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Buona notte, oggi è sabato 24 giugno 2017

Uomini effeminati, donne virili

sesso in pillole
 




Uomini effeminati, donne virili

Siamo qui in presenza di un fenomeno che ritengo particolarmente interessante: lo straordinario fascino esercitato dagli ermafroditi, intesi ovviamente non nell'accezione anatomica bensì in quella culturale del termine. Romantici e non necessariamente trasgressivi, mescolano maschile e femminile in un continuo gioco di mode e trend. Se gli uomini indossano parei (e non solo sulle passerelle: all'ultima Mostra del Cinema di Venezia era questo l'abbigliamento eccentrico, ma molto fotografato, del regista Julian Schnabel), le donne si rifugiano nello stile militare; i modelli si truccano gli occhi con il kajal e le ragazze si rasano i capelli come Demi Moore in “Il soldato Jane”.

Possiamo dunque affermare che la donna di oggi assomiglia sempre di più all'uomo, ma non al maschio. E come se stesse affermandosi un essere umano più libero e liberato, nel quale le componenti femminili e quelle maschili si esprimono fluidamente, senza eccessivi conflitti. Non si tratta solo di un capriccio della moda o di un'ennesima bizzarria degli stilisti: secondo me, è invece un autentico processo di evoluzione dell'identità sessuale. Senza spingersi a scomodare Platone, nella cui opera è presente il mito dell'androgino come simbolo di perfezione e sintesi suprema tra maschio e femmina, mi sembra di poter affermare che il tempo della donna «solo donna» e dell'uomo «solo uomo» sia tramontato. Comincia l'era di un essere umano ambivalente, più sfaccettato e complesso.

Dimostrazione di ciò è il fatto che la cultura si sta appropriando di questa nuova icona. Penso, ad esempio, al successo che ha avuto un personaggio difficile come Annemarie Schwarzenbach, l'intellettuale svizzera, fotografa e grande viaggiatrice, morta ancora giovane nel 1942, a cui negli ultimi anni sono state dedicate numerose e lusinghiere biografie. E se la Schwarzenbach, donna inquieta e sofferente, morfinomane dai capelli corti, vestita in abiti maschili con un corpo efebico, ci seduce ancora oggi nelle belle foto color seppia degli anni Trenta, ciò può accadere perché il suo sguardo è in sintonia con la nostra modernità. Gli esempi del fenomeno non mancano neppure nel cinema, come dimostra un grande feuilleton contemporaneo che mette in scena «trans» angelici e grandi amori: il pluripremiato “Tutto su mia madre”, di Pedro Almodóvar. Oppure, risalendo più indietro nel tempo, possiamo citare un film-shock quale “La moglie del soldato” di Neil Jordan: il protagonista, l'affascinante Jaye Davidson, che pensiamo essere donna e che in realtà, nel film e nella vita, si rivela un uomo, ha ricevuto addirittura una nomination all'Oscar. E io stesso, infine, ho potuto constatare da vicino il fascino di Eva Robins’, l'ermafrodita più bello d'Italia, quando abbiamo partecipato insieme a una trasmissione televisiva.

È l'era degli ermafroditi, dunque. Ma anche dei narcisi. Questi ultimi però, a differenza dei primi, non sfruttano le proprie energie creative, che sono invece bloccate; non hanno fantasia e adottano passivamente i messaggi della televisione, della pubblicità, dei giornali di moda, spendendo molte delle loro energie e moltissimo del loro budget nei segni dell'apparire, nel rendere il corpo appetibile e conforme ai dettami della moda, investendo in abiti, scarpe, accessori, prodotti di bellezza. E del popolo dei narcisi fanno parte donne ma anche - ed è questa la novità - uomini. Il complesso di Adone, purtroppo, è sempre più diffuso.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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