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Il cancro del testicolo è in genere un tumore dell’uomo
che ha meno di 40 anni, rappresenta l’1% di tutti
i tumori maschili (indipendentemente dall’età), e
il 30% dei tumori dell’uomo giovane. La prognosi
dipende dal tipo istologico, dato che esistono più
varietà microscopiche, e dalla diffusione al
momento della diagnosi. I tumori detti
“germinali” sono i più frequenti:
·
il seminoma (40%
di tutti i tumori del testicolo) è un cancro con
buona prognosi se la diagnosi è precoce perché è
sensibile alla radioterapia, cioè i raggi possono
farlo diminuire
·
gli altri tumori germinali sono detti “germinali non
seminomatosi”:: il teratocarcinoma
(30% dei cancri del testicolo), il carcinoma
embrionario (20% dei tumori del testicolo) e il coriocarcinoma, più raro. Questi tumori sono più aggressivi del
seminoma, e non sono sensibili alla radioterapia
·
molti tipi di tumori sono spesso associati, si parla allora
di tumori
misti. I tumori non germinali rappresentano meno
del 10% dei tumori del testicolo (tumore di Leydig,
di Sertoli…)
Cause
e fattori di rischio
Il principale fattore favorente è il precedente personale
di criptorchidismo
(assenza di uno o di entrambi i testicoli nella
sacca scrotale; i testicoli sono posizionati nella
cavità addominale perché non sono scesi nello
scroto durante la vita embrionale). Infine, la fusione
testicolare dopo un trauma, un’infezione
virale o per causa congenita è un fattore molto
meno importante
I
sintomi
Spesso il paziente scopre da solo un aumento di volume di un testicolo, o prova una sensazione di pesantezza.
Talvolta il paziente nota una tumefazione del
testicolo, dura e indolore. Alla palpazione il
medico trova una massa indurita in continuità con
il testicolo. Il testicolo può essere interamente
tumorale, aumentato di volume e molto duro. Non sono
presenti disturbi della minzione (bruciori quando si
urina, variazioni nella frequenza della minzione,
ecc.). L’altro testicolo viene esaminato
sistematicamente, al pari degli altri organi
contenuti nelle sacche scrotali (elementi del
cordone spermatico), che in genere sono del tutto
normali. È
raro che il cancro del testicolo provochi un vero
dolore; allo stadio avanzato, questo cancro può
essere rivelato da una metastasi (gangli tumorali) o
da un’alterazione dello stato generale:
dimagrimento, inappetenza, ecc. Può essere
associata una ginecomastia (aumento di volume dei seni), in particolare nel caso
dei coriocarcinomi
Esami
e analisi complementari
L’ecografia del contenuto delle sacche scrotali conferma
la presenza di una massa testicolare e verifica
l’assenza di anomalie nell’altro testicolo. Il
prelievo sanguigno per il dosaggio dei marcatori
tumorali è sistematico, e consente di orientare
la diagnosi del tipo di tumore: il dosaggio dell’alfafetoproteina
è sempre normale nei seminomi puri, ma spesso è
aumentata nel teratocrcinoma e nel carcinoma
embrionario. Le beta-HCG (beta-gonadotropina
corionica) sono molto alte nei coriocarcinomi.
Infine, quando un marcatore è elevato fin dal primo
controllo, il
dosaggio ripetuto permette di seguire l’evoluzione
(remissione o recidiva) del cancro dopo il
trattamento. In genere si effettua una radiografia
polmonare per la ricerca di eventuali metastasi. Una
TAC toracica, addominale e pelvica aiuta a cercare
un’estensione del cancro ai gangli. Attenzione: un
testicolo ingrossato è segno di un cancro fino a
prova contraria, perciò è indispensabile
rivolgersi immediatamente al medico. La diagnosi
eliminerà l’infezione del testicolo (orchite o
epididimite), una vecchia torsione del testicolo
(testicolo necrotico), un problema non testicolare
come l’ernia inguinale, il travaso di liquido
intorno al testicolo, la dilatazione delle vene che
circondano il testicolo, ecc.
Evoluzione
della malattia
Il cancro del testicolo si estende soprattutto ai gangli.
Le metastasi gangliari (adenopatie tumorali)
compaiono intorno ai vasi iliaci, poi intorno ai
vasi più grandi (aorta e vena cava) e possono
raggiungere la regione mediastinale. I gangli
inguinali possono venire attaccati dalla malattia
quando è coinvolto lo scroto, o se esistono
precedenti di chirurgia inguinale. L’estensione
locale è tardiva (invasione del cordone
testicolare e dello scroto). Gli elementi
peggiorativi sono soprattutto l’esistenza di
coriocarcinoma o di un carcinoma embrionario, la
presenza di adenopatie, soprattutto al di sopra del
diaframma, e il danno allo scroto. Al contrario, le
forme localizzate di seminoma testicolare hanno una
prognosi molto favorevole: più
dell’80% di guarigioni dopo il trattamento
chirurgico
Trattamento
L’orchiectomia
(ablazione del testicolo) è
sistematica. L’incisione è posizionata sopra
la piega inguinale.
L’orchiectomia
consente di analizzare il tumore. Per i tumori con
buona prognosi, di piccole dimensioni e localizzati
nel testicolo, il trattamento chirurgico è
sufficiente, seguito da una sorveglianza regolare
per mezzo dei dosaggi sanguigni dei marcatori
tumorali, e con TAC periodiche. L’orchiectomia può
essere effettuata dopo prelievo dello sperma in
vista di un’eventuale procreazione medicalmente
assistita. Nella borsa è possibile introdurre una
protesi testicolare. La radioterapia
esterna postoperatoria è indicata nel caso del
seminoma, ed è sistematica quando questo ha
diffusione gangliare. La chemioterapia
è indicata per alcuni tumori seminomatosi avanzati,
quale complemento della radioterapia, e per i tumori
non seminomatosi più aggressivi. Spesso si tratta
dell’associazione di più chemioterapie, il cui
numero di sedute dipende dalle caratteristiche del
tumore e dalle eventuali recidive del cancro durante
la sorveglianza. La rimozione chirurgica dei gangli
è necessaria quando si scoprono adenopatie
resistenti alla chemioterapia. pubblicato
il
9 settembre 2005
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