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La consulenza sessuale in internet

sesso in pillole
 




La consulenza sessuale in internet

La comunicazione in Internet, basandosi prevalentemente su una forma numerica del linguaggio, scelto come tramite per stabilire un contatto telematico, si rivela essere uno strumento comunicativo insufficiente e inadeguato, poiché manca dei principali attributi paralinguistici relazionali.

Per questo motivo, probabilmente, le applicazioni telematiche preferite dagli utenti in Internet e anche del sito www.willypasini.it, sono quelle più tipicamente “relazionali”, come le chat e le e-mail. Gli aspetti psicologici che contraddistinguono gli utenti dei siti, compreso il nostro, sono anche gli stessi che rischiano di inficiare i risultati della ricerca, qualora non venissero valutati attentamente. Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno spendere qualche parola rispetto a questo fenomeno. La completa disinibizione degli utenti ampiamente dimostrata da molte ricerche è favorita, probabilmente, dalla garanzia dell’anonimato e dalla mancanza di norme sociali che regolano la comunicazione viso a viso . Per questo motivo nello spazio virtuale il concetto di identità umana e reale viene a mancare tanto che le persone si modellano e si ricreano all’interno della stessa. Allo stesso tempo, Internet fornisce un ampio spazio per esprimere la propria creatività e le parti inesplorate della propria identità e per la loro messa in scena. Alcuni studi hanno confermato una tendenza, soprattutto da parte dei soggetti di sesso maschile, ad assumere l’identità del sesso opposto (gender swapping), senza che essa sia indicativa di omosessualità o travestitismo nella vita reale. La disinibizione e la possibilità di sperimentare con successo nuove personalità, quando non producono dei veri e propri fenomeni di dipendenza dal medium, rappresentano dunque i vantaggi della comunità virtuale ma, allo stesso tempo, un reale svantaggio per i ricercatori.

Obiettivi
L’obiettivo del presente studio è quello di evidenziare i primi dati statistici relativi al nuovo portale di Willy Pasini (www.willypasini.it) e tentare di descrivere l’utente tipo che si rivolge a Internet chiedendo una consulenza on line. Verranno discussi in questa sede anche i dati relativi al Sexual Addiction Screening Test (test sulla dipendenza sessuale) e il sondaggio relativo alle “perversioni soft” (entrambi presenti nella home page del sito stesso).

Scelta del campione e le sue caratteristiche
Il nostro campione non è casuale ma è costituito da soggetti “disponibili” che hanno scritto al Prof. Willy Pasini per fare una richiesta. Si tratta, dunque, di un campione non rappresentativo della popolazione italiana, ma relativo a un campione di persone che ritengono di avere una qualche difficoltà di tipo sessuale o psicologico.  Il campione è composto da 2276 elementi rappresentati in percentuale dal 59,8% di maschi e dal 40,2% di femmine.

Maggiormente rappresentati si sono rivelati i soggetti che scrivono dall’Italia del Nord (53,4%).. L’età media dei soggetti è, per le femmine, di  anni 27 e per i maschi di  anni 30. La classe di età più rappresentata è quella che va dai 20 ai 30 anni. Il campione sembra rappresentare perlopiù una fascia di persone mediamente istruite, perché sanno comunque utilizzare il mezzo Internet.

Metodi e strumenti
La ricerca è stata condotta attraverso l’analisi del contenuto delle domande pervenute al sito www.willypasini.it  ed ha, pertanto, carattere descrittivo.  Tale analisi è stata resa possibile dal consenso ottenuto preventivamente dagli utenti del sito che decidevano di iscriversi al sito stesso per ottenere questo tipo di servizio. Sono state esaminate 2276 domande rivolte al Prof. Willy Pasini e divise per categorie relative al sesso, all’età, al paese di provenienza e al tipo di richiesta.  Trattandosi di domande  totalmente “aperte”,  è stata effettuata una prima analisi da parte di più giudici indipendenti, i quali hanno individuato un numero limitato di categorie di risposta. Nonostante l’inevitabile difficoltà a categorizzare le numerose domande aperte, si è riusciti a raggiungere un accordo pressoché completo, anche facendo riferimento alla letteratura sessuologica esistente e a stendere un codebook (Kaplan, 1979, Simonelli, 1996). Successivamente le risposte ad ogni domanda sono state ricodificate sulla base di queste categorie e infine sono state inserite nelle categorie stabilite attraverso il programma statistico SPSS.

