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Buona notte, oggi è lunedì 12 maggio 2008

L'abbraccio al femminile

 

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L'abbraccio al femminile

Ciascun essere vivente, indipendentemente dal suo sesso biologico, ha in sé le due componenti energetiche complementari, quella femminile e quella maschile. Non si tratta di due poli in opposizione, ma di due forze sinergiche, ambedue indispensabili per uno sviluppo armonico dell’individuo.

Tutto in natura è sottoposto alla inevitabile presenza di un dualismo: non ci sono inspirazione senza espirazione, sistole senza diastole, giorno senza notte, buio senza luce. Ma troppo spesso la nostra cultura o i nostri sistemi educativi e sociali hanno insistito sulla opposizione tra ciò che si presenta duale, mettendone in luce le differenze, quasi a sottolineare la inevitabilità di un conflitto ,con la vittoria dell’uno e la sconfitta dell’altro elemento. Così al maschio è stato per secoli insegnato a non piangere, perchè è da femminucce, a non chiedere aiuto, a non esprimere i propri sentimenti, a non esporre le proprie fragilità. Alla bimba, viceversa, è stato detto che non può badare a se stessa, che non importa se non è in grado di risolvere problemi pratici ed organizzativi, che arriverà un principe e la porterà con sé sul suo cavallo bianco. E generazioni di uomini sono cresciuti sentendosi più uomini se rinchiusi in una corazza impenetrabile, incapaci di lasciarsi andare, impauriti dalle propie fragilità e quindi restii nel portarle alla luce. E generazioni di donne si sono sentite impaurite di fronte al mondo. Poi, di colpo, la rivoluzione che, come tutte le rivoluzioni, ha sconquassato la centralità dei maschi e delle femmine, spingendo spesso la donna a rifiutare la propria energia femminile e l’uomo a rinnegare quella maschile. Ma l’uomo è maschio e femmina ad un tempo e così la donna. Ma vediamo perché.

L’energia maschile (per il Tao lo YANG) si muove verso l’esterno a dar vita alla manifestazione e all’azione, quella femminile (o YIN) è orientata invece verso l’interno, verso il contatto con la interiorità propria e altrui. Ma l’equilibrio cui ciascuno di noi dovrebbe tendere è la fusione, la complementareità dei due poli, quella che permette a ciascuno, maschio o femmina che sia, di rapportarsi alla vita sapendo manifestare all’esterno ciò che ha trovato dentro di sé. E’ limitato credere di poter  trasformare il mondo se non si ha  la chiara  visione di una continua autotrasformazione interiore: molti capi di stato di ogni tempo hanno agito per affermare il loro potere e lo hanno fatto perché il loro mondo interiore  si era congelato , protesi com'erano soltanto verso l'esterno. Come è possibile continuare ad uccidere, a distruggere, a dominare se si è attenti ai valori interiori, se si riesce a creare un contatto empatico tra sé e gli altri, se si è in relazione costante con il proprio cuore e con la propria anima? Troppo spesso l’uomo tende a dare spazio alla propria energia maschile senza rendersi conto di una parte di sé che esiste e che sta dormendo sotto ai bombardamenti, alle deportazioni, agli omicidi. Anche nella gestione della propria individualità è importante essere consapevoli delle nostre due energie: se io, donna, mi metto in contatto con il mio Maschile riesco non solo a dare spazio a delle parti di me che altrimenti rimarrebbero inespresse, ma anche a rapportarmi con maggiore empatia (che è una forza energetica femminile!) al maschile dei maschi con cui entro in contatto. E un uomo, a sua volta, dando spazio alla sua componente femminile, oltre a scoprire delle ricchezze interiori inestimabili, e ad abituarsi a manifestarle, potrà rapportarsi più armonicamente con il femminile delle donne con cui entra in contatto. Ma vediamo un breve schema in cui sono evidenziate alcune tra le principali componenti energetiche maschili e femminili:

Energia maschile
Azione 
Razionalità
Distacco
Progettualità
Idealismo
Volontà
Giudizio
Esclusione
Manifestazione

Energia femminile
Introspezione
Affettività
Emotività
Intuizione
Empatia
Creatività
Ascolto
Inclusione
Spiritualità

Oggi siamo ad un punto della evoluzione individuale e planetaria che ci pone di fronte alla consapevolezza dell’importanza dell’energia femminile come forza creativa: i due poli non sono separati né in opposizione ma soltanto diversi l’uno dall’altro, complementari. La donna utilizza anche l’energia yang e l’uomo scopre in sé l’energia yin: oggi si può parlare di abbraccio del femminile, non tanto nei confronti del maschile ma nei confronti di se stesso: un femminino che si è fatto strada sia nel maschio che nel femmina e che diventerà probabilmente la chiave di accesso verso una sempre più matura consapevolezza di sé.

Jung racconta quella bellissima storia di Lago di Montagna, capo dei Pueblos del Nuovo Messico: “I bianchi sono pazzi”, avrebbe detto un giorno” perché dicono di pensare con la testa”. E al suo interlocutore che gli chiedeva con che cosa lui pensasse, Lago di Montagna avrebbe risposto :”Noi pensiamo qui”, indicando il cuore.

Entrare in contatto con il femminino, con l’energia femminile presente in ciascuno di noi è quindi anche imparare a “pensare qui”, sia che siamo donne o uomini: in entrambi i sessi l’io cosciente è indicato da un simbolismo maschile, l’inconscio da uno femminile. E allora diamo ancora un’occhiata alla tabella in cui sono indicate le manifestazioni delle due energie: intuizione, empatia, inclusione,spiritualità tra quelle femminili, razionalità, linearità, volontà, progettualità tra quelle maschili. Nel femminile appare chiaramente la ricerca di una fusione nella forza creativa e non possiamo dimenticare che è della donna il nutrire, l’accudire, l’accogliere, il dare alla luce, il trasformare. Il contenere. 

Come la donna che fa esperienza del maschile dentro di sé sa riconoscere che può proteggersi e agire da sola, liberandosi da quello schema di dipendenza che regola i suoi rapporti con gli uomini, l’uomo che fa esperienza del suo femminile interiore si permette finalmente di lasciare andare le corazze e di scoprirsi armonico nella sua interezza, in ascolto della voce del Sé.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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