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L'alimentazione

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L'alimentazione

A tavola con i colori: guida ai fitonutrienti

a cura di Chiara Galli

Flavonoidi (polifenoli) e isoflavoni (fitoestrogeni)
I flavonoidi sono una classe di pigmenti vegetali idrosolubili, e si dividono in due categorie, anche se il criterio di questa stessa divisione è tuttora controverso. Un sistema divide i flavonoidi in isoflavoni, antocianine, flavani, flavonoli, flavoni e flavanoni. Alcuni dei più noti flavonoidi, come la genetina della soia e la quercitina delle cipolle, possono venire considerati sottocategorie delle categorie. Anche se tutti i componenti del gruppo dei flavonoidi sono strutturalmente correlati, le loro funzioni variano. I flavonoidi comprendono anche l’esperidina (contenuta in alcuni frutti citrini e molto efficace nell’aumentare la stabilità metabolica e la resistenza della parete venulo-capillare), la rutina (nella frutta e nella verdura si trova spesso insieme alla vitamina C, ed è nota anche come fattore di permeabilità dei capillari. La rutina rende più facilmente disponibile l'acido iarulonico, rafforza le proprietà della vitamina C impedendone anche l'ossidazione, è utile nelle frequenti perdite di sangue che possono essere ricondotte ad un indebolimento dei vasi sanguigni. È un antiaggregante piastrinico e un antiossidante), e una varietà di altri supplementi. Anche se come tutti i fitonutrienti anche i flavonoidi non sono considerati nutrienti essenziali, alcuni hanno notevoli effetti benefici per la salute perché rinforzano le pareti dei vasi sanguigni e altri tessuti connettivi, hanno proprietà anti-infiammatorie, antistaminiche e antivirali.

La quercitina in particolare bloccherebbe il sorbitolo collegato a molti problemi associati al diabete. In qualità di antiossidanti alcuni flavonoidi, come la quercitina, proteggono il colesterolo LDL dal danno ossidativo, mentre altri, come le antocianidine dei mirtilli, del cavolo rosso e dell’uva proteggerebbero la retina dalla cataratta. Le ricerche indicano inoltre che la narigenina del pompelmo potrebbe svolgere un’utile azione anticancro. Gli isoflavoni della soia, cui vengono attribuite le stesse proprietà, sono attualmente oggetto di numerosi, controversi studi scientifici. Prove preliminari sperimentali in piccola scala hanno indicato che 500 mg di rutoside, un derivato della rutina, assunti due volte al giorno in combinazione con 500 mg di vitamina C, anch’essa assunta due volte al giorno, hanno prodotto un notevole miglioramento della condizione di tre donne affette da porpora progressiva pigmentata, una malattia della pelle. Anche se non rappresentano una vera e propria condizione medica, le preoccupazioni estetiche spingono le persone affette da PPP a ricorrere a trattamenti farmacologici, e la combinazione di vitamina C e rutoside potrebbe rappresentare un’alternativa valida e non tossica anche se per confermare questi risultati preliminari sono richieste prove sperimentali molto più ampie.

La più importante differenza tra flavonoidi e carotenoidi consiste nel fatto che i primi sono idrosolubili, mentre i secondi sono liposolubili. I flavonoidi furono isolati per la prima negli anni ’30 dal dr. Albert Szent-Yorgyi, il premio Nobel che scoprì la vitamina C. Questo scienziato si accorse che i flavonoidi potevano irrobustire le pareti dei capillari in modi impossibili per la vitamina C, e all’inizio vennero classificati come vitamina P. Ma la diversità chimica dei flavonoidi, la loro specificità, non consente di classificarli come singola vitamina. I flavonoidi sono presenti in una grande quantità di alimenti: i flavanoni sono contenuti negli agrumi, gli isoflavoni nella soia e nei suoi derivati, le antocianine nel vino e nei mirtilli, i flavani nelle mele e nel tè.

