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Le nuove perversiono soft

sesso in pillole
 




Le nuove perversioni soft

Parlando di perversioni credo sia opportuno fare delle specifiche. Esiste, infatti, la perversione soft che è diversa dalla vecchia perversione hard della clinica psicoanalitica. La perversione hard è un comportamento che lega, obbliga l'individuo a un determinato atteggiamento, andando, conseguentemente, a diminuire la sua libertà.

Un esempio può essere quello del feticista, che ha come unici oggetti dei suoi desideri gli slip, le scarpe o qualunque altro feticcio. Oppure, altro caso, è quello del pedofilo, che è attratto solamente da ragazzi o ragazze di una certa età. Quello che caratterizza queste perversioni che io chiamo hard è l'assoluta corrispondenza ed omogeneità fra il comportamento e i fantasmi, per cui il perverso deve inesorabilmente mettere in atto il copione fantastico che ha in mente, al contrario delle persone «normali» che possono produrre fantasie molto trasgressive anche comportandosi in maniera alquanto abituale.

Dal punto di vista storico la perversione sessuale ha rappresentato un problema spesso insolubile per coloro che, medici, psicologi, sessuologi, hanno cercato di determinare il fragile confine tra normalità e anormalità nel campo della sessualità. Dopo essere stata riconosciuta come una patologia sessuale tipica dei criminali, comportamento sessuale ricorrente nelle condotte antisociali, dopo essere stata inclusa all'interno di categorie diagnostiche più generali come l'isteria, il narcisismo, il disturbo borderline, la perversione sessuale acquisisce l'etichetta più scientifica e neutra, se vogliamo, di parafilia.

Il DSM IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) colloca le parafilie insieme alle disfunzioni sessuali e ai disturbi dell'identità di genere nel capitolo, appunto, «Disturbi sessuali e dell'identità di genere». Le caratteristiche fondamentali di una Parafilia sono fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti ed eccitanti sessualmente, che in generale riguardano oggetti inanimati, la sofferenza o l'umiliazione di se stessi o del partner, bambini o altre persone non consenzienti, e che si manifestano per un periodo di almeno sei mesi.

Per alcune persone, maschi o molto meno frequentemente femmine, fantasie o stimoli parafilici sono indispensabili per l'eccitazione sessuale e sono sempre inclusi nell'attività sessuale. In altri casi, però, le preferenze parafiliche si manifestano solo episodicamente, come in alcuni periodi particolarmente stressanti, mentre altre volte la persona riesce ad avere un'attività sessuale senza fantasie o stimoli di questo tipo.

Il comportamento, i desideri sessuali o le fantasie causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell'area sociale, lavorativa o di altre aree importanti dei funzionamento. Sebbene in alcuni casi questi disturbi vengano chiamati col termine di «deviazioni sessuali», è preferibile utilizzare quello di «parafilia» in quanto, correttamente, sottolinea il fatto che la deviazione (para) dipende dall'oggetto da cui la persona è attratta (filia).

Nei suoi primi cinquanta anni di vita la dottrina psicoanalitica ha formulato diverse ipotesi circa la genesi della perversione sessuale, ipotesi che avrebbero poi fornito degli spunti per trattare queste patoloie in modo adeguato.

Grazie all'indagine psicoanalitica, molte malattie nervose, tra cui anche i disturbi psicosessuali, sono state comprese, studiate e affrontate sotto una luce diversa; soprattutto le perversioni non sono più viste come frutto di «degenerazione morale dell'individuo», né il prodotto di tare ereditarie. Con l'avvento della psicoanalisi questi disturbi sono interpretati come esiti particolari, e perciò reversibili, dell'impatto tra la biologia individuale e l'ambiente. In particolare, nel campo delle perversioni sessuali i problemi più ampiamente dibattuti dall'indagine psicoanalitica sembrano essere legati alla definizione del concetto di norma e normalità in campo sessuale; in primis il problema delle origini e del trattamento dell'omosessualità (dal 1984 non più considerata né una malattia né un comportamento sessuale deviante) e del sadomasochismo.

Freud arrivò ad interessarsi della sessualità in modo sistematico solo quando si rese conto che tale aspetto della natura umana aveva una profonda influenza sullo sviluppo della personalità e costituiva un fattore fondamentale nella psicopatologia.

La sessualità umana, come fa notare Freud nei Tre saggi sulla sessualità, è naturalmente perversa; La sua espressione adulta e la possibilità di costruire vincoli amorosi stabili e soddisfacenti sono notevolmente influenzate dalla dinamica infantile e dai suoi esiti.

In sintesi negli esseri umani il sesso nasce come attività perversa, relativamente disorganizzata, orientata al piacere e soltanto successivamente, se le vicende evolutive lo permetteranno, potrà organizzarsi nelle sue dimensioni adulte mettendosi al servizio della procreazione. La perversione, come entità clinica strutturata nell'adulto, è considerata da Freud come una regressione a modalità infantili di espressione e di soddisfacimento del desiderio sessuale, che si traduce sul piano del comportamento in condotte abnormi rispetto all'oggetto sessuale oppure rispetto alla meta.

Successivamente Freud scopre che le perversioni non sono semplicemente l'esprimersi di una sessualità infantile e immatura, ma sono difese elaborate dall'individuo per proteggersi dall'angoscia derivata dai conflitti edipici. Si sente dire che quando la sessualità, le forze di Eros sono messe al servizio dell'odio, della distruttività, entriamo nel campo delle perversioni sessuali.

