La
scienza ha permesso di separarsi sia dalla magia
che dalla religione, salvo in alcuni campi come
la sessualità e l'alimentazione. Diceva un mio
amico religioso: oramai sono più fervente che
praticante. La formula può applicarsi a coloro
che ci consultano per trovare rimedio al mal
d'amore.
Essi
si dividono in due grandi categorie. La prima
che ci dice "Dottore, vorrei ma non
posso" e la seconda che afferma il
contrario "Dottore, potrei ma non voglio".
I primi soffrono di un'impotenza ed i secondi di
disturbo del desiderio, sia esso volontario o
involontario. Nella storia dei rapporti umani,
è stata messa in evidenza l'immagine
dell'uomo voglioso e della donna restia.
Oggi giorno, questo stereotipo sta
cadendo in frantumi e sempre più spesso le
donne si lamentano di non trovare più uomini
ardenti. I quali, di fronte a certi eccessi di
femminismo arrabbiato, preferiscono stare con
gli amici magari per un incontro gastronomico.
Per coloro che soffrono di difficoltà sessuali,
la ricerca di un rimedio risale agli albori
dell'umanità.
Il
più vecchio afrodisiaco alimentare è di
origine cinese e si chiama la pozione della
gallina calva. Un settantenne cinese dalle
grandi arti amatorie onorava sua moglie tutti i
giorni senza che lei lo desiderasse così
spesso. Un giorno, stufa di questi eccessi, si
è appropriata della misteriosa pozione che il
marito beveva tutti i giorni e l'ha gettata
nell'aia. Passava un gallo che ne beccò involontariamente
una certa quantità. Si mise allora a montare
furiosamente le galline nell'aia e, siccome per
tenerle ferme, i galli le beccano sulla testa,
ben presto, le galline si trovarono del tutto
calve. Come in questo caso, la storia degli
afrodisiaci alimentari è fortemente misogina,
mentre le poche conoscenze scientifiche erano
inondate dall'abbondanza del pensiero magico.
Lo
sviluppo della scienza ha permesso di separarsi
sia dalla magia che dalla religione, salvo in
alcuni campi come la sessualità e
l'alimentazione. L'analogia tra la qualità
degli alimenti e chi li assorbe avviene per
contagio o per similitudine. Chi tocca o assorbe
un certo alimento ne assimila anche le qualità,
siano esse buone o cattive. Quando qualcuno
vuole fare il furbo, gli si domanda se ha
mangiato pane e volpe; mentre il brodo di
tartaruga è servito a curare per secoli
l'eiaculazione precoce ed i testicoli di
coniglio come terapia della sterilità.
Secondo
Claude Fischler il 20% delle mamme francesi
cucina ai bambini dei fagiolini, pensando che
questi legumi a crescita rapida li faranno
crescere più in fretta; il 22% dei francesi
pensano che dare delle verdure cotte ai cani li
farà abbaiare di meno, mentre per il 50% dare
della carne rossa ai facchini aumenterà il
numero di oggetti traslocati! Questi dati così
suggestivi dovrebbero interessare i
pubblicitari, dato che non è necessario
convincere i possibili acquirenti ma basta far
sorgere il dubbio che certi prodotti possano
essere utili e quindi acquistabili. Molte
persone non credono che il sedano, le spezie o i
frutti di mare abbiano un vero potere
afrodisiaco, ma andando al mercato, nel dubbio,
comprano proprio questi prodotti.
Un
po' come la canzone di Ornella Vanoni che
diceva: "proviamo anche con Dio, non si
sa mai". Queste credenze, al tempo
stesso scientifiche e magiche, esistono anche
per gli afrodisiaci alimentari. In un''inchiesta
che abbiamo fatto nel 1993 in Italia, e ripetuta
in Francia, Gran Bretagna e Canada, è risultato
che circa il 15% degli italiani sono convinti
che esistano dei cibi afrodisiaci. Al Nord si
cita più spesso il sedano, mentre le donne del
Sud parlano della frutta esotica; è invece
citato ovunque il peperoncino, il quale mescola
una simbologia minifallica ed un effetto chimico
vasodilatatorio che forse giustifica la sua
fama.
