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Amore concavo o convesso?

sesso in pillole
 




Amore concavo o convesso?

Concavo o convesso sono dei modi di essere, delle filosofie di vita, diverse e opposte, come il nero e il bianco. Perché ognuno di noi ha un atteggiamento verso il mondo e verso gli altri prevalentemente ricettivo o aggressivo, a seconda della personalità di base. Ci sono persone che possiedono tutti e due gli atteggiamenti, e sono capaci di alternarli secondo le circostanze. Con equilibrio e armonia. Un manager, ad esempio, può (anzi deve) essere convesso e quindi grintoso, competitivo, veloce sul lavoro; mentre nel privato sarà più morbido, duttile, ricettivo ai bisogni dei figli e della moglie. Non tutti, però, sanno scegliere il modo giusto per relazionarsi agli altri; non tutti sono capaci di alternare, di cambiare registro, e diventano rigidi, quasi ossessivi. E questo crea poi dei problemi con chi sta loro vicino.

Infatti c'è chi soffre di intimità relazionale proprio perché sa essere solo concavo o solo convesso; solo "radioemittente" o "radioricevente". E in generale, è la carenza di quest''ultima qualità che crea i disastri maggiori. Nei rapporti di amicizia, ma soprattutto nei rapporti sentimentali. Tutto questo ha poi degli effetti anche nella vita sessuale. Come nel caso di Rosalba. Ha 40 anni, e viene da me chiedendo di guarire da una dispareunia (si tratta di dolore durante il rapporto sessuale). In realtà non mi lascia nemmeno parlare e per mezz''ora mi inonda di tutta la sua storia presente e passata, fatta di continue difficoltà a mantenere il minimo spazio di relax e calma. Mi dirà che in famiglia lei e i fratelli sono stati allevati come militari, che il lasciarsi andare e l''essere inattivi sono considerate debolezze colpevoli. Lei ha applicato alla lettera il codice familiare. E dopo essersi rapidamente laureata e sposata, fa ben due mestieri nei quali coinvolge una parte del clan familiare. E'' attiva, anzi attivista, e completa tutto ciò con cene sociali, arriva anche ad organizzare la campagna elettorale del marito, anima il comitato di quartiere, eccetera... Questo sistema, che sembra così efficiente, si rompe con violenza quando, su insistenza del marito, decide, a 35 anni, di avere il primo figlio. "Durante il parto, per guadagnare tempo e per evitare la debolezza vergognosa della donna che rimane a gambe aperte aspettando che il figlio esca" (sono parole sue), chiede al ginecologo di fare un taglio cesareo, più igienico e più rapido. Malgrado ciò il suo corpo reagisce male nel post-partum, come se negasse la concavità obbligata alla quale è stata costretta dalla gravidanza. La sua vagina si rinchiude al punto che i rapporti sessuali diventano prima anestetici (cioè non riesce a provare nessuna sensazione), poi dolorosi e più recentemente impossibili. Rosalba allora consulta ginecologi che non trovano niente di anomalo, e psicologi che cercano di impostare una psicoterapia che lei rapidamente annullerà, dicendo che parlare senza avere risposte immediate è tempo perso. Ma il suo problema si aggrava e Rosalba, sempre più ansiosa ed angosciata, continua la sua fuga in avanti. Per quanto riguarda il bambino, si rende conto che è poco materna. Ma in ogni caso, aveva già deciso con il marito che sarebbe stato lui ad occuparsi del figlio. La sua componente mascolina, attiva e convessa si accentua.

Ma fino a quando Rosalba non accetterà di discutere il modello familiare seguito così rigidamente, e non riuscirà a recuperare il versante positivo della concavità, vissuta attualmente come una debolezza, il suo sintomo psicosessuale continuerà ad aggravarsi.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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