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Il linguaggio del corpo nelle terapie della coppia

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Il linguaggio del corpo nelle terapie della coppia

L'approccio corporeo, gestuale e grafico, può essere molto utile nella terapia della coppia quando è associato ad un trattamento verbale, sia esso di tipo psicodinamico che sistemico.

Parlerò del solo nucleo della struttura familiare che io conosco in pratica clinica, cioè la coppia. Storicamente la coppia, la sua sessualità, sono state studiate attraverso il filtro di una visione igienica, pedagogica o morale. Più recentemente l'attenzione è stata focalizzata sui meccanismi psicologici degli individui nella coppia, applicando psicoterapie della coppia e psicoterapie in coppia (1). Nel primo caso, l'accento è posto sulle interrelazioni della coppia ed eventualmente sulla patologia del legame. Il modello psicoanalitico è stato per lungo tempo utilizzato ed ha trovato la sua migliore codificazione nella teoria originale di Jean Lemaire (5).

Un esempio molto significativo preso dalla sessuologia è quello del vaginismo, sindrome ancora frequente nonostante la cosiddetta libertà sessuale. In queste situazioni è molto più significativo parlare di matrimonio non consumato (11) che di vaginismo, nella misura in cui la dimensione relazionale domina e talora determina il sintomo sessuale. Queste coppie non si scelgono per caso, e si assiste spesso all'associazione vaginismo ed eiaculazione precoce, oppure all'alleanza di due personalità ossessive e inibite.


La coppia può essere percepita come un insieme di funzioni parziali assimilate dai due individui, che trovano nel loro incontro la migliore alleanza oppure, come dice Jurg Willi, «differenti livelli di collusione» (14). E' così che si è spiegata la tenacia delle relazioni sado-masochiste, i legami durevoli tra donne isteriche e uomini deboli, le organizzazioni più regressive delle coppie di tipo «simbiotico». Le tecniche si rivolgono alle coppie come se si trattasse di un individuo, del quale i membri si addossano le pulsioni parziali. Si applica alla coppia ciò che era stato messo a punto per i gruppi, per i quali la Scuola inglese aveva espresso due schemi: il modello Foulkes con l'interpretazione delle pulsioni individuali nel gruppo, e il modello Ezriel che preferisce interpretare il comune denominatore del gruppo.

La terapia familiare, centrata sulle relazioni all'interno del sistema coppia, procede ad una analisi similare applicando tecniche differenti, come la prescrizione del paradosso. E' importante definire il modello concettuale di riferimento, perché le conseguenze cliniche dipendono strettamente dal sistema teorico impiegato. Per esempio, quando si procede alla terapia della coppia con la coterapia, si potrà analizzare il setting come un intrecciarsi di azioni fra due gruppi, e poi applicare questo modello al rapporto creatosi fra i due terapeuti.

In altri momenti è consigliabile praticare la psicoterapia in coppia, considerando questa struttura come la migliore prospettiva per assumersi la cura di uno dei membri della coppia stessa. Per esempio, quando uno dei due partners presenta una organizzazione fobica e l'altro la funzione di oggetto contro-fobico, è pericoloso separarli prematuramente, perchè si rischia di vederli sfuggire fobicamente alla terapia.

L'approccio in coppia è spesso indispensabile quando uno dei componenti presenta una lesione narcisistica così importante che la consultazione rappresenta un attacco insopportabile al suo narcisismo. Questi pazienti adottano spesso un sistema proiettivo addossando all'altro tutta la responsabilità del conflitto. In questo caso è utile riceverli insieme perché il setting della coppia consente opportuni accorgimenti come, ad esempio, il parlare ad un membro della coppia, ma rivolgendosi in realtà all'altro partner più vulnerabile. Questo tipo di approccio parte da una ipotesi comune al modello psicodinamico e sistemico, cioè l'esistenza di una struttura della coppia, sulla quale si possa lavorare.