Da
sempre, il tartufo è considerato come
afrodisiaco e Diane Ackerman dice che "l'odore
dei tamui ricorda la muscosità di un letto
sfatto dopo un pomeriggio d'amore ai tropici".
Probabilmente, l'azione afrodisiaca del tartufo
è legata al suo contenuto in androstenolo, che
è un ormone del desiderio sia per l'uomo che
per la donna. Più del 50% delle persone
intervistate hanno considerato afrodisiaci i
frutti di mare. Si mescolano di nuovo scienza e
simbologia. Da un lato i frutti di mare sono
propedeutici ad un incontro amoroso, dato che
contengono in poco spazio molti elementi
energetici e sono in questo senso da preferire a
due piatti di pasta, che provocheranno più
facilmente sonnolenza. E dal punto di vista
simbolico, questi prodotti vengono dal mare come
Afrodite, dea dell'amore. Dal punto di vista
chimico, esiste un substrato scientifico: per
esempio, nelle ostriche sono contenuti zinco,
ferro e fosforo che noi diamo spesso ai malati
in dialisi renale quando vogliono riprendere la
loro attività sessuale. Purtroppo in certi
frutti di mare invece dello zinco si trovano più
spesso del piombo e del mercurio inquinanti!
Infine, non dimentichiamo tra gli altri
afrodisiaci citati il formaggio grana, il
cioccolato e tra i vini lo spumante, per la
descrizione dei quali rinvio al mio ultimo
volume sui rapporti tra il cibo e l'amore. Gli afrodisiaci
alimentari sono descritti in decine di opere
da più di 20 secoli. I criteri di successo sono
essenzialmente due:
1.
L'analogia simbolica per la forma o per la
funzione. Pinne di pescecane, corna di
rinoceronte e baffi di tigre, rinviano ai poteri
di chi li possedeva. Carote, sedano, asparagi al
maschile ed ostriche e fichi al femminile
alludono invece alla simbologia sessuale. Più
raramente la componente chimica diventa il vero
fattore di successo.
2.
L'importanza del rituale nel costituire una
pozione. Come per l'omeopatia, più il prodotto
è di dubbia efficacia, più il rituale che lo
circonda deve essere preciso per aumentare
l''effetto suggestivo. Ecco per es. una pozione
del secolo scorso: prendete cipolle bianche e
fresche, radici di testicoli di volpe (un'oncia
e mezza), cervelli di passero (un'oncia),
incenso e cannella. La cipolla e i testicoli di
volpe si pestano fino a essere ridotti a una
pasta. Allora si passano al setaccio assieme ai
cervelli di passero. E poi seguite queste
istruzioni d''epoca: "alla polpa cavata
aggiungi la polvere sottilissima d'incenso e
cannella formando una massa dalla quale si
faranno pillole grandi quanto un cece. Esse,
assorbite in numero di sette e facendovi bere
appresso un bicchiere di vino generoso,
confortano mirabilmente il coito e le parti
genitali".
Nella
storia degli afrodisiaci alimentari bisogna
inoltre riconoscere un''ennesima discriminazione
in favore delle donne, Quasi tutti i prodotti
stimolanti sono descritti per l'uomo, mentre
solo due coraggiose donne, Caterina Sforza e
Caterina da Forlì, si sono permesse di
consigliare la polvere essiccata di fallo
d'asino come uno stimolante femminile. Per le
donne i prodotti stimolanti consigliati servono
solo a far crescere il latte, mentre abbondano
prodotti calmanti come lo sciroppo di ninfea o
di lattuga. I pesci di mare, piuttosto
eccitanti, erano consigliati all''uomo mentre i
pesci di lago, piuttosto calmanti, erano
consi-gliati alla donna! Per concludere e per
continuare questa mescolanza inquietante ed
affascinante tra scienza e magia, vi proporrò
un menù dell'amore.
