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I disturbi dell'erezione

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I disturbi dell'erezione

I fattori psicologici (o sessuologici) che causano i disturbi dell’erezione sono numerosi, e variano da individuo a individuo. Zoom su una preoccupazione tra le più diffuse.

Il fattore che si incontra con più frequenza è quello che in sessuologia si definisce come “ansia da prestazione”, cioè la paura di fallire. L’uomo è concentrato unicamente sull’obiettivo di riuscire a mantenere la sua erezione fino alla fine dell’attività sessuale, e proprio questa esigenza di performance è la fonte principale di ansia. Qualunque preoccupazione, stress o ansia nuoce alla sessualità, che ha bisogno di distensione e di fiducia. Ma oltre al timore di “non farcela” molti altri tipi di ansia, spesso molto più profondi, possono disturbare la capacità di raggiungere e mantenere un’erezione, per esempio la paura dell’impegno amoroso, la paura di essere controllati o manipolati da una donna, e così via.

Quanto ai traumatismi sessuali vissuti nel passato, anche questi possono essere all’origine delle difficoltà sessuali. Talvolta le informazioni che abbiamo ricevuto nel passato erano infondate, ma hanno creato in noi credenze errate riguardo alla sessualità: che ci siano state trasmesse dalla famiglia, dagli amici, dalla religione, dalla cultura, o dalla pornografia, il loro retaggio è difficile da combattere. Per contro, alcuni uomini cominciano a sperimentare difficoltà erettili quando la loro compagna diventa la madre dei loro figli, come se fossero incapaci di codificare sessualmente una madre perché traspongono le componenti materne della loro madre sulla loro compagna, ovviamente in maniera inconscia. Anche gli uomini che hanno una bassa stima di sé proprio in quanto uomini soffrono di una sottovalutazione personale che può senza dubbio disturbare la loro vita sessuale, e perciò stesso, la loro capacità di erezione.

Ci sono uomini che trovano difficile esprimere a sufficienza la propria “potenza virile”, necessaria a compiere la penetrazione vaginale. Questo fenomeno può essere causato per esempio dal timore di far male alla partner, o da false credenze sulla sessualità, che stimolano le sensazioni di ansia. Una separazione amorosa, un lutto o una depressione, ecco altri fattori psicologici che possono alterare la funzione erettile di un uomo, così come la stanchezza e lo stress, anch’essi nemici di un buon funzionamento sessuale. E non da ultimo, i disturbi erettili possono essere la conseguenza di un altro disturbo sessuale, per esempio a seguito di un problema di eiaculazione precoce che non è mai stato curato. Come sapere se il vostro problema ha origine da ragioni psicologiche? Qualche semplice indice vi può aiutare. Se avete erezioni mattutine (al risveglio) o se ne avete in alcune circostanze ma non in altre (per esempio masturbandovi ma non con la vostra compagna), si tratta probabilmente di una causa psicologica. Ma poiché gli elementi da valutare sono tanti, il sessuologo medico è lo specialista più indicato per aiutarvi.

