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Parlare d'amore fa bene all'amore?

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Parlare d'amore fa bene all'amore?

La risposta è sì, soprattutto se si applica il linguaggio braille usato dai ciechi ! A parte gli scherzi, parlare d'amore fa certamente parte dell'arsenale dell'erotismo. Una signora delusa del marito commentava che in ogni caso è sempre meglio dei soliti mugolii! Ed è vero che le parole possono essere una droga eccitante, quasi il doping della sessualità. Ma bisogna distinguere quelle prima, durante e dopo l'amore.

Prima
Il mondo è pieno di velleitari che preferiscono dire per non fare, e di analfabeti della parola romantica. Questi ultimi sono molto loquaci quando si tratta di parlare di cose reali, ma si ammutoliscono quando si tratta di sentimenti. Tra i velleitari ci sono invece i seduttori che non concludono mai. Che siano sublimi complessati come Giacomo Leopardi, o dei timidoni come Cyrano de Bergerac, che dopo aver combattuto tutta la vita, ha dichiarato il suo amore soltanto in punto di morte.
Il dichiararsi con le parole trova un ulteriore ostacolo nei partigiani dell'azione che sembrano adottare lo slogan "ditelo con i fiori". Sono d'accordo, purché i fiori non sostituiscano le parole. Così come ci sono persone che si esprimono più facilmente per lettera od addirittura per fax.
Per non parlare della forte componente erotica nelle telefonate di persone che poi diventano completamente mute nel faccia a faccia.

Durante
Credo che le parole siano degli accessori dell'erotismo così come la luce, i gesti e certi modi di vestirsi.
Ci sono parole carezzanti o erotizzanti.
A condizione che ciò faccia parte del gioco a due.
Ho descritto nel libro "Intimità" una coppia che si eccitava dicendosi parolacce, così come altri bevono insieme prima di fare l'amore.
Ma ci sono anche parole che disturbano. Come nel caso di Isabella di origine austriaca, che quando entra in uno stato di forte eccitazione, comincia a parlare in tedesco. Uno shock e una delusione per i suoi amanti italiani, che si sentono abbandonati per chissà quale rivale misterioso. Un rivale del passato : Isabella era stata sedotta a 12 anni da un amico del padre. Altre persone sono disturbate dalle parole perché le distraggono dal loro immaginario erotico. Chiara, per esempio, si eccita con una sua fantasia ricorrente, molto privata, che deve evocare per raggiungere l'orgasmo.
Il fatto che suo marito le parli la riporta troppo alla realtà, e la distrae dal sua fantasma preferito.
Altre parole durante il rapporto hanno solo un valore "informativo", per permettere una migliore sintonia del piacere.
Sentirsi domandare "Tu a che punto sei" può essere un atto di gentilezza, o anche il segno che una vera intimità non è stata raggiunta.
Ancora meno gradevoli per l'intimità erotica sono le parole che creano un'interferenza, che mescolano i piani, come quella signora che nel mezzo dell'amplesso si fermava dicendo "Oddio, ho dimenticato di comperare il pane". Un'esclamazione poco felice, come quel marito tifoso che, facendo l'amore la domenica pomeriggio poco prima che iniziasse il campionato di calcio, si bloccava nel bel mezzo per domandare alla moglie : "tu dici che il Milan vincerà il campionato?".

Dopo
E infine ci sono le parole da scambiarsi dopo aver fatto l'amore, che sono sempre meglio della banale sigaretta. Permettono sia di prolungare la tenerezza, sia di gestire con dolcezza la separazione che segue l'eccitazione sessuale.
In conclusione, le parole d'amore non solo sono un doping dell'erotismo, ma anche un test della verità dell'intimità di coppia.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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