Ai
tempi dei nostri antenati, i matrimoni venivano
combinati sulla base di esigenze del tutto
esterne e rispondevano a dei bisogni sociali.
Poi, con la rivoluzione francese e il
romanticismo,la coppia si costituiva sul
sentimento individuale ed era quasi
esclusivamente basata sulla forza di tale
sentimento che, a volte, si contrapponeva con
l’esigenza di formare una coppia solida anche
economicamente, come accade a Madame Butterfly,
Mimì della Boheme. Oggi uomini
e donne, sempre piu’ spesso, chiedono
alla coppia di soddisfare la
loro esigenza di emozioni forti: le donne
dichiarano di volere uomini capaci di
emozionarle, gli uomini desiderano soddisfare la
loro esigenza di solleticare i sensi, se non
altro quello della vista , dato dalla bellezza
femminile.
Io
credo che sia molto pericoloso costruire una
coppia che possa durare nel tempo, sulla base di
queste emozioni che, come tutti
i fenomeni molto intensi, sono
anche fatui. La spinta che viene
dall’esterno, dal sociale a “consumare”
come qualsiasi altro prodotto anche le emozioni
e a desiderare sempre di piu’ ha origine
dall’adolescenza, momento in cui sopraggiunge
una vera e propria tempesta ormonale che porta a
vivere quest’invito sociale a vivere le
sensazioni come un’esplosione. In eta’
adulta, poi, tali aspettative possono essere
soddisfatte perlopiu' dai single, che non hanno
l’esigenza di stabilire rapporti duraturi.
Il problema per la coppia
“storica”, invece, e’ quello di mettere
insieme il bisogno di brividi e batticuore e il
desiderio di rimanere insieme negli anni…
Per arrivare a ottenere questo e’ necessario
cercare le emozioni negli interessi e nelle
passioni individuali o condivise all’interno
della stessa coppia (la casa, i viaggi, il
cinema o lo sport) e non nel sesso e coltivando
all’interno della coppia quei sentimenti che
io definisco “democratici” quali la
tenerezza, la fiducia e il rispetto reciproco.
Sono questi i sentimenti che cementano e rendono
duraturo un rapporto di coppia.