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Il corteggiamento

sesso in pillole
 




Il corteggiamento

Non sono affatto rimasto sorpreso di fronte ai dati di una ricerca effettuata dal centro studi birgahi condotta dalla McCann Marketing Communication sulla scelta dell’uomo italiano che prende moglie: il 22% dei 585 hanno messo al primo posto l’abilità culinaria della moglie nella riuscita del rapporto coniugale.

Al secondo posto gli italiani mettono la dolcezza e, solo infine, l’abilità erotica della partner. Inoltre il 66% di costoro si sente meno in colpa quando tradisce una partner disinteressata ai fornelli, e sembra pure che queste donne ne siano consapevoli dell’importanza dell’arte culinaria.

Per quanto questi dati siano da interpretare meglio, non c’è dubbio che il rapporto tra cibo e vita di coppia sia importante e io stesso ho scritto un libro sulla relazione tra sesso e cibo. Non c’è corteggiamento che non abbia inizio con un invito a cena e non c’è rapporto d’affari che non venga suggellato da un buon pranzo. Il cibo riesce a oltrepassare il proprio significato di semplice nutrimento del corpo e diventa il veicolo che ci avvicina agli altri.

Mi scrive un ragazzo di 20 anni, timidissimo per il quale non è possibile mangiare davanti agli altri, soprattutto davanti alle ragazze senza provare angoscia. Trovo che questo impedimento, certamente accompagnato da un disagio psicologico di natura fobica, indica proprio un’incapacità a condividere con gli altri un momento di intimità.

Alcuni psicologi ricollegano il rito del cibo nel corteggiamento al rapporto madre-neonato. Questo rito, infatti, imiterebbe il rapporto originale di grande rassicurazione in cui l’uomo, visto in una funzione “genitoriale” provvederebbe alla donna offrendole qualcosa di speciale e di intimo, il cibo appunto, dimostrando così attenzione e capacità di provvedere a lei.

Non si può non essere d’accordo con queste ipotesi, nel momento in cui si guarda alla potenzialità di riempire attraverso il cibo altri vuoti affettivi, come accade nella bulimia o negli attacchi di fame nervosa. Cibo e affetto, dunque, sono strettamente fusi e lo stile con cui la madre nutre il proprio bambino determinerà delle conseguenze sulla capacità di attaccamento del bambino.

Nell’immaginario, in genere, il seno materno viene visto come sollievo, come rifugio e consolazione di fronte alle frustrazioni. In linea di massima tutto questo è vero durante tutto il periodo in cui la coppia non è ancora convivente e rischia di capovolgersi drasticamente al momento del fatidico “SI’”.

Se i partner, infatti, decidono di mettere su casa insieme, infatti, ecco che la donna diventa automaticamente la “regina del focolare” e deve dimostrare di saper gestire al meglio il quotidiano e, soprattutto, di saper organizzare occasioni conviviali per due o più persone che hanno perso, però, del tutto il loro significato più piacevole per diventare un modo per riempirsi e riempire lo stomaco del proprio partner, salvo poi cadere nella sonnolenza post-prandiale. Se prima il cibo era un preludio, quasi un preliminare alla battaglia amorosa dei sensi, in seguito diventa l’inizio del riposo del guerriero.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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