Mi sembra utile separare le nozioni di conflitto e di crisi nella coppia: il conflitto implica l'esistenza di una struttura che può far prevedere la terapia, mentre la crisi, compresa in termini sociologici, implica la critica ed il rifiuto del sistema esistente, facendoci riflettere preventivamente sulla giustificazione della stessa terapia.

In altri termini, si possono curare i conflitti e, molto meno, la crisi della coppia.

La metapsicologia dell'esperienza.
Ma, qualunque sia il modello teorico preso in considerazione, l'accento viene posto sulla rappresentazione degli affetti e la loro verbalizzazione, mentre il valore dell'esperienza e la ricchezza del linguaggio del corpo sono spesso trascurati.

La tecnica psicoanalitica, ad eccezione di D. Meltzer (7) e recentemente P. Fedida (4) e J.Mc Dougall (3), ha trascurato la comunicazione non verbale e pre-verbale in quanto lo scambio terapeutico è mediato dalla parola. Si parla sovente di spazio psichico e la rappresentazione del corpo viene descritta nel corso dei vari stadi dello sviluppo genetico, mentre il valore dell'esperienza viene scartato dal trattamento, cioè interpretato come acting-out oppure come acting-in.

Partendo da questa critica, alcuni terapeuti di formazione analitica e interessati al corpo hanno sviluppato una tecnica di rilassamento di tipo psicoanalitico secondo i modelli di Ajuriaguerra (2) e di Sapir (10); ma questa tecnica si svolge individualmente oppure in gruppo piuttosto che in coppia, e concede una piccola parte al contatto corporeo in confronto al suo sviluppo emozionale. Inoltre, questo procedimento punta sul rilassamento piuttosto che sulla scarica energetica, mentre molti individui e coppie che trovano nella liberazione motoria il loro modo di dialogo quotidiano, vivono il rilassamento come una «carenza». Questa critica può essere allargata al setting psicoanalitico il quale, mettendo i clienti sul divano, riduce immediatamente la dimensione motoria del corpo a vantaggio della sensorialità e dell'evocazione dei fantasmi.

Invece, la consultazione sessuologica mi conferma ogni giorno che questa dialettica dell'esperienza e del suo significato rappresenta la forma terapeutica più efficace, e il modello più vicino alla storia naturale di ciascuno di noi. Negli esempi già ricordati dei matrimoni non consumati e del vaginismo, la terapia che offre le maggiori probabilità di successo è quella che integra gli esercizi di rilassamento per il vaginismo con l'elaborazione psicologica della dinamica della coppia. Si può dire la stessa cosa per la terapia della coppia che soffre di eiaculazione precoce. Un approccio interessante ed analogo è rappresentato dallo psicodramma, anche se esso mi è apparso troppo impegnativo per la mobilitazione dell'équipe curativa in rapporto al paziente.

In compenso, il modello sistemico che ho osservato questa estate a Palo Alto in un programma di ricerca del Dr. Watzlawick (13) sulle psicoterapie brevi, trascura la dimensione dell'esperienza rispetto ad una comprensione concettuale del sistema di comunicazione messo in atto dalla coppia. Ciò è tanto più sorprendente dato che Palo Alto c situato al centro della California, dove sono nate e si sono sviluppate le tecniche di approccio corporeo raggruppate sotto l'etichetta della psicologia umanista. Intendo parlare della gestalt-therapie (9) e della bio-energia, che ha un importante Centro a Santa Barbara, anche se Willlelm Reich non ha mai vissuto in California.

Voglio anche parlare dell'arte del massaggio, e delle numerose tecniche fondate su di una filosofia orientale di approccio del corpo, che sono entrate in occidente per la via traversa della costa occidentale degli USA. La critica generale che può essere fatta a questi approcci è esattamente l'opposto di quanto abbiamo detto per la psicoanalisi perché, troppo spesso, gli esercizi corporei hanno una funzione catartica senza essere ancorati alla storia personale dell'individuo o della coppia. Sotto questo profilo molte esperienze hanno un valore limitato nel tempo, e rischiano di farci ritornare all'epoca della psicologia prefreudiana.