I polifenoli, dei quali i flavonoidi fanno parte, sono componenti naturali di un’ampia varietà di piante, e sono noti anche come metaboliti secondari delle piante. Gli alimenti che maggiormente ne sono ricchi sono le cipolle, le mele, il tè, il vino rosso, l’uva rossa, il succo d’uva, le fragole, i lamponi, le more, i mirtilli e alcuni tipi di frutta secca. I polifenoli si possono dividere in non-flavonoidi e flavonoidi. I flavonoidi quercitina e catechina sono i più studiati in relazione all’assorbimento e al metabolismo.

non-flavonoidi fonti
gallogene fragole, lamponi, mirtilli
cumarina famosa per la sua fragranza naturale che odora di vaniglia, la cumarina fu scoperta nel 1820, e sintetizzata in laboratorio a partire dal 1868 per impiegarla nell’industria dei profumi e dei saponi, ma anche per la produzione di anticoagulanti e di veleno per topi. La cumarina è contenuta in piante come la lavanda e la liquirizia, ma è presente anche nelle fragole, nelle ciliegie, nelle albicocche e nella cannella. Si ritiene che agisca come pesticida naturale per le piante che la producono. Chimicamente, la cumarina si trova libera o in combinazione con il glucosio dello zucchero per formare un glucoside cumarinico. Questo glucoside ha dimostrato di avere proprietà di antiaggregazionepiastrinica, è un antifungicida e sarebbe capace di svolgere attività antitumorali. Il dicumarolo, un glucoside cumarino, è presente in tutti gli anticoagulanti più diffusi
flavonoidi fonti
antocianine frutta
catechine tè, vino rosso. Per 3000 anni il te fu impiegato come medicina, e a ragione. La pianta del tè, la camelia sinensis, sta dimostrando di contenere numerosi fitonutrienti capaci di combattere il cancro. Tra questi, un derivato del tannino noto come catechina, quello che conferisce al tè le sue proprietà astringenti e che è contenuto anche nell’uva e nei frutti di bosco, sembra esere uno dei più efficaci. I composti della catechina si trovano nelle foglie del tè verde e del tè nero, ma la varietà verde ne contiene molta di più. I due tè sono diversi solo in quanto a lavorazione, perché le foglie del tè nero vengono fermentate per conferire al tè la tipica colorazione scura e il sapore intenso. Alle catechine vengono attribuite due proprietà anticarcinogene: prevenzione della formazione di agenti carcinogeni, e attivazione delle difese detossificanti dell’organismo. Gli studi condotti in laboratorio sugli animali sembrano indicare che le catechine abbiano anche altre promettenti qualità, operando come agenti antivirali e antibatterici, e regolando il colesterolo e la pressione del sangue. Gli studi epidemiologici  non sono ancora conclusivi, ma sembrano indicare che le persone che bevono molto tè verde hanno un rischio più basso di contrarre malattie cardiovacolari e di sviluppare alcune forme di tumore
flavanoni agrumi
flavoni frutta e verdura
flavonoli frutta, verdura, tè, vino rosso
isoflavoni soia

Isoflavoni (fitoestrogeni)
Molte ricerche indicano che poiché la soia è ricca di isoflavoni, è in grado di prevenire le malattie e di promuovere la buona salute. Gli isoflavoni sono una classe di fitonutrienti e fitoestrogeni, o ormoni delle piante, che mimando gli estrogeni umani in alcune parti del corpo apportano numerosi benefici alla salute. Le fonti pricipali degli isoflavoni si trovano nella soia, nei piselli e negli altri legumi, anche se la soia deve essere considerata un caso a sé in quanto ha la più alta concentrazione di questi nutrienti, tra i quali la genestina. Alcuni autori ritengono che gli isoflavoni abbiano un notevole potenziale curativo su molti fronti e alcune ricerche sembrano dimostrare la loro capacità di impedire la formazione della placca arteriosa, di ridurre il rischio di tumore al seno bloccando gli effetti cancerogeni degli estrogeni umani, di prevenire il cancro della prostata riducendo la crescita cellulare e di combattere l’osteoporosi grazie alla capacità di stimolare la formazione di materiale osseo e di inibirne il riassorbimento. Gli isoflavoni della soia hanno proprietà antiossidanti che proteggerebbero il sistema cardiovascolare dall’ossidazione del colesterolo LDL, che altrimenti si accumula nelle arterie sotto forma di placche di grasso che bloccano il flusso del sangue provocando l’aterosclerosi. Tuttavia, come più volte ripetuto in generale, e in particolare per la soia, gli studi, le ricerche e le sperimentazioni hanno prodotto risultati controversi.

