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Il
cioccolato ha sedotto prima i Maya,
che dal 600 dopo Cristo, lo usavano come moneta.
Verso il 1000 d.c. lo coltivavano e nelle
notti di luna piena sacrificavano animali che
avevano delle macchie scure sulla pelliccia,
al fine di propiziarne la raccolta.
Lo
bevevano gli
uomini prima di fare la guerra e prima di
fare l’amore. Montezuma lo considerava un
afrodisiaco e in certi giorni ne beveva anche 50
tazze per riprendere il vigore.
Poi
il cioccolato ha sedotto i religiosi (che
accompagnavano Fernando Cortez) e che intorno al
1500 lo portarono in Europa assieme all’oro.
Vi sono poi 100 anni, numerosi documenti dei
Gesuiti che discutevano se il cioccolato fosse
un alimento o una bevanda, perché come bevanda
poteva essere ingurgitata anche durante la
quaresima. Poi ha sedotto gli sportivi che
avevano bisogno di energia in più.
Hillay, il conquistatore dell’Everest, ne
consumava ad ogni scalata, non sapendo che il
cioccolato dà energia, ma anche tachicardia
(cuore che batte più in fretta).
Più
recentemente il cioccolato ha sedotto i
buongustai e si sono creati, in numerosi
paesi d’Europa, club di assaggiatori del
cioccolato, che deve essere il più nero
possibile, e con il minor quantitativo in
grassi.
Il
22 Novembre 2001 è stato dichiarato,
dall’Accademia Nazionale della Cucina
Italiana, “Giornata del Cioccolato” e
tutte le 6000 delegazioni circa, hanno fatto una
cena conviviale a base di cioccolato.
Il
cioccolato ha sedotto tutti i golosi, i bambini
e le donne, che ritmano la loro giornata con
questa dolcezza che unisce la natura e la
cultura per valorizzarla.
Infine
il cioccolato ha delle proprietà antidepressive
perchè contiene sostanze molto simile alle
endorfine, sostanze oppiacee naturali prodotte
dall'organismo durante la fase
dell'innamoramento, quali la serotonina e la
fenilalanina.
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