|
Serena,
24 anni, viene a chiedere aiuto per un problema
di anorgasmia relazionale. Non può e non ha
mai potuto avere con nessun uomo un piacere
condiviso. Da sola, al contrario, raggiunge
l'orgasmo clitorideo senza difficoltà. Fa
anche fatica a dormire nello stesso letto con un
uomo, anche se ha un legame stabile da 7 anni.
Il suo compagno, che era alla prima esperienza
sentimentale, non ha problemi di sesso, ma con
lui Serena ha paura di raggiungere una più
grande intimità condivisa.
Questo
è legato alle difficoltà personali di
Serena, che risalgono alla sua storia
familiare. Suo padre beveva e aveva un
comportamento instabile, anche se non violento,
non sessualmente abusivo. Le ha però fatto
mancare la fiducia di base, la basic trust degli
anglosassoni. Serena ha avuto dei comportamenti
sessuali precoci già a 14 anni, e sempre
sganciati dall'affettività.
Nei
colloqui psicologici noto che lei cerca di
mantenere un assoluto controllo sulle emozioni e
sul corpo, mentre il "lasciarsi andare"
è vissuto come un pericolo mortale. E infatti,
nel rapporto sessuale, Serena si irrigidisce:
pensa che se l'uomo le dà il piacere, finirà
per avere troppo potere e dominio su di lei.
Rischierebbe così di idealizzarlo e di viverlo
come un dio (cosa che non può sopportare).
Appare quindi in filigrana un nucleo paranoico,
per cui invece di essere contenta, di lasciarsi
andare quando fa l'amore e di delegare fiducia a
chi le dà piacere, Serena interpreta in maniera
diffidente l'orgasmo, che porta con sè il
pericolo di una dipendenza mortale. Serena mi
ricorda un fenomeno conosciuto in etologia e
legato alla difficoltà degli animali ad
addormentarsi. Mentre i predatori possono
dormire numerose ore, e in tutta tranquillità,
le prede virtuali, come ad esempio i caprioli,
prendono sonno solo per periodi molto brevi,
alternandoli con periodi di vigilanza. Sembra
addirittura che alcuni animali, come il delfino,
abbiano trovato una soluzione precisa :
disinnescare uno dei due emisferi cerebrali, per
cui uno dorme mentre l'altro rimane vigile.
Serena sembra rivivere nella sua diffidenza di
base un'inquietudine fondamentale e di origine
arcaica. Senza una psicoterapia nell'ambito di
un rapporto di fiducia, Serena non uscirà da
questo suo blocco che è solo apparentemente un
problema sessuale. |