomi e amandomi come sono… Mi ha aperto
alle conoscenze sul
piano spirituale condividendo un cammino di vita che
abbiamo portato nel lavoro: ci relazioniamo con le
pazienti in modo profondo, aiutandole a portare alla
luce la loro ricchezza interiore. Il nostro
non è un rapporto simbiotico che esclude
l'apertura all'esterno, anzi da qualche tempo siamo
in tre , viviamo vicine , mangiamo e coltiviamo
l'orto tutte insieme, anche con i nostri mariti
"
Si può provare amore
per una donna più giovane come fosse la propria
figlia? La dott. Daniela Braghieri Granata
ritiene che un rapporto di maternità spirituale
permetta di essere più obbiettivi, meno inclini
alle proiezioni "E'
come se in questo modo fossero più chiari i
disastri che i rapporti di sangue, specialmente
quelli tra madre e figlia, possono creare , le
proiezioni, ad esempio, la difficoltà a tagliare il
cordone ombelicale. Io non ho figli e con Anna Maria
mi sono ritrovata non solo ad esserle madre ma anche
sorella, amica: viviamo tutte le varie relazioni
in modo dinamico, spesso scambiandoci i ruoli.
Io a diciotto anni mi ero detta che avrei preferito
non avere figli miei fino a che non mi fossi
partorita. Mi sentivo immatura e Anna Maria
è stato uno dei grandi doni che la mia
rinuncia
cosciente mi ha restituito""
E' molto naturale per
una giovane donna cercare in un'altra più grande di
lei un modello:
pur avendo avuto una madre ogni donna ha
spesso bisogno di trovarne altre per imparare
qualcosa di più su se stessa. Eleonora
De Regibus, studentessa universitaria, dice di
avere riscoperto attraverso alcune maestre di vita
ciò che lei stessa avrebbe potuto diventare, "Ho
conosciuto delle donne che mi hanno illuminato
facendomi capire che anch'io avrei potuto seguire le
mie inclinazioni. La mia insegnante di Italiano al
liceo mi ha fatto da specchio con la sua originalità
, la sua libertà di essere come voleva, al di fuori
degli schemi. Alda Merini che non conosco di persona
ma attraverso le sue poesie, mi ha aiutato a
modificare non solo il mio modo di scrivere
e di creare
ma soprattutto di vedere la vita, le piccole
cose, la sofferenza, le emozioni. Sono donne che mi
hanno fatto capire che io,con tutta mia complessità
e la mia ricchezza interiore, non sono sbagliata ma
ho il diritto di essere me stessa fino in
fondo."
BIBLIOGRAFIA
SHERE HITE
Amiche, colleghe, rivali. Il nuovo rapporto
Hite sulle donne di oggi e di domani
Ed.: Lyra Libri