Flavonoidi
(polifenoli) eisoflavoni (fitoestrogeni) I
flavonoidi sono una classe di
pigmenti vegetali idrosolubili, e si dividono in
due categorie, anche se il criterio di questa stessa
divisione è tuttora controverso. Un sistema divide
i flavonoidi in isoflavoni, antocianine, flavani,
flavonoli, flavoni e flavanoni. Alcuni dei più noti
flavonoidi, come la genetina
della soia e la quercitina
delle cipolle, possono venire considerati
sottocategorie delle categorie. Anche se tutti i
componenti del gruppo dei flavonoidi sono
strutturalmente correlati, le loro funzioni variano.
I flavonoidi comprendono anche l’esperidina
(contenuta in alcuni frutti citrini e molto
efficace nell’aumentare la stabilità metabolica e
la resistenza della parete venulo-capillare), la rutina
(nella frutta e nella verdura si trova spesso
insieme alla vitamina C, ed è nota anche come fattore
di permeabilità dei capillari. La rutina rende
più facilmente disponibile l'acido iarulonico,
rafforza le proprietà della vitamina C impedendone
anche l'ossidazione, è utile nelle frequenti
perdite di sangue che possono essere ricondotte ad
un indebolimento dei vasi sanguigni. È un
antiaggregante piastrinico e un antiossidante), e
una varietà di altri supplementi. Anche se come
tutti i fitonutrienti anche i flavonoidi non sono
considerati nutrienti essenziali, alcuni hanno
notevoli effetti benefici per la salute perché
rinforzano le pareti dei vasi sanguigni e altri
tessuti connettivi, hanno proprietà
anti-infiammatorie, antistaminiche e antivirali.
La
quercitina in particolare bloccherebbe il sorbitolo
collegato a molti problemi associati al diabete. In
qualità di antiossidanti alcuni flavonoidi, come la
quercitina, proteggono il colesterolo LDL dal danno
ossidativo, mentre altri, come le antocianidine dei
mirtilli, del cavolo rosso e dell’uva
proteggerebbero la retina dalla cataratta. Le
ricerche indicano inoltre che la narigenina
del pompelmo potrebbe svolgere un’utile azione
anticancro. Gli isoflavoni della soia, cui vengono
attribuite le stesse proprietà, sono attualmente
oggetto di numerosi, controversi studi scientifici.
Prove preliminari sperimentali in piccola scala
hanno indicato che 500 mg di rutoside, un derivato
della rutina, assunti due volte al giorno in
combinazione con 500 mg di vitamina C, anch’essa
assunta due volte al giorno, hanno prodotto un
notevole miglioramento della condizione di tre donne
affette da porpora progressiva pigmentata, una
malattia della pelle. Anche se non rappresentano una
vera e propria condizione medica, le preoccupazioni
estetiche spingono le persone affette da PPP a
ricorrere a trattamenti farmacologici, e la
combinazione di vitamina C e rutoside potrebbe
rappresentare un’alternativa valida e non tossica
anche se per confermare questi risultati preliminari
sono richieste prove sperimentali molto più ampie.
La
più importante differenza tra flavonoidi e
carotenoidi consiste nel fatto che i primi sono
idrosolubili, mentre i secondi sono liposolubili. I
flavonoidi furono isolati per la prima negli anni
’30 dal dr. Albert Szent-Yorgyi, il premio Nobel
che scoprì la vitamina C. Questo scienziato si
accorse che i
flavonoidi potevano irrobustire lepareti
dei capillari in modi impossibili per la vitamina C,
e all’inizio vennero classificati come vitamina P.
Ma la diversità chimica dei flavonoidi, la loro
specificità, non consente di classificarli come
singola vitamina. I flavonoidi sono presenti in una
grande quantità di alimenti: i flavanoni sono
contenuti negli agrumi, gli isoflavoni nella soia e
nei suoi derivati, le antocianine nel vino e nei
mirtilli, i flavani nelle mele e nel tè.