Le ripercussioni psicologiche dei problemi di erezione
Quando un uomo soffre di un problema di erezione che ha origine da una causa di natura organica, non è per questo immunizzato dalle conseguenze psicologiche del suo problema. Anzi, queste possono aggravare ulteriormente la situazione. Un uomo che non ha mai avuto difficoltà sessuali può vivere il primo fallimento con molta difficoltà, fenomeno comune a molti pazienti. Infatti, nei successivi rapporti la concentrazione sarà indirizzata soprattutto all’ottenimento o al mantenimento dell’erezione, e così facendo inevitabilmente il rapporto verrà vissuto con una certa forma di angoscia (ce la farò? Sarò capace di mantenere l’erezione? Come potrò giustificarmi se fallisco? Cosa penserà di me? Ecc…), come qualcosa che dobbiamo dimostrare a se stessi e alla propria partner, perdendo quel piacere del rapporto che è alla base di una gratificante vita sessuale. Durante una fase d’ansia, quale che sia la causa, il nostro encefalo libera una serie di mediatori chimici, il più importante dei quali è l’adrenalina, che ha lo scopo di “conservare la specie”. Infatti, l’adrenalina determina un aumentato flusso di sangue a strutture muscolari ed ossee, con lo scopo di rendere più pronto l’organismo a reagire fisicamente a una situazione di pericolo, che appunto crea ansia. Questo meccanismo è presente in ogni uomo, e opera sempre con le stesse modalità quale che sia la causa ansiogena, sia cioè quando, attraversando una strada, avvertiamo un’auto a forte velocità dirigersi verso di noi (con conseguente ansia di rimanere investiti), sia quando ci troviamo di fronte alla partner con la quale abbiamo “fallito” precedentemente, e quindi siamo in ansia per l’esito della nostra prestazione. Situazioni estremamente diverse, alle quali però, il nostro sistema nervoso reagisce allo stesso modo, liberando adrenalina e altri mediatori chimici, con lo scopo di aumentare il flusso sanguigno a muscoli ed ossa.

Essendo la quantità di sangue nel nostro organismo ovviamente sempre costante, gli organi che verranno privilegiati saranno quelli indispensabili alla sopravvivenza - condizione primaria della conservazione della specie - e quelli a cui il sangue verrà sottratto sono invece quelli ritenuti non indispensabili per la conservazione della specie, e il pene, il cui aumento volumetrico e rigidità sono determinati dall’afflusso sanguigno, sarà uno dei primi a soffrirne. Risultato: avremo sicuramente difficoltà nell’ottenere o più probabilmente nel mantenere l’erezione. Come si può intuire quindi, l’emotività gioca un ruolo spesso determinante nella performance sessuale. La diminuzione delle prestazioni può avere, come vedremo, molte cause: l’età, l’ipertensione arteriosa, l’uso di certi farmaci, ecc. Ciò non toglie che per molte persone i problemi di erezione possano diventare una vera e propria ossessione, che può arrivare fino a farle rinunciare del tutto ad avere qualsiasi contatto sessuale, o all’impossibilità completa di avere un’erezione. Sono pochi gli uomini che restano indifferenti quando hanno problemi di erezione…

Erezione: l’effetto della chirurgia, dei farmaci, del fumo e dell’alcool
Alcuni interventi chirurgici possono provocare problemi di erezione, si tratta soprattutto di operazioni alla prostata, colon, retto e vescica. Ma attenzione! Aver subito un’operazione in una di queste regioni del corpo non implica sistematicamente che avrete un problema erettile… Anche l’assunzione di farmaci è un fattore spesso associato a questo tipo di disturbo. Parliamo soprattutto di farmaci antipertensivi, antidepressivi, anticonvulsivanti, e antipsicotici. Se siete in cura con uno di questi tipi di medicina e riscontrate problemi di erezione mai sperimentati prima, parlatene con il vostro medico, l’unico che potrà informarvi sugli effetti secondari possibili, ed eventualmente sostituire un farmaco con uno equivalente che vi procura meno effetti indesiderati. Infine, non bisogna dimenticare le abitudini di vita nefaste per la salute in generale, oltre che per l’erezione, e parliamo di un’alimentazione sbilanciata o scorretta, del fumo, dell’uso di droghe e dell’abuso di alcolici, tutti elementi che possono più o meno velocemente influire sulla capacità erettile perché agiscono sulle vie nervose indispensabili a ottenere l’erezione, rendendola più lenta da ottenere e più difficile da mantenere.

