Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buona notte, oggi è mercoledì 19 giugno 2013

Vorrei tanto cambiare ma...

 

pubblicità

Vorrei tanto cambiare ma...

Debolezze e fragilità del nostro Maschile e del nostro Femminile interiori.

Abbiamo già visto in precedenza come la nostra energia maschile e la nostra energia femminile creino, insieme, la nostra unicità, il nostro modo di essere, qui e ora, nel mondo. In ciascuno di noi convivono le nostre due componenti energetiche  e questa nostra androginia psichica ci permette di sperimentare a livello interiore anche le caratteristiche normalmente attribuite al sesso opposto. In ciascuno di noi c’è un immagine archetipica del Maschio e della Femmina interiori che si è formata nel tempo dalle nostre esperienze, dalle proiezioni che abbiamo vissuto o subito, dai nostri bisogni e dalle nostre paure Per la nostra armonia è importante che queste due energie siano equilibrate e complementari tra loro.

Prendiamo ora  in esame i momenti di trasformazione, di cambiamento, i cosiddetti liminari (da limen, porta) in cui ci sentiamo appunto sulla soglia: non ancora dentro e non ancora del tutto fuori. Un piede di qua e un piede di là. Ci stiamo avviando verso una trasformazione  ma siamo un po' in difficoltà o perché ci sentiamo pronti dentro ma non abbiamo la forza né il coraggio di compiere il passo verso l’esterno, oppure perché ci buttiamo nell'azione senza essere ancora veramente, pronti. Queste difficoltà nascono dall’identità del nostro Maschio e della nostra Femmina interiori, prima ancora che dalla loro mancata collaborazione, cioè da come me li immagino, come li vivo, come li vedo e li sento.

Posso percepirli in tre modi differenti, anche se è chiaro che nel tre sono contenute mille sfumature. Proviamo a portare alla nostra mente l’immagine di un vaso: contiene, trattiene, incamera, raccoglie, conserva. Qualunque sia il suo contenuto, il vaso che è capiente lo tiene in sé. Ma poi, perché la sua funzione sia completa , il vaso deve essere in grado di versare, di travasare il contenuto perché sia libero di assolvere alla sua funzione (essere mangiato, bevuto, usato per ornare, profumare, pulire, ecc). Immaginiamo un vaso che trattenga all’infinito ciò che contiene: il contenuto rimarrà sterile, non servirà a nessuno, si deteriorerà. Visualizziamo viceversa un vaso vuoto che voglia  travasare il suo contenuto: dato che non c’è niente, non uscirà niente. Quando il vaso potrà adempiere alla sua funzione? Quando si riempirà per poi poter travasare..

Affianchiamo a questa immagine quella della gravidanza: la funzione del corpo materno è in questo caso come quella del vaso: avvolge, protegge, contiene, il bimbo e poi lo travasa, gli permette cioè, grazie alle contrazioni, alle spinte e al taglio del cordone ombelicale di diventare indipendente, uscendo  dal corpo che lo conteneva. Se ci pensiamo bene, però, c’è un altro elemento che si aggiunge, nell’immagine della gravidanza. Quando il bambino è contenuto all’interno del corpo della madre  cresce e a sua volta si trasforma, anche se all’esterno nessuno lo vede. Al massimo è il contenente che si modifica visibilmente, ma il contenuto non è visibile eppure vive lì dentro delle trasformazioni fondamentali grazie alle quali un giorno potrà uscire all’esterno e cambiare radicalmente il suo status.

Ora torniamo al nostro Maschio e alla nostra Femmina interiori: ciascuno può essere: 

a) nella fase contenitiva : si sta riempiendo , trasformazioni importanti stanno avvenendo dentro di lui di cui magari non è nemmeno consapevole. Appare perciò timido, represso, incapace di agire, sognatore, fragile, apatico. Nella realtà oggettiva abbiamo uomini e donne in questa fase (che può durare tutta la vita): l’archetipo del Martire, ad esempio, che li porta a credere di essere vittime e di non poter fare nulla per modificare il loro disagio se non aiutati dagli altri perché credono  di non poter cambiare da soli  la loro realtà. Ecco il Puer aeternus o la puella aeterna, la ragazza o il ragazzo di vetro che sognano soltanto, convinti che la realtà li voglia fragili, pronti a rompersi perché incapaci di fronteggiarla, la Bambola che si adatta alle proiezioni che gli altri fanno su di lei o su di lui, gli Avventurieri che vivono nel mondo delle possibilità senza mai impegnarsi fino in fondo in nulla, gli Emarginati che si sentono diversi, non capiti e non si conquistano il loro spazio nel mondo.

Quello che domina è il desiderio di restare al sicuro, la paura di essere abbandonati, la negazione del drago o il desiderio di essere salvati da qualcun altro, l’ evitamento dei conflitti  e l’incapacità di portare a termine gli impegni presi.

b) nella fase espulsiva, senza un adeguato contenimento: persone in questa situazione agiscono  non avendo preso contatto con la loro interiorità, con i loro bisogni, non empatizzano né con se stessi né con gli altri. Ecco allora  il macho che vuole dominare comunque e sentirsi superiore agli altri anche quando combatte per proteggerli, l’uomo o la donna di potere che spesso esercitano una violenza occulta non riuscendo a vedere il mondo che dalla propria prospettiva, l’amazzone corazzata, estraniata dalla propria interiorità, che può essere la donna in carriera che si identifica col lavoro al punto di crollare psicologicamente di fronte a un fallimento o il bravo figlio che ha accettato la disciplina e il dovere imposti dall'esterno ma ha lasciato là sotto bambino inibito e paralizzato, incapace di lasciarsi andare; oppure la donna regina guerriera che disprezza gli uomini  e via dicendo.

In tutti loro sotto questa corazza spesso si nascondono una mascherata dipendenza e un fortissimo bisogno perché la loro forza  non ha origine nella centralità del loro Sé ma da un adattamento della loro personalità. A qualcosa di esterno.

c) Fase trasformativa, dell’equilibrio.
Il Femminile Materno accoglie,accudisce, avvolge, conserva, ricorda, comprende, ascolta, sente. Empatizza ma è in grado di lasciar andare. Il Maschile Paterno agisce, programma, organizza, travasa, costruisce, imprime all’esterno quella forza che trae dal proprio Sé.

Un maschile troppo debole è  ancora nella fase contenitiva, un femminile debole è invece passato alla fase espulsiva senza un adeguato contenimento, mentre una vera trasformazione può avvenire dunque con un Femminile  e un Maschile in fase trasformativa e capaci quindi di collaborare.

pubblicità

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 19/04/2007

copyright © duepiu.net 2000-2013, tutti i diritti riservati