I
polifenoli, dei quali i flavonoidi fanno parte, sono
componenti naturali di un’ampia varietà di
piante, e sono noti anche come metaboliti
secondari delle piante. Gli alimenti che
maggiormente ne sono ricchi sono le cipolle, le
mele, il tè, il vino rosso, l’uva rossa, il succo
d’uva, le fragole, i lamponi, le more, i mirtilli
e alcuni tipi di frutta secca. I polifenoli si
possono dividere in non-flavonoidi e flavonoidi. I
flavonoidi quercitina e catechina sono i più
studiati in relazione all’assorbimento e al
metabolismo.
non-flavonoidi
fonti
gallogene
fragole,
lamponi, mirtilli
cumarina
famosa
per la sua fragranza naturale che odora di
vaniglia, la cumarina fu scoperta nel 1820, e
sintetizzata in laboratorio a partire dal 1868
per impiegarla nell’industria dei profumi e
dei saponi, ma anche per la produzione di
anticoagulanti e di veleno per topi. La
cumarina è contenuta in piante come la
lavanda e la liquirizia, ma è presente anche
nelle fragole, nelle ciliegie, nelle
albicocche e nella cannella. Si ritiene che
agisca come pesticida naturale per le piante
che la producono. Chimicamente, la cumarina si
trova libera o in combinazione con il glucosio
dello zucchero per formare un glucoside
cumarinico. Questo glucoside ha dimostrato di
avere proprietà di
antiaggregazionepiastrinica, è un
antifungicida e sarebbe capace di svolgere
attività antitumorali. Il dicumarolo, un
glucoside cumarino, è presente in tutti gli
anticoagulanti più diffusi
flavonoidi
fonti
antocianine
frutta
catechine
tè,
vino rosso. Per 3000 anni il te fu impiegato
come medicina, e a ragione. La pianta del tè,
la camelia
sinensis, sta dimostrando di contenere
numerosi fitonutrienti capaci di combattere il
cancro. Tra questi, un derivato del tannino
noto come catechina, quello che conferisce al
tè le sue proprietà astringenti e che è
contenuto anche nell’uva e nei frutti di
bosco, sembra esere uno dei più efficaci. I
composti della catechina si trovano nelle
foglie del tè verde e del tè nero, ma la
varietà verde ne contiene molta di più. I
due tè sono diversi solo in quanto a
lavorazione, perché le foglie del tè nero
vengono fermentate per conferire al tè la
tipica colorazione scura e il sapore intenso.
Alle catechine vengono attribuite due proprietà
anticarcinogene: prevenzione della formazione
di agenti carcinogeni, e attivazione delle
difese detossificanti dell’organismo. Gli
studi condotti in laboratorio sugli animali
sembrano indicare che le catechine abbiano
anche altre promettenti qualità, operando
come agenti antivirali e antibatterici, e
regolando il colesterolo e la pressione del
sangue. Gli studi epidemiologicinon sono ancora conclusivi, ma sembrano
indicare che le persone che bevono molto tè
verde hanno un rischio più basso di contrarre
malattie cardiovacolari e di sviluppare alcune
forme di tumore
flavanoni
agrumi
flavoni
frutta
e verdura
flavonoli
frutta,
verdura, tè, vino rosso
isoflavoni
soia
Isoflavoni (fitoestrogeni) Molte
ricerche indicano che poiché la soia è ricca di
isoflavoni, è in grado di prevenire le malattie e
di promuovere la buona salute. Gli isoflavoni sono
una classe di fitonutrienti e fitoestrogeni, o
ormoni delle piante, che mimando gli estrogeni umani
in alcune parti del corpo apportano numerosi
benefici alla salute. Le fonti pricipali degli
isoflavoni si trovano nella soia,
nei piselli e negli altri legumi, anche se la soia
deve essere considerata un caso a sé in quanto ha
la più alta concentrazione di questi nutrienti, tra
i quali la genestina.
Alcuni autori ritengono che gli isoflavoni abbiano
un notevole potenziale curativo su molti fronti e
alcune ricerche sembrano dimostrare la loro capacità
di impedire la formazione della placca arteriosa, di
ridurre il rischio di tumore
al seno bloccando gli effetti cancerogeni degli
estrogeni umani, di prevenire il cancro della
prostata riducendo la crescita cellulare e di
combattere l’osteoporosi grazie alla capacità di
stimolare la formazione di materiale osseo e di
inibirne il riassorbimento. Gli isoflavoni della
soia hanno proprietà antiossidanti
che proteggerebbero il sistema cardiovascolare
dall’ossidazione del colesterolo
LDL, che altrimenti si accumula nelle arterie
sotto forma di placche di grasso che bloccano il
flusso del sangue provocando l’aterosclerosi.
