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Amare
è un verbo transitivo attivo ed è paragonabile
al verbo “donare” e non al verbo
“regalare”. Questo presuppone che alla base
ci sia la gratuità e non la aspettativa
continua di essere ricambiati.
Al
contrario sempre più spesso ho la sensazione di
trovarmi di fronte a uomini e donne che,
inconsciamente, calcolano quanto possono
ricevere dall’altro, in termini affettivi
ma anche pratici: questo può portare a una
confusione di livelli, per cui alcune persone
danno denaro in cambio di affetto o danno
affetto in cambio di beni materiali, nobilitando
con il sentimento d’amore bisogni di diversa
natura. Come quando a Natale la gratuità del
dono viene sostituita da una corsa affannosa e
calcolata per ricambiare in maniera adeguata il
regalo ricevuto, al fine di mantenere o
stabilire contatti di affari, così l’amore
viene “regalato” in cambio di sicurezza.
Ora,
mentre da un punto di vista economico guadagnare
è lecito, se non obbligatorio, in amore non può
esistere il creditore e il debitore perché i
crediti sono sempre a fondo perduto. Il guadagno
personale, in questi casi, è rappresentato
dalle conseguenze benefiche di un amore che dura
e nel quale gli interessi affettivi dei
partecipanti trovano il loro spazio legittimo.
Raggiungere una tale consapevolezza presuppone
che uno dei due faccia il primo passo,
donando il proprio amore, nella speranza che
l’altro faccia lo stesso e evitare la
chiusura e la diffidenza reciproca. Naturalmente
esistono legami basati su una reciproca
convenienza o su una convenienza a senso unico,
ma si tratta di veri e propri affari e, in
questi casi, il matrimonio rappresenta un
contratto effettivo.
Altro discorso è la gestione del denaro
all’interno di una coppia, argomento scottante
che non viene trattato mai apertamente e che
produce, quasi sempre, conseguenze deleterie
relative alle reciproche aspettative non
dichiarate e che agiscono in maniera subdola.
D’altra parte gli aspetti pratici ed economici
della vita di coppia, in modo particolare la
gestione del patrimonio, non servono solo a
soddisfare i bisogni materiali dei partner, ma
vengono investiti di significati emotivi ed
affettivi da non sottovalutare.
Per
le donne, generalmente, il denaro rappresenta la
sicurezza in senso generale ed è alla base
della fiducia che riescono a riporre in un uomo.
Per gli uomini, il denaro è simbolo, oltreche
di status, di potenza virile. Per la coppia può
arrivare ad assumere una funzione più o meno
ostentativa, quindi rivolta esclusivamente
all’esterno.
Generalmente le persone che si rivolgono a me
per una crisi di coppia non manifestano
apertamente un eventuale problema a questo
livello, ma continuano a riportare una attenta
descrizione di come l’altro si comporta, come
reagisce di fronte alle richieste, attribuendo
una serie di significati affettivi a
comportamenti che, spesso invece, non hanno un
senso così profondo.
Per
costoro, diventa quasi indispensabile capire e
scoprire, attraverso gli atteggiamenti
dell’altro, se egli è innamorato o meno,
perdendo così continuamente di vista i propri
sentimenti. Sembra che essere innamorati
dell’altro sia direttamente proporzionale a
quanto l’altro ami noi. Ma l’amore può
essere a senso unico, può non sfociare in
una relazione per mille motivi e non per questo
cessare di esistere…
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