L'esperienza di Ginevra. Uno studio preliminare nel quadro del Centro Psico-Sociale (CPSU) ha consentito una elaborazione delle funzioni simboliche del corpo. Nel programma dell'Unità di ginecologia psicosomatica e di sessuologia esse sono state applicate durante tre anni alle terapie sessuali e della coppia, e vengono attualmente utilizzate in ginecologia psicosomatica (per esempio obesità, algie pelviche, aborti spontanei, amenorree psicogene, ecc.). Noi abbiamo già descritto (8) numerose funzioni realizzate mediante le tecniche di approccio corporeo, e che possono essere cosi riassunte:

  • Recupero dell'integrità corporea e dell'immagine del corpo nel suo insieme.
  • Recupero delle sensazioni e loro verbalizzazione (rinnovamento cenestesico).
  • Recupero energetico del corpo nella prospettiva della bio-energia.
  • Regressione autorizzata e modulata (posizione fetale), alternata con meccanismi di espansione dell'Io.
  • Forma di comunicazione privilegiata quando il linguaggio verbale non ha più senso o è alienato.
  • Presa di coscienza dei ruoli nell'ambito della coppia.

Questi differenti obiettivi sono realizzati con l'aiuto di esercizi scelti in funzione della patologia della coppia. E' di per se stesso paradossale tradurre l'esperienza del corpo con delle parole, ed è per tale ragione che l'Università di Ginevra ha prodotto un film di 25 minuti su questo approccio terapeutico. Molte coppie hanno perso la capacità di comunicare, e affondano nel grigiore e nella banalità della routine quotidiana. A volte esse neppure si parlano, spesso le parole servono soltanto a trasmettere informazioni concrete e non sono più il vettore di emozioni, di sensazioni o di sentimenti. Altre coppie ci sembrano statiche e già « vecchie » a 30 anni. Esse sembrano aver dimenticato che la vita della coppia trae vantaggio da un equilibrio dinamico, senza il quale essa rischia una sclerosi oppure una crisi a breve termine.

La necessità di un costante rinnovamento è accentuata dalla sfida ideologica che i giovani lanciano contro il modello di vita dei loro genitori. A volte la crisi coniugale fra i 40 e i 50 anni è provocata dall'uscita di casa dei figli adolescenti (con il vuoto di comunicazione che ne deriva) oppure dalle loro originali e provocatorie proposte di una nuova concezione della coppia. E' in questi casi che mi sembrano molto utili i concetti di delegazione, di individuazione e di comunicazione intergenerazionale di H. Stierlin (12).

Per queste coppie è importante ristabilire una comunicazione non verbale, che serve da vettore elementare quando il linguaggio verbale (o scritto) è alterato. Nel medesimo tempo queste coppie, dietro un'apparente fiducia, manifestano una profonda diffidenza nei confronti del partner e indirettamente del terapeuta. Si tratta dunque di introdurre esercizi di comunicazione e di fiducia che vengono eseguiti con l'aiuto di una fisioterapeuta ed in presenza del coterapeuta, il quale osserva e incoraggia un dialogo verbale sul vissuto della trascorsa esperienza. Esercizi molto semplici come il camminare ad occhi bendati, il ping-pong, le marionette o il massaggio delle mani scatenano sensazioni importanti e «obbligano» le coppie a manifestare e comunicare le loro emozioni. Questi esercizi hanno anche il vantaggio di focalizzare la tensione sull'esperienza presente, sul «qui e adesso» mentre numerose coppie sono prigioniere di un passato stereotipato oppure freneticamente proiettate nel futuro.