Tuttavia, come più volte ripetuto in generale, e in
particolare per la soia, gli studi, le
ricerche e le sperimentazioni hannoprodotto
risultati controversi.
Fenoli
e composti ciclici Alcuni
fenoli impediscono la formazione di nitrosamine,
contribuendo in questo modo a combattere lo sviluppo
del cancro. I fenoli inoltri inibiscono
gli enzimi che possono trasformarsi in oncogeni
e provocare i tumori. Nella classe dei fenoli sono
compresi i flavonoidi, dei quali i flavoni e le
antocianine sono sottoclassi. Gli isoflavoni sono
contenuti soprattutto nella soia: i più protettivi
sarebbero da genestina
e il daidzein,
che sono presenti nella soia in grande quantità.
Secondo alcuni studi l’assunzione alimentare di
isoflavoni aiuterebbe a ridurre il rischio di
malattie cardiache perché impedisce
l’ispessimento del sangue, ma tra gli altri
benefici vi sarebbero anche la riduzione del rischio
di osteoporosi, e l’attenuazione dei sintomi della
menopausa, in particolare delle vampate di calori.
Molti studi epidemiologici hanno evidenziato una
relazione tra la prevenzione del cancro e il tè
verde e nero, che contiene molti polifenoli, tra i
quali i gallati
dicatechina,
i più attivi. Si è perciò ipotizzato che
l'epigallocatechina-3-gallato sia un potente
anticarcinogeno capace di contrastare lo sviluppo
del cancro associato allo stress ossidativo. Il
resveratrol, un fenolo presente in alimenti come il
vino rosso, l’uva, i frutti di bosco e le
arachidi, sembrerebbe in grado di ridurre il rischio
di malattia cardiaca e sarebbe dotato di proprietà
anticarcinogene. In particolare il vino moscato
conterrebbe due volte più resveratrol del comune
vino rosso
I
nitrati di
sodio, comunemente impiegato dall’industria
alimentare per la colorazione e la conservazione
delle carni insaccate, aiuta a stabilizzarne il
colore e a potenziarne il sapore, oltre a svolgere
un’azione antibatterica importante.
Nell’ambiente acido dello stomaco o a seguito del
surriscaldamento dovuto alla frittura, i nitrati
possono trasformarsi in composti
cancerogeni, noti come nitrosamine.
Negli esperimenti sui ratti, nei quali sono stati
impiegati livelli di nitrati di sodio più elevati
di quelli consentiti dalla legge, i nitrati di sodio
si sono rivelati cancerogeni, e per questo
normalmente l’industria alimentare aggiunge acido
ascorbico (vitamina C) alle carni conservate per
impedire la produzione di nitrosamine.
Carotenoidi I
carotenoidi sono coloratissimi pigmenti
liposolubili delle piante (giallo, arancione e
rosso), e sono contenuti in tutti gli organismi,
piante o batteri, che hanno bisogno del sole per
produrre energia. I loro effetti antiossidanti
rendono possibile il loro ruolo cruciale nel
proteggere gli organismi dai danni durante la
fotosintesi, il processo di conversione della luce
solare in energia chimica. Negli esseri umani i
carotenoidi svolgono due
funzioni principali: alcuni vengono
metabolizzati come vitamina A, ma tutti esercitanoattività
antiossidanti. Dei più di 600 carotenoidi
identificati fino a oggi, tra 30 e 50 sono
considerati precursori della vitamina A - quelli che
il corpo è in grado di metabolizzare come vitamina
A vengono chiamati“carotenoidi provitamina A”. Alcuni dei
più noti carotenoidi non-provitamina A, ma comunque
dalle forti proprietà antiossidanti, sono la luteina,
il licopene e
la zeaxantina.
Gli
studi preliminari e sperimentali suggeriscono che
una più elevata assunzione dietetica di carotenoidi
offre una protezione efficace contro lo sviluppo di
alcuni tipi di cancro
(polmoni, pelle, collo dell’utero, tratto
gastrointestinale),degenerazione
maculare senile, cataratta, e altre patologie
legate ai danni ossidativi procurati dai radicali
liberi. Tuttavia, altri studi hanno indicato che la
supplementazione con beta-carotene
(probabilmente il più “famoso” dei carotenoidi)
sintetico
non riduce il rischio di tumore del polmone, e
può perfino aumentarlo nei fumatori. Questa
scoperta induce a pensare che gli alimenti ricchi di
caroteni potrebbero proteggere contro il cancro per
ragioni non correlate al loro contenuto di
carotenoidi, che il beta-carotene sintetico potrebbe
avere effetti diversi da quello naturale, o che i
carotenoidi, per svolgere l’azione antitumorale,
devono essere assunti insieme ad antiossidanti
come la vitamina C, la vitamina E o il selenio.
