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Buona notte, oggi è giovedì 29 giugno 2017

Donne e narcisi...

sesso in pillole
 




Donne e narcisi...

Anna, 50 anni viene in consultazione notevolmente arrabbiata con gli uomini di bella presenza, ritiene che dietro la bella facciata si nasconda sempre una delusione e il perché lo comprendo quasi subito…

 

E’ sposata da 26 anni con Antonio e hanno due figli stupendi. Antonio e’ un bell’uomo, quello che io definirei un “sempreverde”, e’ molto attento ad apparire e mantiene gonfia la propria autostima frequentando 3 ore al giorno la palestra: questa ossessione per il suo fisico, vista la sua età, rischia di diventare controproducente. Antonio, in realtà, dietro questa facciata nasconde una tendenza omosessuale ed e’ costretto ad utilizzare la farmacoinfusione intracavernosa per avere un’erezione. L’autostima di Antonio e’ paragonabile a una noce: ha sviluppato una scorza dura ma dietro c’è un frutto molto tenero. Antonio, come tutti i narcisi compie gesta  temerarie più che coraggiose, tentando di dimostrare agli altri, e alla sua donna, la propria virilità. Tutte le sue azioni, generalmente eccessive quindi, sono al servizio del rinforzo del proprio narcisismo. Il narciso, per eccellenza, non instaura delle vere relazioni, ma l’altro o l’altra vengono “utilizzati” come specchio della propria immagine. Naturalmente Antonio, come tutti i gonfiati, è un vero paternalista, soprattutto nei confronti del figlio maschio, sembra essere completamente impermeabile alle critiche e non si e’ mai messo in discussione, dando la responsabilità dei suoi problemi sessuali ad Anna.

 Insomma, il minimo comun denominatore delle coppia in cui c’è una forma di narcisismo, è l’uomo che rifiuta di mettersi in causa per non svelare la debolezza di un’autostima gonfiata.

 

Antonio, purtroppo, ha avuto dei genitori quasi anaffettivi e lui, per conquistarsi la loro stima e avvicinarli ha dovuto superare certi limiti…In altri casi i genitori hanno, a loro volta un’autostima instabile e perpetuano questo modello con i loro figli, oppure hanno delle pretese eccessive rispetto alle capacità e alle caratteristiche del proprio figlio.

 

Cosa dovrebbe fare una donna con un uomo così?

Innanzitutto procedere a un’attenta valutazione della propria forza contrattuale, per capire se ci sono ancora delle carte da giocare e spingere, in questo modo, il marito a chiedere un aiuto specialistico. Oppure rivolgersi, come nel caso di Anna, a uno specialista per proprio conto. In questo modo, Anna ha compreso di essere complice del marito nella disfunzionalità: estremamente comprensiva, continuava a proteggerlo da tutto il suo senso di inadeguatezza, perfino fingendo il piacere durante i rapporti sessuali. E’ stato fondamentale, per lei, ricostruire la propria autostima per poter essere libera di decidere se riconquistare il marito oppure lasciarlo andare.

 

L’importante è, dunque, agire e smettere di accettare passivamente un ulteriore insabbiamento.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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