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Sempre
più spesso mi arrivano in consultazione donne
che trascinano letteralmente i loro partner che
non hanno più desiderio. Come accade a Giordana
e Mariano, rispettivamente 32 e 34 anni sposati
da tre che vorrebbero avere un bambino che
rischia di non arrivare mai, vista la sporadica
frequenza dei loro rapporti.
In
generale è vero quello che i sondaggi
affermano: ossia che gli uomini sono in crisi
per la loro virilità: una virilità intesa, però,
in maniera del tutto stereotipata.
Cinquant’anni fa era l’uomo il portatore del
desiderio e se la donna arrivava a desiderare,
veniva considerata una poco di buono. Era
presente una vera e propria ideologia del
desiderio il cui monopolio rimaneva maschile e
alla donna rimaneva al massimo il privilegio di
essere desiderata.
I
cambiamenti di ruolo al femminile avvenuti negli
ultimi cinquant’anni circa, infatti, sono
stati molto repentini e l’universo maschile ha
trovato molta difficoltà a stare al passo perché
da sempre troppo identificati nel loro
stesso ruolo. Il riconoscimento di questi
cambiamenti ha portato al recupero di una certa
parità fra i sessi che ha mandato in crisi, però,
l’intero sistema.
Utilizzerei
il termine crisi nella sua vera accezione, in
quanto momento di spinta verso un cambiamento
effettivo.
In
effetti stiamo vivendo un momento di transizione
socio culturale importante e, come tutti i
momenti di transizione, è più difficile da
affrontare ma potrebbe essere un momento di
crescita importante per entrambi i sessi.
Sono
rimasti molto più spiazzati i cosiddetti
“machi” che avevano semplicemente abusato di
un privilegio culturale che era stato loro
concesso fino ad allora. Possiamo individuare
una ripartizione ben precisa fra le reazioni
degli uomini di fronte all’incapacità di
gestire la giusta distanza emotiva prodotta
dalla nuova situazione socio-culturale.
Alcuni
tentano di sanzionare la donna che rivendica la
sua libertà personale dando loro una specie di
lezione non concedendosi più: naturalmente
questo non ha alcun valore afrodisiaco, è solo
un gioco di potere per ristabilire il rapporto
di forza. D’altra parte vi è la maggioranza
che ha un po’ di paura, per cui pensa di fare
sciopero ogni tanto, andandosene in barca con
gli amici e lasciando a terra le donne
incavolate che si lamentano di questi Peter Pan
che si comportano come adolescenti disimpegnati
e irresponsabili.
Gli
uomini sono di fatto spaventati e impreparati ai
cambiamenti di ruolo femminile, pertanto
continuano a sognare una moglie geisha e non
esprimono i loro sentimenti, scindendo il sesso
dall’amore, oppure preferiscono donne
bisognose di aiuto per poter esercitare il
potere e il controllo.
Questo
stesso cambiamento, peraltro, spaventa le stesse
donne. Sono infatti proprio queste ultime a
soffrire di più in quanto si ritrovano a
interagire con uomini inadeguati che nascondono
la inadeguatezza dietro l’aggressività o
l’indifferenza cosicché la donna stessa si
ritrova quasi “costretta” a rimettere in
discussione i nuovi atteggiamenti pur di non
dover rinunciare al partner.
Non
sono sicuro che questo sia l’unico modo per
affrontare una crisi come questa che riguarda
uomini e donne: piuttosto è sempre più
necessario reinventarsi uno spazio comune di
condivisione, mettendo in atto uno di quei
giochi a somma zero, in cui non ci sono ne’
vincitori ne’ vinti, ma solo vincitori.
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