I disturbi erettili causati dalle malattie che coinvolgono il sistema nervoso
Si tratta di malattie come il diabete, le patologie renali, la sclerosi a placche…; tutte queste patologie influenzano i nervi, il midollo spinale e il cervello, elementi indispensabili all’erezione. Ma come avviene l’erezione? L’erezione è il risultato di un processo complesso ma perfettamente equilibrato nel quale intervengono il cervello, i vasi sanguigni, i nervi e gli ormoni. L’anatomia del pene è concepita proprio per rispondere ai cambiamenti che sopravvengono quando l’uomo è stimolato sessualmente. Il corpo del pene è costituito da due strutture che iniziano nel bacino e si prolungano in parallelo fino all’estremità del pene; queste strutture sono formate da un tessuto spugnoso attraversato da molti vasi sanguigni. A riposo, le pareti di questi vasi sono contratte per impedire l’afflusso troppo abbondante di sangue nel pene, che resta perciò rilassato. In presenza di una stimolazione sessuale, il cervello invia un messaggio che scatena una serie di eventi (cambiamenti ormonali, nervosi e circolatori) che fanno in modo che i vasi sanguigni del pene si dilatino, consentendo il rapido ingresso di una maggiore quantità di sangue. Man mano che i corpi cavernosi si riempiono di sangue, comprimono le vene, impedendo al sangue di fuoriuscire: il pene si irrigidisce – è in erezione.

Se una malattia causa una degenerazione dei nervi o provoca un’anomalia in questo sistema, il meccanismo dell’erezione viene danneggiato. Per quanto riguarda i traumi del midollo spinale come la paraplegia, la quadriplegia, ecc., gli uomini che ne sono affetti hanno disturbi erettili in grado diverso. La maniera in cui l’erezione sarà colpita dipende da una molteplicità di fattori: il midollo è stato reciso completamente o solo in parte? In quale posizione del midollo si trova la ferita? In alcuni di questi casi l’uomo può ottenere un’erezione di tipo “riflessogeno”, cioè l’erezione viene ottenuta in seguito a una stimolazione effettuata direttamente sul pene. Tuttavia, la paralisi fa in modo che l’uomo non provi alcuna delle sensazioni piacevoli provocate da questa stimolazione, e spesso queste persone non saranno in grado di ottenere neppure l’erezione detta “psicogena”, cioè quella stimolata dalla parte del cervello preposta alle codificazioni mentali: vedere o toccare il corpo eccitante del/della partner, fantasmi e pensieri erotici, e così via, non avranno perciò alcun effetto stimolante, e non vi sarà erezione. Le erezioni delle persone con problemi midollari possono essere complete o incomplete, ma in genere non vengono percepite, e il tipo di erezione ottenuta varia da un individuo all’altro: si può trattare di un’erezione riflessogena o psicogena, o di entrambe, o di nessuna delle due.

Malattie vascolari e capacità di erezione
Tra le diverse cause del deficit erettile vi sono quindi quelle psicologiche e quelle organiche, e tra queste ultime ci riferiamo alle malattie, alla chirurgia, ai traumi del midollo spinale, all’assunzione di farmaci e alle abitudini di vita malsane. Le malattie cardiovascolari rappresentano da sole circa il 30% delle cause di natura organica del deficit erettile. L’indurimento del pene (e il mantenimento di questo turgore) lungo tutta la durata dell’attività sessuale, dipende dal mantenimento della vasocongestione locale. Quando la malattia cardiovascolare danneggia le arterie possono nascere problemi erettili: le arterie trasporteranno il sangue verso il pene con maggiore difficoltà, e se le vene sono danneggiate, la fuga venosa a livello del pene non sarà sufficiente a mantenere il sangue nei corpi cavernosi, provocando la perdita dell’erezione. Le principali malattie che interferiscono con la funzione erettile sono:

- l’arteriosclerosi (indurimento delle arterie)
- l’ipertensione arteriosa (innalzamento anomalo della pressione del sangue)
- l’aumento del tasso di colesterolo nel sangue
- il diabete

