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Buon pomeriggio, oggi è giovedì 17 maggio 2012

Uomo ideale, rapporto ideale

sesso in pillole
 




Uomo ideale, rapporto ideale

Luisa e Anna vengono in consultazione per lo stesso motivo. Non riescono ad avere una relazione stabile e, dopo tante storie finite male, si chiedono il perché. Entrambe hanno trentadue anni, una bella presenza e una discreta posizione lavorativa, ma le loro somiglianze si fermano qui.

 

Luisa, infatti, ha una convivenza alle spalle con un uomo che, all’inizio, non le piaceva affatto e di cui dice di essersi innamorata follemente solo nel momento in cui lui l’ha lasciata la prima volta. Anna, invece, è stata lasciata dall’ultimo di una serie di uomini dopo un anno di fidanzamento, nonostante si dichiarassero innamorati entrambi, perché lui non si sentiva ancora pronto a vivere con lei e a costruire una famiglia.

 

Luisa agisce nei suoi rapporti inseguendo un ideale di uomo e non si rassegna a guardare chi ha di fronte realmente, continuando a proiettare su di lui una serie di caratteristiche che vorrebbe che lui possedesse. La continua ricerca di un uomo ideale si scontra puntualmente con l’uomo reale producendo in lei la tendenza a voler cambiare l’altro.

 

Anna si relaziona con i suoi uomini cercando di costruire per forza una relazione,  con chiunque sia, senza tener conto delle possibilità realistiche che questo possa avvenire nei termini e nei modi desiderati da entrambi.

 

Nessuna delle due è realmente innamorata del proprio partner: Luisa è innamorata di un partner ideale e Anna è innamorata dell’idea di avere una relazione. Nel caso di Luisa, il suo partner non si sentirà mai adeguato perché non viene considerato per quello che è, ma per come Luisa vorrebbe che fosse e inizia a nutrire un complesso di inferiorità. Nel caso di Anna, il partner si sente come “uno qualunque”, che diventa uno strumento utile alla costruzione di una relazione e non un individuo da amare. In entrambi i casi i partner non si sentono amati e desiderati e tendono ad abbandonare il campo.

 

La soluzione di problemi del genere affonda le radici nel passato anche se la crisi si manifesta nel presente. Per raggiungere una stabilità sentimentale e concreta, Luisa e Anna dovranno affrontare il tema dell’autonomia e dell’individuazione in psicoterapia. L’autonomia emotiva e affettiva permetterà loro di far convivere e accettare i diversi aspetti delle loro personalità e, soprattutto, di distinguere fra una realtà esterna e una realtà interna, intrisa di idealizzazioni.

 

Dietro le scelte di Luisa, infatti, si cela l’immagine interiorizzata di un padre ideale e mai avuto visto che, nella realtà, suo padre era un giocatore d’azzardo che ha passato parecchi guai con la giustizia.

 

Anna sta cercando con disperazione e ansia di realizzare un progetto non suo ma di sua madre che ha sempre sognato un grande matrimonio per questa unica figlia e che rappresenta l’unico modo per Anna di poter raggiungere l’autonomia dalla sua famiglia di origine decisamente opprimente.

 

E’ proprio l’ansia di raggiungere la stabilità sentimentale che porta Luisa e Anna a non confrontarsi realmente con l’altro e a inseguire un tipo di progetto egocentrico in cui la coppia non trova spazio

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Pagina aggiornata al 18/04/2011

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