Fenoli e composti ciclici
Alcuni fenoli impediscono la formazione di nitrosamine, contribuendo in questo modo a combattere lo sviluppo del cancro. I fenoli inoltri inibiscono gli enzimi che possono trasformarsi in oncogeni e provocare i tumori. Nella classe dei fenoli sono compresi i flavonoidi, dei quali i flavoni e le antocianine sono sottoclassi. Gli isoflavoni sono contenuti soprattutto nella soia: i più protettivi sarebbero da genestina e il daidzein, che sono presenti nella soia in grande quantità. Secondo alcuni studi l’assunzione alimentare di isoflavoni aiuterebbe a ridurre il rischio di malattie cardiache perché impedisce l’ispessimento del sangue, ma tra gli altri benefici vi sarebbero anche la riduzione del rischio di osteoporosi, e l’attenuazione dei sintomi della menopausa, in particolare delle vampate di calori. Molti studi epidemiologici hanno evidenziato una relazione tra la prevenzione del cancro e il tè verde e nero, che contiene molti polifenoli, tra i quali i gallati di catechina, i più attivi. Si è perciò ipotizzato che l'epigallocatechina-3-gallato sia un potente anticarcinogeno capace di contrastare lo sviluppo del cancro associato allo stress ossidativo. Il resveratrol, un fenolo presente in alimenti come il vino rosso, l’uva, i frutti di bosco e le arachidi, sembrerebbe in grado di ridurre il rischio di malattia cardiaca e sarebbe dotato di proprietà anticarcinogene. In particolare il vino moscato conterrebbe due volte più resveratrol del comune vino rosso

I nitrati di sodio, comunemente impiegato dall’industria alimentare per la colorazione e la conservazione delle carni insaccate, aiuta a stabilizzarne il colore e a potenziarne il sapore, oltre a svolgere un’azione antibatterica importante. Nell’ambiente acido dello stomaco o a seguito del surriscaldamento dovuto alla frittura, i nitrati possono trasformarsi in composti cancerogeni, noti come nitrosamine. Negli esperimenti sui ratti, nei quali sono stati impiegati livelli di nitrati di sodio più elevati di quelli consentiti dalla legge, i nitrati di sodio si sono rivelati cancerogeni, e per questo normalmente l’industria alimentare aggiunge acido ascorbico (vitamina C) alle carni conservate per impedire la produzione di nitrosamine.

Carotenoidi
I carotenoidi sono coloratissimi pigmenti liposolubili delle piante (giallo, arancione e rosso), e sono contenuti in tutti gli organismi, piante o batteri, che hanno bisogno del sole per produrre energia. I loro effetti antiossidanti rendono possibile il loro ruolo cruciale nel proteggere gli organismi dai danni durante la fotosintesi, il processo di conversione della luce solare in energia chimica. Negli esseri umani i carotenoidi svolgono due funzioni principali: alcuni vengono metabolizzati come vitamina A, ma tutti esercitano attività antiossidanti. Dei più di 600 carotenoidi identificati fino a oggi, tra 30 e 50 sono considerati precursori della vitamina A - quelli che il corpo è in grado di metabolizzare come vitamina A vengono chiamati  “carotenoidi provitamina A”. Alcuni dei più noti carotenoidi non-provitamina A, ma comunque dalle forti proprietà antiossidanti, sono la luteina, il licopene e la zeaxantina.