L’assunzione
dietetica massiccia di carotenoidi si è invece
dimostrata protettiva nei confronti delle malattie
cardiache in numerosi studi epidemiologici, ma anche
in questo caso l’alto livello di questo
antiossidante specifico potrebbe semplicemente
ricondurre ai benefici generici delle diete ricche
di frutta e verdura, che come è noto contengono
sostanze protettive anche diverse dai carotenoidi.
Non bisogna dimenticare inoltre che le diete ricche
di carotenoidi tendono fatalmente a essere più
povere di grassi saturi e di colesterolo,
e più alte in fibre, e perciò di per sé più
salutari. Grazie alle sue attività
antiossidanti, il beta-carotene e altri
carotenoidi potrebbero proteggere dall’aterosclerosi
prevenendo il danno ossidativo del colesterolo LDL,
ma i risultati delle ricerche in questo campo sono
controversi. Un unico dato sembra chiaro: i
carotenoidi sono significativamente meno efficaci
nel proteggere dall’ossidazione del colesterolo
LDL rispetto alla vitamina E. Come nel caso
della prevenzione
del cancro, mentre un’assunzione importante di
cibi ricchi di carotenoidi sembra svolgere una
funzione protettiva nei confronti delle patologie
cardiovascolari, lo stesso non si può dire
della supplementazione sintetica di beta-carotene,
che è risultata inefficace in quasi tutte le
ricerche con doppio cieco, e anzi tre studi
sperimentali su quattro hanno riferito di un maggior
rischio di malattie cardiovascolari nel gruppo che
riceveva beta-carotene sintetico rispetto al gruppo
che riceveva il placebo.
Mentre
questi risultati provano che il
beta-carotene sintetico non protegge il cuore,
gli effetti del beta-carotene naturale e di altri
carotenoidi sono ancora in fase di studio e di
sperimentazione, e uno dei potenziali problemi con
questo tipo di indagini sembra essere proprio
l’eccessiva concentrazione sul beta-carotene: per
esempio uno studio preliminare ha rilevato una forte
associazione tra le fonti dietetiche del licopene,
e non del beta-carotene, e la riduzione del rischio
di infarto. Il licopene
esercita un’attivitàantiossidativa
molto maggiore rispetto al beta-cartoene, ed è
anche in grado di proteggere il colesterolo dai
danni ossidativi.
I
carotenoidi sono contenuti in tutti gli alimenti
vegetali, e come regola generale, più
alta è l’intensità delcolore,
più elevato
sarà il contenuto in carotenoidi. Negli ortaggi
a foglia verde predomina la presenza di
beta-carotene, nella frutta e nella verdura
arancione come le carote, le albicocche, il mango ela patata dolce, la concentrazione di
beta-carotene è ugualmente elevata, ma la presenza
predominante è affidata ad altri caroteni
provitamina A. Le verdure che hanno la maggior
concentrazione di carotenoidi gialli (xantofille)
svolgono una minore azione antiossidante, ma alcuni
di questi composti, come la luteina,
hanno numerose e significative funzioni benefiche,
dovute proprio al loro potente effetto antiossidante.
I piccoli frutti rossi e blu come pure le verdure
dalla stessa tonalità come i pomodori, il cavolo
rosso, le more e le prugne, contengono una quantità
molto elevata di carotenoidi non precursori della
vitamina A. Anche i legumi, i cereali e i frutti in
grani sono fonti significative di carotenoidi, che
sono però contenuti anche in alcuni alimenti
di origine animale, come il salmone, il tuorlo
dell’uovo, i frutti di mare, il latte e il
pollame. Il beta-carotene sintetico è disponibile
come supplemento nutrizionale, così come i
carotenoidi misti, derivati dall’olio di palma e
di carota, e dalle alghe.
pubblicato
il
10
dicembre 2002
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