Antipasto:
i
frutti di mare già menzionati, sperando che vi
sia più zinco che mercurio. Essi saranno
accompagnati da uno spumante, il cui effetto sarà
più favorevole per le donne che per gli uomini.
Esso sarà comunque senz'altro da preferire ai
superalcoolici, che rendono più spesso l'uomo
violento o addormentato. Anche il vino rosso, ad
effetto prevalentemente vaso-dilatatorio, darà
un senso di benessere, ma potrà, se preso in
eccesso, dilatare anche là dove non dovrebbe.
Piatto
principale: proporrei
la polenta con le rane, per le motivazioni
seguenti. La polenta contiene pochissimo
triptofano che è il precursore della serotonina
detto anche l'ormone della calma. Esperimenti
con topi in laboratorio hanno mostrato che una
dieta ferrea di 5 giorni a base di mais li
portava a copulazioni frenetiche, durante le
quali dimenticavano anche il loro orientamento
sessuale. Purtroppo l'esperienza fatta sugli
uomini ha mostrato che la flatulenza
intestinale, dovuta ad una dieta a base di mais,
ne riduceva di molto gli effetti positivi.
Insieme alla polenta, metterei le rane per una
motivazione particolare, citata dal prof. Bourre,
ricercatore a Parigi. La cantaridina, estratta
dall''essiccazione della cantaride (o mosca
spagnola), era stata usata anche dal marchese de
Sade per i suoi esperimenti erotici. Dato il suo
effetto tossico ad alte dosi, aveva anche
provocato il decesso di due prostitute ed uno
dei tanti processi al divino marchese.
Oggigiorno, l''unica maniera di ottenere la
cantaride in dose omeopatica, e quindi anche
meno nociva, è quella di mangiare le rane che a
loro volta si sono nutrite di questi coleotteri.
Dessert:
proporrei
frutta esotica, che contiene il complesso
vitaminico B, soprattutto le pesche che
contengono la tirosina, eventualmente della
frutta secca che contiene dell''arginina,
precursore del No, che è la molecola che di dà
più speranza come afrodisiaco chimico. Per gli
appassionati del cioccolato, dirò che esso è
più favorevole alle donne che agli uomini, in
quanto una grossa fetta di Sacher Torte provoca
nell'ora che segue una reazione insulinica ed
una probabile sonnolenza che porta più da
Morfeo che non nelle braccia dell'amata.
Quest'effetto sembra meno importante nella
donna. Tra i vari prodotti contenuti nel
cioccolato e che hanno effetti sia stimolanti
che calmanti è stata messa in evidenza la
feniletilamina prodotta dall''rganismo quando si
è innamorati.
Quando
l'amore finisce, la mancanza di feniletilamina
si fa sentire ed il cioccolato, che ne contiene
una buona quantità, diventa allora un ottimo
sostituto, al punto che alcuni considerano la
nutella "il metadone dell'amore". Come
conclusione di questa chiacchierata semiseria,
al limite tra scienza, cultura e fantasia,
bisogna sottolineare negli afrodisiaci
alimentari tre fattori di successo:
a)
La chimica di cui abbiamo descritto
l''importanza ed i limiti: come per la musica,
non si può ridurre il Bolero di Ravel alle note
che lo costituiscono.
b)
Le aspettative determinano parte del successo.
Come nel colpo di fulmine, fulminabili si nasce,
fulminati si diventa. Come per la gastronomia,
anche per gli afrodisiaci bisogna essere pronti
ad essere toccati dalla grazia.
c)
Le modalità ed il contesto. Nell'inchiesta
precitata molte persone, in prevalenza le donne,
hanno sottolineato l''importanza del contesto e
dell'atmosfera nella convergenza afrodisiaca con
il piacere gastronomico. Terminerò quindi con
la frase di Tuta nel film "Come l'acqua
per il cioccolato": "Non
dimenticate che il cibo è buono quando è
cucinato con amore, mentre l'amore è buono
quando ha il gusto e il profumo delle nostre
preferenze alimentari".