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La personalità dell'uomo impotente

sesso in pillole
 




La personalità dell'uomo impotente

Vorrei inserire le nuove conoscenze biologiche sulla sessualità e le nuove soluzioni farmacologiche in una prospettiva clinica dell'uomo impotente che si rivolge allo specialista. Ecco alcune personalità scelte tra quelle coinvolte nei casi d’impotenza più frequenti.

1° caso -  Soggetto "alessitimico"
E’ la persona che non può esprimere le sue emozioni. L'iniezione di PGE 1 (prostaglandina) è una soluzione adatta al deficit erettile dell''alessitimico che isola il sesso dal cuore. Questo soggetto continuerà ad avere timore di una relazione affettiva con una donna, avendone paura, ma potrà così avere la sua erezione a comando. Un dirigente di questo tipo, abituato a dominare il mondo che lo circonda, mi diceva: "nel 21° secolo c''è solo una cosa anacronistica: il pene che non reagisce nè ad un apparecchio computerizzato, nè alle funzioni più elevate dell''uomo, cioè l''intelligenza e la volontà". Nella personalità alessitimica, l''iniezione intracavernosa di PGE 1, più che il Viagra, ha un effetto limitato, ma più efficace di ogni intervento psicologico che l''alessitimico vive come un mondo strano e incomprensibile.

2° caso - Soggetto "narcisistico"
E' un uomo che vive la sconfitta in tutti i settori, ma specialmente nel settore sessuale, per cui vi è un crollo di tutta la sua personalità, dato che la sua autostima è rappresentata, quindi dipende, dal mondo esteriore: il deficit dell'erezione può costituire, in questi casi, un colpo grave al suo sentimento di autostima. L'esempio tipo è il "manager" di 50 o 60 anni, che ha successo nella sua professione, che esercita l'attitudine virile nel suo ufficio sfruttando la sua posizione per conquistare giovani donne e con loro soddisfare il proprio narcisismo. Il deficit d''erezione lo deprime perché non può più esercitare i suoi talenti di seduzione, dato che non è più sicuro di poterli realizzare. Ho curato un "manager" che aveva dei bisogni di sedurre per verificare la sua identità virile: ma, da quando è impotente, anche quando la seduzione ha successo, lui scappa perché non è sicuro della sua erezione. Per questi soggetti il Viagra ristabilisce la connessione tra la virilità esistenziale e la virilità genitale. L'intervento psicologico può trovare un ruolo più importante che nel soggetto alessitimico. Alla prescrizione del Viagra possono aggiungersi degli interventi psicologici (ad esempio, del medico di famiglia, che lo conosce bene). E questo al fine di modificare sia la sua risposta sessuale che il suo "ideale adattato": in questi soggetti, che non vogliono invecchiare, la difficoltà di erezione potrebbe aiutarli a ridurre lo spazio che c'è tra l''immagine di sé e l'età reale.

3° caso - Soggetto "impotente e timido"
Questa persona dubita di se e dunque della sua erezione. Va dallo specialista per cercare un "tutore" della sua erezione che lo aiuterà a sormontare la sua fobia sociale: durante l'adolescenza la nascondeva dietro i foruncoli sul viso e adesso dietro una erezione mancante. In questo caso l''intervento medico servirà come "starter" di un nuovo cambiamento, perché la psicoterapia deve accompagnare questo paziente, prima di ricorrere all''iniezione di prostaglandine o al Viagra.

4° caso -  Pazienti che hanno “paura dell''intimità"
In un mio libro, intitolato Intimità, ho descritto uomini che hanno problemi sessuali perché hanno paura dell'intimità che la sessualità comporta. Essi si rivolgono allo specialista (psichiatra o urologo) per un deficit di erezione: ma bisogna risalire verso il cuore e il cervello per capire "i fantasmi" che quest''uomo ha nei riguardi di una donna e del suo sesso, che egli vive come un pericolo. La donna è come una "donna ragno" che svuota l''uomo di tutta la sua sostanza genitale: e alla fine gli vuota anche il portafoglio. Per cui va tenuta a distanza. Un altro tipo di donna che gli fa paura è la donna moderna, perchè ha il desiderio più veloce e più forte dell''uomo. Questo tipo di donna incute timore a questi soggetti che non sono pronti a stabilire l''uguaglianza sessuale e che si sarebbero accontentati della tradizionale funzione del "macho". La donna è come una valchiria o come una Amazzone, che vive l'incontro dei sessi come una guerra oppure che vive la situazione sessuale come una corrida, in cui l'uomo è il toro e il letto è come l'arena della corrida, in cui il toro finisce con la messa a morte. In questi casi si deve agire più sui "fantasmi" che sull’erezione, anche se a volte l'intervento farmacologico, ad un certo punto, è necessario.

5° caso -  "Soggetti bisessuali"
Questi soggetti vanno dallo specialista con l'obiettivo di poter avere delle erezioni controllabili ed indipendenti dalla loro testa. Molti di questi uomini possono soddisfare i loro fantasmi con una prostituta, ma sono impotenti con una donna normale. Mi ricordo un dirigente d’azienda che era impotente con la moglie, ma aveva delle erezioni favolose con delle prostitute, anche se era disturbato dagli uomini di scorta che stavano davanti alla porta. Mi chiese una terapia farmacologica per poter realizzare il "dovere coniugale" con la moglie. Lo perseguitava il "fantasma" che il suo sperma assomigliava all''urina e quindi poteva sì sporcare la donna già sporca (la prostituta) ma non la donna che gli aveva dato dei figli.

6° caso - "Il masochista"
In alcuni casi si assiste all''impotenza esistenziale più che all'impotenza sessuale. Sono questi gli uomini masochisti che falliscono nella maggior parte della loro vita e, per i quali, è inadeguato rispondere ad una domanda sessuologica prima di avere fatto una valutazione della loro impotenza esistenziale. Sono soggetti che dopo la consultazione dell'urologo vanno da un altro urologo o dallo psichiatra: sbagliano nel manipolare la siringa o hanno delle crisi d''ansia nell''ora che passa dall'assorbimento del Viagra alla sua utilizzazione.

Conclusione
Da quanto sopra, si evince che gli psichiatri devono uscire dalla "verbalizzazione" e partecipare con delle terapie di accompagnamento alle nuove soluzioni farmacologiche efficaci per l'impotenza. Alcuni autori hanno già dimostrato che il Viagra, accompagnato da una terapia comportamentale, è più efficace di quando è usato solo. Quindi, nella gestione del deficit erettile, bisogna valutare non solo con i criteri biologici le domande poste dai pazienti, ma anche con una "griglia" psicologica. Questo punto interessa anche gli urologi e gli andrologi: nel rispondere al quesito "impotenza" non va dimenticato di passare “dall'impotenza" “all'uomo impotente”.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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