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Buon giorno, oggi è lunedì 12 maggio 2008

Dietro la bellezza

sesso in pillole
 




Dietro la bellezza

Tanti filosofi e scrittori hanno scritto e scrivono sulla bellezza. E, come d’abitudine, le teorie si dividono fra detrattori ed estimatori della bellezza. Per i detrattori, la bellezza è una caratteristica o sentimento minore, anzi è addirittura nociva. In questa categoria troviamo Cartesio, il quale affermava che la bellezza è contro la ragione, Dostoijevski (scrittore e anche filosofo) ritiene che la bellezza sia una cosa terribile e paurosa, perché indefinibile. Ancora la Chiesa, che considera la bellezza effimera rispetto ad altri sentimenti quali la tenerezza, la generosità, il rispetto dell’altro perché questi ultimi mantengono unite le persone, più di quanto faccia la bellezza. Però, già nella Chiesa c’è una voce dissonante ed è quella di S. Agostino, che definisce la bellezza “il reciproco rapporto delle parti con il tutto” e, per lui, il tutto rappresenterebbe la mano del Signore. Anche Plotino più che Platone (nel Fedro e nel Fedone) individua la bellezza all’interno dell’anima stessa. L’anima amante è luce, ma può essere oscurata da una bruttezza sopravvenuta dal corpo e dalla materia.

Vi sono poi le teorie greche della bellezza considerata come armonia (come il legname di una barca, le pietre di una costruzione ecc.), o la teoria di Eraclito che considera come la bellezza nasca dagli opposti (come lo Yin e lo Yan citati da Jung).Le teorie “negative” sono però dominanti, in quanto la bellezza ottunde la regione e fa dimenticare i sentimenti veri. E nella Nouvelle Philosophie francese, Pascal Bruckner arriva ad affermare che la bellezza umana è l’ingiustizia per eccellenza. Tutti, infatti, possono diventare ricchi, ma per il miglioramento della bellezza c’è un limite…e lo sanno gli uomini piccoli che soffrono di questo stato!

Il secondo punto che vorrei discutere è l’esternismo. E’ come se la televisione rinviasse all’esterno, alle superfici del corpo. Il vecchio detto socratico “conosci te stesso” è riferito all’esterno di ognuno di noi. Oggigiorno l’apparire si porta bene ed è ancora valido il proverbio “meglio ben apparire per essere meglio”. Oggi la bellezza esterna in molti casi conta più della bellezza interna, che può essere definita anche charme. Per usare una metafora pittorica veneta il Canaletto che descrive Venezia è più apprezzato di Guardi che la interpreta dal di dentro. Io, come veneto, apprezzo di più Guardi che ha interpretato la dissoluzione di Venezia verso la fine del settecento. Oltre a una eccessiva ricerca di un miglioramento estetico della donna, attualmente si evidenzia sempre più il cosiddetto “complesso di Adone”.

Il maschio affetto da questo tipo di complesso è ossessionato dalla propria linea, al risveglio del mattino va in bagno, si pesa, si ammira allo specchio e poi va in palestra un paio d’ore al giorno per perdere non il chilo, ma l’etto in più. Indossa maglie e calzoni attillati, si deodora le ascelle, si unge il corpo. Non parla che di body-building e considera il proprio corpo il passaporto per il successo. Questo popolo di Adoni ha i suoi miti come l’attore Russel Crowe, protagonista del film “Il gladiatore”. Non sono affatto salutisti, in quanto pensano esclusivamente all’estetica, i propri muscoli non sono usati come strumento di seduzione e servono a migliorare la propria autostima. Anche le donne utilizzano la bellezza per rinforzare l’autostima piuttosto che la seduzione.

Dal sondaggio effettuato a Parigi per un atelier di moda sui nuovi reggiseni ad aria è emerso che le donne usavano questi nuovi strumenti non per arrivare al sesso, ma per migliorare l’immagine di sé e, quindi, come per gli Adoni, le donne usano la bellezza in una ottica narcisistica più che in un’ottica relazionale.

I vantaggi di essere belli
Sono stati descritti dal sociologo francese Jean Françoise Amadieu di Parigi che ha scritto il libro “Il peso dell’apparenza”. Il capitale bellezza nella nostra società crea delle differenze non aneddotiche. Per esempio in alcuni mestieri di negoziato, di rappresentanza e di comunicazione televisiva o altro è necessaria la dote della bellezza. Uno studio americano ha mostrato che le persone agili e svelte hanno il 10% in più di chance di trovare un lavoro rispetto a quelle obese perché i belli sono giudicati più intelligenti, più ambiziosi e più socievoli anche se in Italia persiste l’idea, in alcuni maschi, che una donna bella è “zoccola”. Questa differenza comincia già nella scuola perché due studi dell’università del Michigan attuati nelle scuole elementari hanno mostrato che i ragazzi belli sono privilegiati. Gli insegnanti, infatti, pensano che questi siano più adatti a riuscire nella scolarità e, di conseguenza, si interessano maggiormente a loro e al loro lavoro e questo aumenta la fiducia in se stessi. Una dinamica di successo si mette in moto perché questi ragazzi, apprezzati dai loro professori, stabiliranno dei legami anche con gli altri ragazzi traendone vantaggio. Questa discriminazione è ancora più importante oggi in cui la civiltà dell’apparenza domina. Quindi il bello, secondo la pubblicità, è sinonimo di riuscita sociale, accelera i piani di carriera e il bello è automaticamente buono e vero. Vi sono anche altri vantaggi della bellezza:

a)      la bellezza è un conforto, una rassicurazione contro i dispiaceri della vita, come lo si chiedeva allo specchio di Biancaneve;

b)      la bellezza ci apre le porte di un sogno che è quello dell’assenza di violenza, voi sapete che i cattivi sono brutti: così se tutto il mondo fosse bello, forse la violenza sparirebbe;

c)       la bellezza è un freno contro l’avanzare dell’età, oggi avere un figlio a 40 anni è diventato banale e certe donne conservano le loro mestruazioni fino a 60 anni

Il chirurgo estetico può aiutare a mettere in evidenza quello che si è ma a volte può diventare perverso ed aiutare la persona ad esibire quello che non c’è, perché l’età è passata. La chirurgia estetica deve aiutarci ad accettare la nostra età rendendo migliori certe caratteristiche dell’età, non favorire la corsa sfrenata verso la gioventù che è un modo di credere alla propria immortalità. Ed è difficile resistere a questo movimento perché viviamo in una società adolescente che valorizza la bellezza adolescente.

Quando la bellezza è un handicap
Mi hanno scritto nel mio portale www.willypasini.it tre donne. La prima si chiama Lea. È una bellezza classica di tipo greco con i lunghi capelli che incorniciano un viso dai tratti perfetti. Il successo, fin dall’adolescenza con gli uomini, le dava fastidio ed ora che fa la bibliotecaria si arrabbia quando degli uomini guardano lei piuttosto che i libri. Nel suo passato ha ricevuto una educazione rigida ma valida dove c’era il principio religioso che la bellezza è una qualità fatua e meno importante della bellezza interiore. Ad un momento dell’adolescenza, Lea aveva addirittura pensato di diventare suora. Lea è una ragazza per bene ma un po’ rigida e il suo colore preferito è il grigio. Essere bella già di per se è per lei essere esibizionista, confonde mostrare ed esibire e, nella sua personalità rigorosa, la bellezza le crea più svantaggi che vantaggi.

La seconda si chiama Lidia, dirige un museo di arte moderna, è una bella ragazza di 35 anni e che ha un figlio ma non un marito. Ella è un po’ abbandonica, e il suo cuore romantico pensa che un uomo arriverà per renderla felice e dare un senso alla sua vita. Insomma una ragazza all’antica. Mi scrive dicendo che gli uomini che incontra spesso per il suo mestiere la vogliono come una partner sessuale a causa della sua bellezza, ma non per una relazione affettiva che duri. Lidia pensa che le sue qualità estetiche le creino molti malintesi con gli uomini. E forse ha ragione, oggi mancano i tempi e i modi della corte. Oggi molti adolescenti fanno l’amore per comunicare e i belli sono molto avvantaggiati in questi incontri rapidi da prima sera, ma poi delusi.

Poi c’è Marta che ha 26 anni, molto calma e molto bella con i capelli biondi che porta sciolti sulle spalle. Marta è sposata e sicura di sé, ma non sopporta le gelosie delle colleghe di lavoro che la criticano perchè ogni volta che il responsabile della ditta passa nel loro piano, le fa dei complimenti ambigui. Le altre ragazze che vorrebbero essere notate, esercitano una forte cattiveria verso Marta che, per ora, si è tirata su i capelli a chignon. Però il suo animo pacifico è disturbato da queste tensioni professionali e vorrebbe che le sue colleghe fossero un po’ più solidali o lei un po’ meno avvenente.

Penso che la bellezza deve essere in relazione col carattere della persona. Se una persona si basa molto sulla seduzione e sulla bellezza esterna piuttosto che sullo charme, deve essere avvenente perché nel suo stile di vita la bellezza è fondamentale, come per una indossatrice essere alta e snella. Invece, in altre persone, la bellezza è una qualità che rende la vita più complicata. Come quella moglie a cui il marito chiede di essere bella, magari non per lui, ma per gli sguardi degli altri uomini.

L’ultimo punto che vorrei trattare è il legame fra bellezza e la sessualità. Intanto quelli che hanno una sessualità più soddisfacente sono gli ermafroditi in senso psicologico, cioè coloro che fanno coesistere le caratteristiche maschili e femminili, anche del bello, senza troppi conflitti. Inoltre la bellezza non è utile alla sessualità, ma alla fase precedente che è la seduzione. I belli hanno molte più chance di “cuccare” però dal punto di vista sessuale i brutti sono molto più competenti. Nella mia lunga pratica di sessuologo ho notato che le belle e i belli si guardano l’ombelico trascurando la relazione, mentre i brutti fanno molta più attenzione alla relazione sessuale che stanno vivendo e, quindi, per la sessualità “viva i brutti!”.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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