Modalità di elaborazione e analisi dei dati
I dati a nostra disposizione sono stati analizzati, in primo luogo, rispetto alla distribuzione delle frequenze. Per ciascuna variabile sono state infatti calcolate le frequenze relative, le frequenze percentuali e le percentuali valide. Per percentuali valide intendiamo quelle calcolate considerando “missing” le risposte non date. Questo significa che per ciascuna variabile abbiamo ragionato unicamente sulle risposte ottenute dalle persone più disponibili, riservando la discussione sui dati  mancanti unicamente a quei casi in cui la percentuale fosse risultata superiore al 20% delle risposte totali. In una seconda fase dell’elaborazione abbiamo proceduto al confronto tra le richieste dei soggetti di sesso maschile e quelle dei soggetti di sesso femminile. Abbiamo, inoltre, effettuato degli incroci fra età e tipo di richiesta effettuata. Dopo circa 10 mesi di attività siamo giunti alle seguenti conclusioni: la maggior parte degli utenti chiedono una consultazione strettamente relativa a disfunzioni sessuali (39,5%). In modo particolare, quasi la metà di costoro lamentano disturbi relativi alla sfera dell’orgasmo (eiaculazione precoce per gli uomini e anorgasmia per le donne). Mentre il 27% (esclusivamente maschi) lamentano disturbi dell’eccitazione (deficit erettile); il 15% lamenta un problema di  vaginismo. Il 3% del campione totale ha dubbi sulla propria scelta sessuale e ha timore di essere omosessuale (sono quasi totalmente maschi). Il 20% degli utenti manifesta una crisi di coppia relativa, nel 63% dei casi, alla presenza di un adulterio all’interno della coppia. Un dato interessante è costituito da un discreto numero di donne (1% dell’intero campione), che è affetto da una vera e propria forma di dipendenza relazionale.

Il 3,6% dei soggetti maschi dichiara di mettere in atto quelle che Pasini (2002) definisce “perversioni soft”. Per il 5% circa di costoro, la perversione più frequente è il rapporto a tre, seguito dagli scambi di coppie. Maggiormente rappresentato, anche perché più facilmente accessibile, è il sesso virtuale che è praticato nell’85% circa dei casi.

Una discreta percentuale del campione (6% circa), invece, chiede delucidazioni perché ritiene di avere una vera e propria perversione che, nella quasi totalità dei casi, è rappresentata dal feticismo (94% circa), seguito dal sadomasochismo.

Un altro 20% del campione si rivolge al sito www.willypasini.it per avere informazioni generali su specialisti, contraccezione, psicologia. Nel 45% dei casi si tratta di giovanissimi (età media 20 anni) che chiedono, in un terzo dei casi, prevalentemente informazioni  sulla contraccezione.  Infine il 7,4% delle domande pervenute al sito sono relative a diagnosi già effettuate di veri e propri disturbi psichiatrici. Per il 90% si tratta di disturbi depressivi gravi o bipolari e per il resto di disturbi di natura ansiosa e/o ossessiva (cfr. grafico). Dal sondaggio presente nel sito sulle perversioni soft emerge che la perversione soft messa in atto più frequentemente dai soggetti visitatori del sito è il rapporto di gruppo (35,6%), seguito dagli scambi di coppia (23%) (Pasini, 2002). Su un campione di 490 soggetti che hanno effettuato il sexual addiciton screening test, il 4% circa delle donne e il 6% degli uomini sono risultati affetti da una forma di dipendenza dal sesso. Questi risultati sono sovrapponibili ai risultati ottenuti da altri autori (Carnes, 1989).

Conclusioni
Dai risultati della nostra ricerca possiamo concludere che gli utenti che si rivolgono al nostro sito sono persone giovani e pertanto, i problemi portati all’attenzione clinica, sono caratteristici di questo tipo di utente, non tanto perché rappresentano la maggioranza delle disfunzioni presenti nella  popolazioni generale, quanto per il mezzo preso in considerazione (Internet). La percentuale elevata di soggetti maschi, infatti, lamenta un disturbo dell’orgasmo (eiaculazione precoce), seguita da deficit erettile. Molto probabilmente, nella popolazione generale, questa tendenza sarebbe invertita, in quanto il deficit erettile colpisce una fascia di età più ampia che rivolge la propria richiesta di aiuto a canali più “convenzionali”. Le caratteristiche di anonimato garantito dal mezzo, d’altra parte, favoriscono una maggiore esplicitazione di alcuni disagi relazionali che non verrebbero facilmente evidenziati nella clinica. A dimostrazione di questo è emersa una discreta percentuale di uomini che si definiscono “perversi”.

In generale, comunque,  le persone si rivolgono a Internet portando dubbi e perplessità che possiamo ritrovare nell’attività clinica, cosicché le disfunzioni sessuali, i disturbi relazionali di vario genere sono distribuite fra uomini e donne in maniera simile a quanto accade nella realtà. Gli uomini manifestano maggiore attenzione rispetto ai disturbi sessuali dai quali sono o potrebbero  essere colpiti, mentre le donne sembrerebbero essere più preoccupate della natura relazionale dei legami intimi e delle conseguenze che questi portano (prevalentemente crisi di coppia).

La mancanza di una adeguata educazione sessuali a tutti i livelli è ampiamente dimostrata dal numero elevato di soggetti, perlopiù giovanissimi, che chiedono informazioni più esaustive sulla contraccezione e/o sui meccanismi relativi al rapporto sessuale.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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