Presso altre coppie l'erotismo è bloccato da una aggressività fredda e mascherata, che uccide ogni forma di comunicazione positiva. In questo caso sarà anche utile insegnare alle persone a litigare senza distruggersi. In termini metereologici sarà dunque preferibile una bufera seguita da un momento di bonaccia, piuttosto che una calma piatta, anche se molte coppie hanno paura di rompere l'equilibrio acquisito e temono ingiustamente la violenza che portano in sé. In questi casi è talvolta indispensabile stabilire un programma che permetta lo scarico dell'aggressività in una specie di « ring terapeutico ». Gli esercizi iniziano con la fisioterapeuta e sono progressivamente praticati dalla coppia. E' spesso utile associare l'espressione vocale agli esercizi motori, in quanto l'educazione ricevuta e il modo di vivere del mondo attuale hanno accentuato il tabù di poter gridare liberamente.

Altre coppie infine adducono a pretesto una ideologia cristiana male compresa, e vivono una simbiosi così intensa e permanente che finiscono col soffocarsi, provocando una «claustrofobia coniugale». Si tratta di una strategia ben conosciuta nella lotta giapponese nella quale l'atleta si incolla all'avversario, impedendogli così di muoversi. E' sempre augurabile di lasciar esistere uno spazio all'interno della coppia, un territorio dentro il quale si possa instaurare il dialogo. Non è raro osservare presso queste persone un eccesso di tenerezza che può diventare un alibi all'insicurezza personale, e quindi un ostacolo all'erotismo. In queste situazioni si ha tutto l'interesse di introdurre concetti sistemici ed anche etologici nella terapia, discutendo, disegnando e praticando esercizi che consentano di precisare il territorio della coppia con le zone di autonomia e di comunanza dei suoi membri. Molto spesso l'elaborazione psicologica di questi esercizi permette di valorizzare la comunicazione esplicita nella coppia, riducendo così il divario tra le reciproche aspettative.

Bibliografia

  • 1. Abraham, G., Pasini, W., « Le terapie sessuali della coppia », in Psicoterapia della coppia. Roma, Il pensiero scientifico, 1975, pp. 1-5
  • 2. Ajuriaguerra de, J., Cahen, M., « Tonus corporel et relaxation avec autrui .
  • L'expérience tonique au cours de la relaxation ». Rev. de Méd Psycosom., 2, 1960, pp. 89-124.
  • 3. Dougall Mc, J., Plaidoyer pour tme certaine anormalitè, Paris, Gallimard, 1978.
  • 4. Fedida, P., Corps du vide et espace de sèance. Paris, J.P. Delarge, 1977.
  • 5. Lemaire, I.-G., Les thèrapies du couple. .Paris, Payot, 1971.
  • 6. Lowen, A., La bio-ènergie. Paris, Tchou, ed., 1976.
  • 7. Meltzer, D. « Note sur la rècptivitè analytique ». Revlle Francaise de psycoanalyse, 1970, 137.
  • 8. Pasini, W., « L'approche corporellc en sexollogie ». Med & Hyg., N° 35, 1978, pp. 1817-1818.
  • 9. Peris, F.S., Ma gestalt-thèrapie. Paris, Tchou, ed., 1976.
  • 10. Sapir, M., La relation: son approche psychanalytique. Paris, B. Dunod, 1975.
  • 11. Senarclens de, M., Pasini, W.: «Vaginismus or unconsummated marriage? ». Actes du 4ème Congrès international de gynècologie psychosomatique et d'obstètrique, TeI-Aviv, 27 oct.-2 nov. 1974, Karger, ed., pp. 79-83.
  • 12. Stierlin, H., Von der Psychoanalyse zur Familientherapie. Stuttgart, Klept, cd., 1975.
  • 13. Watzlawick, P. et coll, Une logique de la communication. Paris, Du Seuil, ed., 1975
  • 14. Willi, J., Die Zweierbeziehung. Hambourg, Rowohlt, 1975.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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