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Ciascun
essere vivente, indipendentemente dal suo sesso
biologico, ha in sé le due componenti energetiche
complementari, quella femminile e quella maschile.
Non si tratta di due poli in opposizione, ma di
due forze sinergiche, ambedue indispensabili per uno
sviluppo armonico dell’individuo.
Tutto in natura è sottoposto alla
inevitabile presenza di un dualismo: non ci sono
inspirazione senza espirazione, sistole senza
diastole, giorno senza notte, buio senza luce. Ma
troppo spesso la nostra cultura o i nostri sistemi
educativi e sociali hanno insistito sulla
opposizione tra ciò che si presenta duale,
mettendone in luce le differenze, quasi a
sottolineare la inevitabilità di un conflitto ,con
la vittoria dell’uno e la sconfitta dell’altro
elemento. Così al maschio è stato per secoli
insegnato a non piangere, perchè è da femminucce,
a non chiedere aiuto, a non esprimere i propri
sentimenti, a non esporre le proprie fragilità.
Alla bimba, viceversa, è stato detto che non può
badare a se stessa, che non importa se non è in
grado di risolvere problemi pratici ed
organizzativi, che arriverà un principe e la porterà
con sé sul suo cavallo bianco. E generazioni di
uomini sono cresciuti sentendosi più uomini se
rinchiusi in una corazza impenetrabile, incapaci di
lasciarsi andare, impauriti dalle propie fragilità
e quindi restii nel portarle alla luce. E
generazioni di donne si sono sentite impaurite di
fronte al mondo. Poi, di colpo, la rivoluzione che,
come tutte le rivoluzioni, ha sconquassato la
centralità dei maschi e delle femmine, spingendo
spesso la donna a rifiutare la propria energia
femminile e l’uomo a rinnegare quella maschile. Ma
l’uomo è maschio e femmina ad un tempo e così la
donna. Ma vediamo perché.
L’energia maschile (per il Tao lo YANG)
si muove verso l’esterno a dar vita alla
manifestazione e all’azione, quella femminile (o YIN)
è orientata invece verso l’interno, verso il
contatto con la interiorità propria e altrui.
Ma l’equilibrio cui ciascuno di noi dovrebbe
tendere è la fusione, la complementareità dei
due poli, quella che permette a ciascuno, maschio o
femmina che sia, di rapportarsi alla vita sapendo
manifestare all’esterno ciò che ha trovato dentro
di sé. E’ limitato credere di poter trasformare
il mondo se non si ha
la chiara
visione di una continua autotrasformazione
interiore: molti capi di stato di ogni tempo
hanno agito per affermare il loro potere e lo hanno
fatto perché il loro mondo interiore si
era congelato , protesi com'erano soltanto verso
l'esterno. Come è possibile continuare ad uccidere,
a distruggere, a dominare se si è attenti ai valori
interiori, se si riesce a creare un contatto
empatico tra sé e gli altri, se si è in relazione
costante con il proprio cuore e con la propria
anima? Troppo spesso l’uomo tende a dare spazio
alla propria energia maschile senza rendersi conto
di una parte di sé che esiste e che sta dormendo
sotto ai bombardamenti, alle deportazioni, agli
omicidi.
Anche nella gestione della propria individualità è
importante essere consapevoli delle nostre due
energie: se io, donna, mi metto in contatto con il
mio Maschile riesco non solo a dare spazio a delle
parti di me che altrimenti rimarrebbero inespresse,
ma anche a rapportarmi con maggiore empatia (che è
una forza energetica femminile!) al maschile dei
maschi con cui entro in contatto. E un uomo, a sua
volta, dando spazio alla sua componente femminile,
oltre a scoprire delle ricchezze interiori
inestimabili, e ad abituarsi a manifestarle, potrà
rapportarsi più armonicamente con il femminile
delle donne con cui entra in contatto.
Ma vediamo un breve schema in cui sono evidenziate
alcune tra le principali componenti energetiche
maschili e femminili:
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Energia
maschile
Azione
Razionalità
Distacco
Progettualità
Idealismo
Volontà
Giudizio
Esclusione
Manifestazione
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Energia
femminile
Introspezione
Affettività
Emotività
Intuizione
Empatia
Creatività
Ascolto
Inclusione
Spiritualità
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Oggi
siamo ad un punto della evoluzione individuale e
planetaria che ci pone di fronte alla consapevolezza
dell’importanza dell’energia femminile come
forza creativa: i due poli non sono separati né in
opposizione ma soltanto diversi l’uno
dall’altro, complementari. La donna utilizza
anche l’energia yang e l’uomo scopre in sé
l’energia yin: oggi si può parlare di
abbraccio del femminile, non tanto nei confronti del
maschile ma nei confronti di se stesso: un femminino
che si è fatto strada sia nel maschio che nel
femmina e che diventerà probabilmente la chiave di
accesso verso una sempre più matura consapevolezza
di sé.
Jung
racconta quella bellissima storia di Lago di
Montagna, capo dei Pueblos del Nuovo Messico:
“I bianchi sono pazzi”, avrebbe detto un
giorno” perché dicono di pensare con la testa”.
E al suo interlocutore che gli chiedeva con che cosa
lui pensasse, Lago di Montagna avrebbe risposto
:”Noi pensiamo qui”, indicando il cuore.
Entrare in contatto con il
femminino, con l’energia femminile presente in
ciascuno di noi è quindi anche imparare a
“pensare qui”, sia che siamo donne o uomini: in
entrambi i sessi l’io cosciente è indicato da un
simbolismo maschile, l’inconscio da uno femminile.
E allora diamo ancora un’occhiata alla tabella in
cui sono indicate le manifestazioni delle due
energie: intuizione, empatia, inclusione,spiritualità
tra quelle femminili, razionalità, linearità,
volontà, progettualità tra quelle maschili. Nel
femminile appare chiaramente la ricerca di una
fusione nella forza creativa e non possiamo
dimenticare che è della donna il nutrire,
l’accudire, l’accogliere, il dare alla luce, il
trasformare. Il contenere.
Come la donna che fa esperienza
del maschile dentro di sé sa riconoscere che può
proteggersi e agire da sola, liberandosi da quello
schema di dipendenza che regola i suoi rapporti con
gli uomini, l’uomo che fa esperienza del suo
femminile interiore si permette finalmente di
lasciare andare le corazze e di scoprirsi armonico
nella sua interezza, in ascolto della voce del Sé.
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