Pionieri dell'estremo: in
America li hanno ribattezzati sensation
seekers, persone
alla perenne ricerca di sensazioni
forti, esaltanti, che aumentano l'adrenalina.
E, secondo la tesi curiosa della scrittrice
Sallie Tisdale, quello che li spinge è lo
stesso motore che anima gli adepti del
sadomasochismo: «A volte, dicono che ciò che
li muove è lo stesso stimolo che trascina a una
qualunque impresa ad alto rischio. Paragonano le
sferzate, per esempio, al freeclimbing, al
bungee jumping o al volo sul deltaplano, proprio
per il superamento della paura di ciò che si può
o non si può fare o sopportare».
Nel suo libro, che è quasi
un giro nel luna park di tutte le possibili
varianti dell'eccitazione erotica, la Tisdale
difende la libertà dell'eccesso e del
desiderio. E accompagna il lettore in un
viaggio tra i desideri più estremi: dal
frottage (strofinare il proprio corpo contro
qualcosa per ricavarne piacere sessuale) all'acrotomofilia
(privarsi dell'ossigeno durante l'atto sessuale
per aumentare la potenza dell'orgasmo);
dall'attrazione per sculacciate, frustate,
schiaffi, all'ifefilia (la passione per i peli,
i velli, le cose pelose), fino all'implorazione:
«Ti prego, cara, dimmi le parolacce…».
Il mondo delle perversioni,
però, è molto più ampio e comprende alcuni
desideri veramente anomali, come quelli
descritti da Richard von Krafft-Ebing e Havelock
Ellis all'inizio del secolo, e «aggiornati» in
due libri dal titolo eloquente, Sesso
estremo. Pratiche
senza limiti nell'epoca cyber e Sesso
estremo II (Castelvecchi editore). Da queste
pagine emerge un mondo di erotismo
eccessivo e sotterraneo,
in cui ci sono amanti di qualsiasi tipo di
perversione, al limite delle possibilità
immaginative umane. C'è per esempio il felching,
l'atto di inserire piccoli animali vivi, tipo
ranocchie o pesciolini, nell'ano o nella vagina,
in modo da ricevere dai loro movimenti piacere
sessuale. Un'altra pratica è quella dello
stuffing, l'uso, durante il rapporto sessuale,
di oggetti, sia comprati al porno-shop (come i
vibratori) sia di uso quotidiano, in genere
provenienti dalla cucina (cetrioli, fragole,
carote, banane), ma a volte anche
dall'armadietto del bricolage (cacciaviti e
chiavi inglesi).
Un altro tipo di perversione
è il piercing localizzato, la pratica di
appendere anellini ai capezzoli, allo scroto,
alle grandi labbra della vagina, perché
l'afflusso di sangue che si determina durante
l'eccitazione sessuale permetta di «sentire»
in maniera più forte la parte interessata. Ci
sono poi persone che raggiungono il piacere solo
se dotate di numerosi accessori in pelle, fra
cui frustini e stivaloni. C'è invece chi si
traveste da neonato, cuffietta in testa e
biberon in mano. Esistono, poi, gli shit-lovers,
o coprofili, amanti delle feci; e quelli che
agiscono, per accentuare l'orgasmo,
sull'immissione di ossigeno, utilizzando cappi,
buste di plastica o le mani (tecniche che a
volte portano direttamente dal piacere alla
morte per asfissia).
E' chiaro che potremmo proseguire in questa
lunga lista, perché sono tantissime le persone
che sperimentano pratiche sessuali sempre più
estreme. E non
si tratta solo di perversioni praticate in
assoluta segretezza. Pensiamo al successo
che ha avuto un film come Crash,
in cui la coppia dei protagonisti raggiunge il
piacere durante gli incidenti stradali, che
quindi ricerca e provoca deliberatamente. Ogni
sorta di «variante» nel campo della sessualità
può essere etichettata come «libertà» o come
«vizio» pericoloso.