La perversione sessuale è una attrazione irresistibile verso un tipo di comportamento anomalo e bizzarro; probabilmente la prima perversione che viene in mente è il sadomasochismo, il «sesso spinto» che comporta sottomissione, fruste, catene e stivali di cuoio. Tuttavia il nucleo fondamentale di una perversione hard non è il sesso spinto della sottomissione e degli strumenti sadomaso; e neppure gli spogliarelli e i denudamenti erotici, gli accoppiamenti orali e anali, il coito con il partner dello stesso sesso o qualsiasi altra variante in cui i partner amandosi oppure odiandosi decidono di lasciarsi coinvolgere, oppure di non farlo, se questa è la loro scelta.

Il tema centrale della perversione classica è la mancanza di libertà, la prigione nella quale il perverso si rifugia, qualunque sia il pericolo da cui scappa. Quando regnavano le perversioni hard la storia sembrava suggerire che l'uomo fosse naturalmente nato per la donna e la donna per l'uomo e che il destino degli esseri umani, maschi e femmine, fosse quello di incontrarsi, unirsi, amarsi e procreare.

Ma il sesso è sempre il drammatico copione che mette in scena la passione amorosa, o può divenire anche altro? La sessualità rappresenta un'opportunità per l'individuo di mettersi in comunicazione con un'altra persona, per costruire un attaccamento, in cui il vincolo principale è il piacere e l'intimità; nelle sue differenti configurazioni e nel relativi significati che veicola è, sicuramente, il prodotto di esperienze relazionali che hanno plasmato l'universo erotico della persona. La passione sessuale e il mondo dell'esperienza erotica possono divenire, pertanto, il luogo privilegiato dove gli individui esprimono temi relazionali fondamentali per la loro vita affettiva. In seguito agli eventi del maggio '68, la sessualità è stata allargata e liberata di tutti i suoi tabù; le persone hanno voluto e potuto sperimentare il sesso indipendentemente dai sentimenti. Così è nata la perversione soft, che non qualifica patologie psichiatriche ma esprime la possibilità di sperimentare liberamente esperienze nuove che prima potevano vivere solo fantasmagoricamente. Gli incontri di gruppo, lo scambio di coniugi, certi comportamenti omosessuali messi in atto solo per il gusto di provare, indossare abbigliamenti inusuali, come uomini che usano indumenti femminili, e donne che indossano indumenti maschili e tutti quei nuovi comportamenti sessuali di cui si sente parlare, non devono essere più identificati con l'antica concezione della perversione, perché rappresentano un modo di sperimentare una riscoperta possibilità di esprimersi sessualmente; in tal senso la perversione soft aumenta la libertà, al contrario della perversione hard che la limita.

Molte sono le persone che, spinte dalla curiosità o da qualsiasi altra ragione, decidono di provare un certo tipo di comportamento sessuale, potendo poi essere liberi di scegliere se, come e quando perseguirlo o abbandonarlo. Non bisogna più identificare questi comportamenti secondo i criteri antichi che della perversione facevano il rovescio della psicosi (e quindi una situazione molto più grave della nevrosi). Oggi, invece, si ha la possibilità di agire comportamenti una volta solo fantasticati senza necessariamente diventarne schiavi ma vivendoli come modalità alternative a quelle abituali; in questo senso la libertà dell'individuo è salvaguardata e valorizzata. Inoltre, non va dimenticato che molti di questi comportamenti assumono una funzione morale: per esempio lo scambio dei coniugi, che è stato inventato negli Stati Uniti e raggiunge più o meno il 3% della popolazione, è stata una maniera di ridurre l'adulterio unilaterale. Il fatto che entrambi i partner accettino di fare l'amore con persone diverse e lo vivano non come un tradimento, ma come un gioco o uno sport, facilita il mantenimento dei legami di cuore che, sebbene non perfetti, almeno sono stabili. La vita sessuale in generale trae beneficio dalle perversioni soft; per esempio, le persone che non amano il sesso collegato al cuore, che lo trovano troppo pesante, possono sperimentare una sessualità slegata dalla tenerezza e dai sentimenti democratici.

Se tutto ciò avviene nel reciproco rispetto, senza cioè recare alcun danno all'altro, che c'è di male? In tale ottica, a mio avviso, è evidente come le vecchie perversioni, quelle cliniche, più conosciute, andranno col passare del tempo a diminuire, restando appannaggio dei malati psichiatrici che manterranno questi comportamenti come sintomo della loro patologia.

Una riflessione particolare la voglio spendere per il mondo di Internet, dove alcuni comportamenti rappresentano delle perversioni soft, mentre altri sono delle vere e proprie addictions sessuali, quindi delle perversioni antiche, hard. Chi si lega al suo computer piuttosto che avere un rapporto umano, chi spende tutto lo stipendio sui click erotici limita la sua libertà; questa è una nuova perversione hard da inserire nelle addictions, come le bulimie, il gioco d'azzardo e la ninfomania. Diverso è il caso di chi, decidendo di provare la rete, vi trascorre una giornata, per poi non pensarci più e ritornavici dopo molto tempo. Infine, credo sia opportuno fare un appello ai medici, i quali dovrebbero adeguarsi a tutti questi cambiamenti in atto e rivedere, conseguentemente, le loro griglie di riferimento rispetto a questi comportamenti; il rischio che si corre, altrimenti, è quello di aggravare delle situazioni che in realtà sono quasi gioiose.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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