Gli studi preliminari e sperimentali suggeriscono che una più elevata assunzione dietetica di carotenoidi offre una protezione efficace contro lo sviluppo di alcuni tipi di cancro (polmoni, pelle, collo dell’utero, tratto gastrointestinale),  degenerazione maculare senile, cataratta, e altre patologie legate ai danni ossidativi procurati dai radicali liberi. Tuttavia, altri studi hanno indicato che la supplementazione con beta-carotene (probabilmente il più “famoso” dei carotenoidi) sintetico non riduce il rischio di tumore del polmone, e può perfino aumentarlo nei fumatori. Questa scoperta induce a pensare che gli alimenti ricchi di caroteni potrebbero proteggere contro il cancro per ragioni non correlate al loro contenuto di carotenoidi, che il beta-carotene sintetico potrebbe avere effetti diversi da quello naturale, o che i carotenoidi, per svolgere l’azione antitumorale, devono essere assunti insieme ad antiossidanti come la vitamina C, la vitamina E o il selenio.

L’assunzione dietetica massiccia di carotenoidi si è invece dimostrata protettiva nei confronti delle malattie cardiache in numerosi studi epidemiologici, ma anche in questo caso l’alto livello di questo antiossidante specifico potrebbe semplicemente ricondurre ai benefici generici delle diete ricche di frutta e verdura, che come è noto contengono sostanze protettive anche diverse dai carotenoidi. Non bisogna dimenticare inoltre che le diete ricche di carotenoidi tendono fatalmente a essere più povere di grassi saturi e di colesterolo, e più alte in fibre, e perciò di per sé più salutari. Grazie alle sue attività antiossidanti, il beta-carotene e altri carotenoidi potrebbero proteggere dall’aterosclerosi prevenendo il danno ossidativo del colesterolo LDL, ma i risultati delle ricerche in questo campo sono controversi. Un unico dato sembra chiaro: i carotenoidi sono significativamente meno efficaci nel proteggere dall’ossidazione del colesterolo LDL rispetto alla vitamina E. Come nel caso della prevenzione del cancro, mentre un’assunzione importante di cibi ricchi di carotenoidi sembra svolgere una funzione protettiva nei confronti delle patologie cardiovascolari, lo stesso non si può dire della supplementazione sintetica di beta-carotene, che è risultata inefficace in quasi tutte le ricerche con doppio cieco, e anzi tre studi sperimentali su quattro hanno riferito di un maggior rischio di malattie cardiovascolari nel gruppo che riceveva beta-carotene sintetico rispetto al gruppo che riceveva il placebo.

Mentre questi risultati provano che il beta-carotene sintetico non protegge il cuore, gli effetti del beta-carotene naturale e di altri carotenoidi sono ancora in fase di studio e di sperimentazione, e uno dei potenziali problemi con questo tipo di indagini sembra essere proprio l’eccessiva concentrazione sul beta-carotene: per esempio uno studio preliminare ha rilevato una forte associazione tra le fonti dietetiche del licopene, e non del beta-carotene, e la riduzione del rischio di infarto. Il licopene esercita un’attività antiossidativa molto maggiore rispetto al beta-cartoene, ed è anche in grado di proteggere il colesterolo dai danni ossidativi.

I carotenoidi sono contenuti in tutti gli alimenti vegetali, e come regola generale, più alta è l’intensità del colore, più elevato sarà il contenuto in carotenoidi. Negli ortaggi a foglia verde predomina la presenza di beta-carotene, nella frutta e nella verdura arancione come le carote, le albicocche, il mango e  la patata dolce, la concentrazione di beta-carotene è ugualmente elevata, ma la presenza predominante è affidata ad altri caroteni provitamina A. Le verdure che hanno la maggior concentrazione di carotenoidi gialli (xantofille) svolgono una minore azione antiossidante, ma alcuni di questi composti, come la luteina, hanno numerose e significative funzioni benefiche, dovute proprio al loro potente effetto antiossidante. I piccoli frutti rossi e blu come pure le verdure dalla stessa tonalità come i pomodori, il cavolo rosso, le more e le prugne, contengono una quantità molto elevata di carotenoidi non precursori della vitamina A. Anche i legumi, i cereali e i frutti in grani sono fonti significative di carotenoidi, che sono però contenuti anche in alcuni alimenti di origine animale, come il salmone, il tuorlo dell’uovo, i frutti di mare, il latte e il pollame. Il beta-carotene sintetico è disponibile come supplemento nutrizionale, così come i carotenoidi misti, derivati dall’olio di palma e di carota, e dalle alghe.

pubblicato il 10 dicembre 2002


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