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L'alimentazione

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L'alimentazione

Guida all'olio

a cura di Chiara Galli

Si dice tanto male dei grassi, eppure gli oli vegetali abbassano il livello del colesterolo “nocivo” e contribuiscono alla riparazione cellulare. A patto di sceglierli bene, ovviamente!

Gli oli sono tutti uguali?
Germe di grano, oliva, mais … ecco la grande famiglia degli oli vegetali alimentari. Ciascuno di questi olii possiede qualità nutritive e gustative particolari, così alcuni sono più adatti al condimento, altri alla frittura, e così via. Tutti possiedono però lo stesso valore energetico: un cucchiaio da minestra di olio, cioè circa 15 ml, fornisce 126 calorie e contiene 14 grammi di grasso (1 grammo di grasso fornisce 9 calorie). Gli oli vegetali alimentari contengono vitamine e acidi grassi che contribuiscono alla costruzione e alla riparazione della membrana di tutte le nostre cellule – ecco perché i dietologi raccomandano che il 25-30% del nostro introito calorico quotidiano totale provenga proprio dalle materie grasse. Quando si accusano i grassi di aumentare il tasso di colesterolo “cattivo” e di favorire le malattie cardiovascolari, bisognerebbe sempre precisare di quali grassi si sta parlando. E’ questo il caso dei grassi saturi, principalmente di origine animale: burro, panna, formaggio, latte, affettati, carne… Sarebbe però impraticabile eliminarli del tutto dalla nostra alimentazione, perché i grassi saturi sono presenti ovunque, e in piccola parte perfino negli oli vegetali. Così l’olio di palma e di noce di cocco, malgrado la loro origine vegetale, contengono soprattutto acidi grassi saturi, e perciò devono essere utilizzati con grande moderazione; è soprattutto indispensabile controllare con attenzione le etichette degli alimenti, perché molti contengono grassi saturi in quantità più o meno grande. Sono invece da escludere categoricamente tutti gli oli idrogenati - anche quelli di origine vegetale - spesso presenti nella margarina, nei dolci e in molti prodotti industriali, perché il processo di idrogenazione libera acidi grassi nocivi.

Perché preferire gli oli vegetali?
Ogni olio contiene una combinazione diversa di acidi grassi: gli oli vegetali sono perlopiù ricchi di acidi grassi “buoni”, cioè di grassi monoinsaturi, che aumentano il livello del colesterolo “buono” (HDL), e di grassi polinsaturi, che contribuiscono ad abbassare il livello del colesterolo “cattivo” (LDL), e il livello totale del colesterolo. Grazie a queste proprietà, gli oli vegetali giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, e in particolare l’olio di noci contiene due acidi essenziali – l’acido linoleico e l’acido alfalinoleico – mentre altri ne contengono uno solo alla volta. L’organismo umano non è in grado di fabbricare questi due acidi, e per questo è importante fornirli al corpo attraverso l’aliementazione, dato che questi acidi aiutano la crescita, intervengono nei processi di coagulazione del sangue e stimolano la produzione di diverse sostanze apparentate agli ormoni. Infine, gli oli vegetali sono ricchi in vitamina E, un antiossidante naturale che combatte a suo modo contro l’invecchiamento.

Mono- o polinsaturi?
Per molto tempo si è raccomandato di preferire gli oli a forte tenore di acidi grassi polinsaturi (mais, soia, noci, semi d’uva, germe di gramo e sesamo) perché li si riteneva migliori per la salute. Oggi si afferma invece che sono gli oli a più forte tenore di grassi monoinsaturi (oliva, arachidi) i migliori alleati della nostra salute. E’ importante anche non aggiungere gli oli vegetali agli altri grassi alimentari, per esempio non aggiungete l’olio al burro o alla margarina, e anzi sostituiteli con oli vegetali non idrogenati. Ricordiamo anche che gli oli vegetali non sono mai esclusivamente polinsaturi, monoinsaturi o saturi, ma uno dei tre acidi grassi è dominante in ogni o
lio, che quindi contiene parti ridotte degli altri due tipi di acidi.

Friggere a regola d'arte
Gli oli monoinsaturi resistono meglio alla frittura rispetto a quelli polinsaturi, ma per  maggior sicurezza sarebbe bene usare un termometro da cucina e cercare di mantenere la temperatura dell’olio di frittura sempre al di sotto dei 195°C, evitando così di superare il punto di fumo a partire dal quale l’olio diventa tossico. Per friggere è preferibile usare una padella in acciaio inox, e usare olio nuovo a ogni nuova frittura.

La tabella degli oli

non tutti i grassi sono uguali!

Un’alimentazione troppo ricca di grassi saturi aumenta pericolosamente i livelli di colesterolo nel sangue, per questo dovremmo limitarne l’uso a circa il 10% delle nostre calorie giornaliere, cioè circa un terzo dei grassi totali quotidiani consentiti:

grassi saturi: sono presenti soprattutto nel grasso della carne, nei latticini e in alcuni olii vegetali come l’olio di cocco o di palma

grassi monoinsaturi: sono presenti soprattutto nell’olio di oliva

grassi polinsaturi: sono presenti nell’olio di semi di girasole, si soia, di mais e anche in alcuni pesci

olio

tipo secondo  l’acido grasso dominante

impiego osservazioni
arachide monoinsaturo tutti, inclusa la frittura supporta le alte temperatura
cartamo            polinsaturo soprattutto a freddo sapore neutro
mais polinsaturo tutti gusto neutro
noci polinsaturo solo a freddo gusto pronunciato
oliva monoinsaturo tutti sapore fruttato
semi d'uva polinsaturo solo a freddo gusto non pronunciato
sesamo polinsaturo a tavola e per cucinare odore forte alle altre temperature
soia polinsaturo a tavola e per cucinare ricco in vitamina E
girasole monoinsaturo soprattutto a freddo sapore pronunciato
germe di grano polinsaturo solo a freddo olio vergine a conservazione limitata
canola monoinsaturo tutti odore sgradevole alle alte temperature

pubblicato il 20 settembre 2002


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