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Paternità e crisi dell'uomo

sesso in pillole
 




Paternità e crisi dell'uomo

Prima il padre era anche l’amministratore dell’economia domestica, ora, con la separazione della sfera privata e quella pubblica, la sua posizione ha perso prestigio. L’uomo si sente realizzato e sente confermata la sua mascolinita’ soprattutto nell’ambito lavorativo: la sua mascolinita’ viene definita ormai da secoli come la capacità  di farsi una posizione nel mondo tramite il proprio lavoro. E in una società come quella attuale, la precarietà del posto di lavoro e’ sempre più forte e diviene sempre piu’ causa di stress e di ansia. Inoltre la stessa tipologia del lavoro dei tempi attuali (spesso contratti a tempo e di consulenza) contribuisce sempre piu’ a creare stati di ansia e di tensione, oltreche’ a  impegnare per piu’ ore fuori casa gli uomini.

Una tendenza attuale e’ che il ruolo tradizionale dell’uomo come capofamiglia si va  sempre piu’ attenuando. E’ finita l’epoca del patriarca che misurava la sua virilita’ dal numero dei figli che erano seduti attorno al suo tavolo; oggi sempre piu’ uomini si chiedono se valga la pena fare figli in una societa’ problematica come quella attuale. Inoltre i figli a volte sono vissuti come impedimento alla liberta’ di cambiare donne e di cambiare citta’ se il lavoro chiama altrove.. il bambino e’ vissuto come uan coercizione; il figlio non è piu’ il prolungamento dei suoi valori e della sua identita’, il bambino non e’ piu’ sul trono come nella generazione precedente.

In effetti i ruoli tradizionali di sussistenza della madre e di educatore e capofamiglia del padre non esistono praticamente piu’, sostituiti, soprattutto quest’ultimo, da una figura di maschio che tende a “mammizzarsi”, cioe’ ad assumere compiti che prima erano assolutamente svolti dalle donne (dare da mangiare ai piccoli, cambiare i pannolini, alzarsi la notte quando i bimbi si svegliano piangendo…).Per usare una metafora presa dal mondo degli animali, l’uomo da “dobermann” qual’era, si e’ trasformato in un “cocker” con le orecchie basse, figura che in realta’ alla donna non sta bene; per questo, continuando nella metafora, va alla ricerca di una razza canina intermedia tipo 'setter irlandese' e questo sia sul piano virile, in senso sociale, sia sul piano sessuale che su quello della procreazione. Un aspetto particolare del ruolo declinante dell’uomo la troviamo nelle domande d’aborto. Gli uomini si sentono esclusi anche dalla decisione di abortire, che viene sempre presa dalla donna, nonostante l’uomo si senta almeno al 50% padrone della nuova vita.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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