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L'approccio terapeutico in sessuologia

sesso in pillole
 




L'approccio terapeutico in sessuologia

di Roberto Bernorio
Specialista in Ginecologia
Psicoterapeuta
Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Applicata

Le disfunzioni sessuali sono disturbi psicosomatici che impediscono all’individuo di avere e/o di godere il coito o più in generale il piacere sessuale.

La loro classificazione può così essere sinteticamente riassunta:

  • disturbi del desiderio ( desiderio sessuale ipoattivo, avversione sessuale )
  • disturbi della fase eccitatoria ( alterazioni della lubrificazione e dell’erezione )
  • disturbi della fase orgasmica ( anorgasmia, eiaculazione precoce o ritardata )
  • disturbi da dolore sessuale
  • vaginismo

Ogni disturbo può essere primario o secondario, strutturale o situazionale.

Le cause di partenza possono essere distinte in organiche e psicologiche, ma è bene tener presente che tale divisione, utile dal punto di vista didattico-descrittivo, risulta spesso riduttiva dal punto di vista clinico e può far perdere di vista il circuito di interazione psicosomatica che quasi sempre si struttura in un paziente affetto da disturbi sessuali.

Le cause organiche possono essere legate ad alterazioni vascolari, endocrine, neurologiche, degenerative, che colpiscono direttamente gli organi genitali oppure le ‘centraline’ neurologiche che controllano il ciclo della risposta sessuale.

Le cause psicologiche possono essere distinte in due gruppi principali: le cause profonde di tipo intrapsichico, relazionale, sociale e le cause superficiali, che intervengono in un contesto temporale immediato, pregiudicando la reazione sessuale nel momento in cui l’individuo è impegnato in un comportamento sessuale. Le cause superficiali comprendono l’incapacità della coppia ad impegnarsi in un comportamento sessuale efficace, il timore del giudizio e dell’insuccesso (ansia di prestazione), la tendenza ad erigere difese percettive ed intellettuali contro le sensazioni erotiche (auto-osservazione ), l’incapacità di comunicare.

Le procedure diagnostiche comprendono l’esecuzione di un’anamnesi dettagliata, di un esame clinico, di esami di laboratorio e strumentali, di test psico-diagnostici.

Le possibilità di intervento terapeutico si avvalgono dell’utilizzo di terapie farmacologiche (sempre più raramente chirurgiche ) e di tecniche psicoterapeutiche. Purtroppo queste due possibilità vengono spesso gestite in modo antitetico, con scuole di pensiero che privilegiano da una parte l’aspetto biologico e dall’altro l’aspetto psicologico. In realtà, un approccio terapeutico integrato e' imprescindibile nel campo delle disfunzioni sessuali poiche' il "problema" non è solo la risoluzione di un sintomo, ma la comprensione dei sottili significati e dei delicati equilibri di potere relazionali che quasi sempre il sintomo (e la sua risoluzione ) sottende.

I farmaci attualmente utilizzati in sessuologia sono:

  • gli ansiolitici, per ottenere un effetto di contenimento sull’ansia prestazionale, peraltro con scarsi risultati.
  • Gli antidepressivi ( triciclici e di nuova generazione-ssri ) per la possibilità di ritardare in una ridotta percentuale di casi il riflesso eiaculatorio.
  • Le prostaglandine iniettabili direttamente nei corpi cavernosi, per la possibilità di indurre un’erezione duratura poco o nulla modificabile dal desiderio e dal periodo refrattario.
  • Gli inibitori della fosfodiesterasi-5 responsabile della inattivazione del cGMP, la molecola che dilata le arterie del distretto genitale e quindi dell’erezione il cui capostipite attualmente in commercio è il Sildenafil ( Viagra ). Sono personalmente entusiasta di questo nuovo farmaco proprio per la sua possibilità di integrazione con le terapie sessuologiche. E’ un farmaco che secondo il mio giudizio ‘rispetta il paziente ‘ poichè è sintonico con il suo desiderio e con la sua eccitazione. Utilizzando una metafora, non spinge sul motore della macchina erettiva, ma rimuove il freno che potrebbe impedirne l’avanzamento. L’assunzione di Viagra senza un adeguato stimolo eccitatorio mentale non è quindi in grado di promuovere l’eccitazione e spesso gli insuccessi di tale farmaco sono dovuti al fatto che dopo averlo assunto il paziente cerca la prestazione e non il piacere. A dimostrazione che anche una prescrizione medicamentosa deve tenere conto del paziente nella sua integrità psicosomatica.

Le terapie psicosessuologiche attualmente utilizzate sono:

  • Psicoterapie comportamentali- prescrittive.
  • Psicoterapie relazionali.
  • Psicoterapie strategiche.
  • Ipnositerapia

Vengono tra di loro combinate in base alla formazione del terapeuta ed alle caratteristiche del caso clinico.

Da quanto finora esposto appare chiaro come l’integrazione tra le varie risorse terapeutiche rappresenti il modello di intervento che maggiormente consente di ristabilire il benessere sessuale in un individuo o in una coppia che presenta problemi. E’ auspicabile, considerando la futura commercializzazione di un numero sempre più grande di farmaci attivi sulla risposta sessuale, che il medico maturi la disponibilità ad uno specifico lavoro formativo sull’argomento per gestirne al meglio la prescrizione, sensibilizzandosi nello stabilire un canale comunicativo diretto con uno psico-sessuologo per collaborare nella conduzione dei casi clinici.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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