La disfunzione erettile si può curare?
. Sono curabili tutti i casi di disfunzione erettile, attraverso una gamma molto ampia di opzioni terapeutiche sicure ed efficaci, tra le quali i farmaci per via orale, le iniezioni locali, la psicoterapia e i dispositivi interni o esterni

Disturbi dell’erezione: che fare?
Senza dubbio, senza reticenze e senza paure, la cosa migliore da fare è consultare un medico. Prima di tutto perché il deficit erettile può essere il sintomo di un’altra malattia (diabete, malattie cardiovascolari, ecc.). Inoltre, molti uomini credono a torto che l’invecchiamento sia in sé una causa di difficoltà erettili, ma questo non è necessariamente vero: se i disturbi erettili compaiono più frequentemente quando si invecchia, la ragione è che invecchiando i problemi di salute diventano più frequenti. Tuttavia, con l’età avvengono naturalmente alcuni cambiamenti nel modo in cui l’uomo risponde a una stimolazione sessuale, e un soggetto più avanti con gli anni, per mantenere l’erezione, avrà bisogno di una stimolazione più diretta e di fantasmi più concreti; è anche possibile che ci voglia più tempo per raggiungere l’erezione e per arrivare all’orgasmo, e che l’intervallo necessario tra le erezioni si allunghi. Un’altra ottima ragione per consultare il medico è che solo una persona competente potrà dirvi se avete veramente un deficit erettile: alcuni uomini credono infatti di essere “malati” perché il loro corpo non reagisce più come quando avevano vent'anni, e hanno solo bisogno di essere rassicurati e informati sulle modifiche normali della sessualità man mano che gli anni passano. Consultare un medico significa anche che si desidera migliorare la qualità della propria vita, e più si ritarderà questo incontro, più il problema rischia di diventare pesante; più il problema è pronunciato, più sarà tendenzialmente difficile da risolvere.

A proposito di Viagra, sapevate che…?
Il citrato di sildenafil, comunemente noto come Viagra, è un farmaco prodotto dalla Pfizer per trattare le disfunzioni erettili, cioè l’incapacità persistente di ottenere e/o di mantenere l’erezione. Chiunque voglia far uso di Viagra deve necessariamente consultare il proprio medico per verificare che la diagnosi che lo riguarda indichi una disfunzione erettile, e che il suo profilo medico personale non comporti controindicazioni. Il Viagra è controindicato per le persone che:

  • assumono un derivato nitrato (nitroglicerina) in qualsiasi forma (per via orale, sublinguale, transdermica, inalazione), sia nel caso di un trattamento continuo, sia solo in caso di bisogno. In altre parole, un uomo che assume Viagra contemporaneamente alla nitroglicerina corre il rischio di avere un infarto o un collasso  

  • sono allergiche a uno degli ingredienti che compongono il Viagra

  • l’attività sessuale pone in condizioni di elevato rischio sotto il profilo cardiovascolare

Sino a poco tempo fa il Viagra si prendeva secondo il bisogno: quando la coppia desiderava avere un rapporto sessuale, l’uomo prendeva la compressa di Viagra tra 30 minuti e 4 ore prima dell’incontro, il lasso di tempo nel quale il farmaco è attivo nell’organismo. Prendere una compressa di Viagra non provocherà un’erezione istantanea, anzi, perché ci sia erezione, bisognerà ricorrere a tutti gli ingredienti presenti in un rapporto normale: ambiente seducente, carezze, stimolazione sessuale locale … in breve, tutto ciò che può alimentare il desiderio e l’eccitazione sessuale.

