Dai
benefici immaginari dell’ananas e del pompelmo
all’orgia carnivora della Atkins e
dell’iperproteica, tutte le false promesse e le
false virtù delle diete dimagranti più diffuse.
la
dieta Atkins
nel
1975 il dr. Atkins mette a punto una dieta
dimagrante priva di zuccheri. Sono quindi
vietati tutti i carboidrati (pasta, riso,
mais, patate, pane, biscotti e cereali), i
legumi, tutta la frutta e anche i latticini
che contengono lattosio. Superfluo aggiungere
che lo zucchero e tutti gli alimenti che lo
contengono sono da eliminare. I formaggi, lo
yogurt, la panna e il burro sono invece
consentiti, perché lo zucchero del latte, il
lattosio, non è presente in questi alimenti
che hanno subito un processo di fermentazione
e di acidificazione. Nella dieta Atkins non ci
sono limiti per gli alimenti ricchi di grassi
o di proteine, e quindi l’alimentazione è
composta per la maggior parte di carne, pesce,
uova e formaggi, e a ogni pasto, 50 grammi di
insalata. Vietati le bibite e i liquori, ma
consentite le bibite edulcorate
artificialmente. Perchéla
dieta Atkins è diventata così famosa?
Probabilmente perché è semplicissima, non
richiede alcuna competenza dietetica o
immaginazione per preparare piatti leggeri, ed
è sufficiente essere capaci di separare i
cibi consentiti da quelli proibiti – quelli
della prima categoria possono essere mangiati
a volontà. Ovviamente la dieta Atkins è la
passione dei carnivori e degli amanti dei
formaggi, dato che questi alimenti sono in
fondo in fondo gli unici che si possono
mangiare…
efficacia
a breve termine
durante
la prima settimana la perdita di peso oscilla
tra 2 e 4 kg, in quelle successiva il calo è
costante ma più contenuto
meccanismo
proposto
la
dieta si basa sulla riduzione dell’appetito
indotta dai corpi chetonici, prodotti dal
fegato in presenza dei grassi, e poi evacuati
dai reni con le urine. Secondo Atkins
l’eliminazione dei corpi chetonici
attraverso l’urina rappresenta una
dispersione calorica molto meno faticosa per
l’organismo rispetto all’esercizio fisico.
La dieta Atkins consente di mangiare qualche
alimento glucidico – formaggio bianco, pane,
alcuni frutti – solo dalla seconda settimana
e in quantità irrisorie, così che il corpo
continua a essere obbligato a produrre corpi
chetonici, anzi il dr. Atkins suggerisce ai
suoi pazienti di verificarne la presenza nelle
urine con le strisce reattive che usano
abitualmente i diabetici. Se la quantità di
corpi chetonici rilevata nella urine scende,
è meglio allora ridurre la razione glucidica
per costringere l’organismo a produrne di
nuovi. Inoltre la sua efficacia, come per
tutte le diete “dissociate” si basa sul
fatto che “i grassi bruciano bene al fuoco
degli zuccheri”, cioè la conversione in
energiadegli
alimenti grassi e proteici in assenza degli
zuccheri è minore
meccanismo
reale
la
fame è placata dall’aumento dei corpi
chetonici e dalla perdita del piacere di
mangiare
durata
prevista della dieta
scrive
Atkins: “non potete mangiare come le persone
normali e sperare di restare magri … qui
parliamo di un metodo alimentare definitivo”
e
dopo la dieta?
dopo
una restrizione alimentare così violenta, la
reintroduzione anche graduale degli zuccheri
nell’alimentazione comporta una presa di
peso fulminea, al limite del miracoloso…
conseguenze
per l’organismo
il
corpo ha bisogno di zuccheri per funzionare, e
quando questi non vengono forniti
dall’alimentazione, l’organismo deve
attingere dalle proteine della massa magra,
cioè dai muscoli, e fabbricare a partire dai
loro aminoacidi il glucosio che gli serve.
Questo vuol dire che la dieta Atkins non fa
perdere massa grassa, o comunque non solo
quella, ma anzi attinge copiosamente dalle
riserve di massa magra e di tessuto nobile, in
particolare dai muscoli. Troppo povero di
frutta e verdura, il regime Atkins induce una
carenza di vitamine, sali minerali e fibre.
Stanchezza fisica e psichica, stitichezza,
aumento del colesterolo sono altri regali che
la Atkins favorisce, soprattutto se viene
praticata per lunghi periodi di tempo. Negli
USA questa dieta è stata chiamata dai
cardiologi “il passaporto per
l’infarto”…
pubblicato
il
2
settembre 2002
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