Attualmente, recenti studi hanno dimostrato un effetto farmacologico duraturo del Sildenafil (Viagra), la cui assunzione costante determina un innalzamento del livello di un enzima chiamato fosfodiesterasi 5, responsabile dell’incremento locale dell’ossido nitrico, un potente vasodilatatore direttamente implicato nel processo dell’erezione. Secondo i nuovi orientamenti quindi, il Viagra deve essere assunto periodicamente per alcuni mesi, e indipendentemente dai rapporti sessuali. Il Viagra può causare effetti secondari indesiderabili recensiti durante gli studi clinici condotti prima della commercializzazione su 3700 pazienti tra 19 e 87 anni di età:

  • cefalea (mal di testa): 15.8%

  • vampate di calore: 10.5%  

  • dispepsia (bruciori di stomaco): 6.5%
    - congestione nasale: 4.2%
    - infezione delle vie respiratorie: 4.2%
    - sintomi simili al raffreddore: 3.3%
    - infezione delle vie urinarie: 3.1%
    - disturbi della vista (ipersensibilità alla luce, visione confusa, visione in blu e verde): 2.7%
    - diarrea: 2.6%
    - stordimento: 2.2%
    - eruzione cutanea (rossori diffusi, macchie, foruncoli): 2.2%
    - dolori lombari: 2.2%
    - atralgia (dolori articolari): 2%

questi sintomi si manifestano solo per la durata dell’azione del Viagra, e scompaiono quando il Viagra non è più nell’organismo. Per quanto riguarda l’efficacia del Viagra, la sperimentazione ha consentito di rilevare un netto miglioramento della funzione erettile, qualunque sia la causa del deficit.

Il Viagra cura l’eiaculazione precoce?
No, il Viagra non rappresenta in alcun modo una terapia per l’eiaculazione precoce. Può comunque essere usato per ridurre il “periodo refrattario”, cioè quel tempo che intercorre tra il termine di un rapporto e l’inizio di una successiva erezione, per ridurlo e permettere così un secondo rapporto (per il quale generalmente il tempo di eiaculazione è più lungo) a breve distanza dal primo. 

Il Viagra influisce sul desiderio sessuale?
Il Viagra è un trattamento farmacologico per gli uomini che soffrono di deficit erettile, perciò se assumete una compressa di Viagra, non vedrete l’erezione comparire per magia. Perché il Viagra sia efficace dovete essere in un clima psicologico che favorisce il desiderio e l’eccitazione sessuale: un ambiente romantico oppure erotico… Se non avete mai voglia di fare l’amore, il Viagra non aumenterà il vostro desiderio. Tuttavia, può succedere che un uomo che assume Viagra veda crescere il suo desiderio sessuale, ma questa conseguenza non è attribuibile alle proprietà farmacologiche del farmaco. Come si spiega, allora? Chi assume Viagra può beneficiare di una vita sessuale più soddisfacente perché recupera la capacità di avere delle erezioni. Questa maggiore soddisfazione sessuale può quindi accrescere il suo desidero. Inoltre, un uomo che riconquista una maggiore capacità erettile rischia di sentirsi valorizzato nella sua virilità, di sentirsi “più uomo".

Se hai un problema di erezione, ricordati che non sei solo. Milioni di uomini in tutto il mondo ne soffrono, ed esistono oggi molti trattamenti efficaci per risolvere questo disturbo. Il Viagra è uno di questi, e a breve usciranno nuove formulazioni di farmaci per via orale che rappresenteranno l’evoluzione del Viagra stesso, i cui principi attivi hanno il nome di Tadalafil e Vardenafil, che promettono tempi di azione più rapidi e minori effetti collaterali, ed ancora altri a seguire. E non dimenticare che se assumerai una terapia per l’erezione, questa avrà inevitabilmente delle ripercussioni sulla tua vita di coppia e sull’espressione della tua sessualità: alcuni ne trarranno solo benefici mentre per altri l’adattamento sarà più faticoso, ma in ogni caso dovrai imparare a integrarla nella tua vita sessuale in maniera soddisfacente per te e per il tuo- o la tua partner, perché dobbiamo sempre ricordare che la sessualità è fonte di piacere e come tale deve essere vissuta.

pubblicato l'8 aprile 2003

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