Il
licopene Il
licopene è un carotenoide
insaturo a catena aperta che conferisce la
tipica colorazione rossa ai pomodori, all’anguria
e al pompelmo rosa. Il licopene è un antiossidante
dalle virtù consolidate, e come tutti gli
antiossidanti aiuta a neutralizzare i radicali
liberi che potrebbero danneggiare le cellule del
corpo. La ricerca ha dimostrato che il licopene
contenuto nei pomodori può essere assorbito dal
corpo in maniera molto più efficiente se viene
cotto e trasformato in un succo, in un sugo, una
salsa (come il ketchup),
in un concentrato o in una zuppa. La forma chimica
del licopene contenuto nei pomodori viene infatti
trasformata dalle variazioni
di temperatura indotte dalla cottura, rendendolo
particolarmente assorbibile, cioè biodisponibile.
Nel corpo umano il licopene si trova nel fegato, nei
polmoni, nella prostata, nel colon e nella pelle, e
la sua concentrazione tende a essere più elevata di
quella di qualsiasi altro carotenoide.
Numerosi studi epidemiologici hanno confermato che
l’assunzione di grandi quantità di alimenti
contenenti licopene è inversamente associata
all’incidenza di alcuni tipi di cancro, in
particolare quello della prostata.
Alcune ricerche hanno mostrato la correlazione
inversa esistente negli Italiani tra consumo di
pomodori e derivati, e rischio di tumori del tratto
digerente.
In
una ricerca condotta per sei anni dalla Harvard
Medical School, gli scienziati hanno studiato la
dieta di 47.000 uomini, e hanno scoperto che dei 46
ortaggi presi in considerazione solo i prodotti a
base di pomodoro, e quindi ricchi di licopene,
mostravano una relazione misurabile nella riduzione
del rischio di cancro
della prostata: all’aumento del consumo di
pomodoro e dei suoi derivati aumentavano i livelli
di licopene nel sangue, e diminuiva il rischio di
tumore. Ma i benefici del licopene non si fermano
qui, perché le più recenti ricerche scientifiche
sembrano indicare che il consumo di questo
fitonutriente sia associato anche alla protezione
dalla degenerazione
maculare senile, all’ossidazione di alcuni
lipidi e alla prevenzione dei tumori del polmone,
della vescica, del collo
dell’utero e della pelle.
L’americana Heinz, una delle più grandi
multinazionali alimentari del mondo, sta finanziando
nuove ricerche per stabilire il possibile ruolo
benefico del licopene nella lotta contro i tumori
del tratto digerente e del seno.
Gli
scienziati ritengono che un eccessivo stress
ossidativo giochi un ruolo importante
nell’inizio e nello sviluppo di malattie come l’aterosclerosi
(formazione di placche di grasso lungo i vasi
sanguigni), il cancro, la cataratta, l’artrite, e
altre patologie degenerative. Inoltre,
l’esposizione a intossicanti
ambientali come il fumo, l’inquinamento o
l’irradiazione aumenterebbero lo stress ossidativo
al di là della capacità dei sistemi difensivi del
corpo di farvi fronte. Infine, il meccanismo che ci
protegge dall’azione dei radicali liberi si
indebolisce con l’età, perciò soggetti come gli
anziani, i fumatori e le persone esposte a rischi
ambientali sono più inclini a contrarre malattie di
tipo degenerativo. Grazie alla sua struttura
chimica unica, il licopene è oggi il più noto killer
di radicali liberi, specialmente di quelli
derivati dall’ossigeno. Il licopene ha un ruolo
fondamentale nei meccanismi naturali che proteggono
l’organismo dagli effetti dei radicali liberi, ed
è un antiossidante capace di cedere
elettroni per combattere e neutralizzare le
molecole dei radicali liberi prima che danneggino le
cellule.
Quanto
licopene?
prodotto
licopene
(mg /100 g)
dose
licopene
(mg /dose)
succo
di pomodoro
9.5
250
ml (1 tazza)
25.0
ketchup
15.9
15
ml (1 cucch. tavola)
2.7
salsa
per condire la pasta
21.9
125
ml (1/2 tazza)
28.1
concentrato
di pomodoro
42.2
30
ml (2 cucch. tavola)
13.8
zuppa
di pomodoro (condensata)
7.2
250
ml (cotta)
9.7
salsa
chili
19.5
30
ml (2 cucch. tavola)
6.7
anguria
4.0
368
g
(1 fetta 25 x 2 cm)
14.7
pompelmo
rosa
4.0
123
g (1/2)
4.9
pomodoro
crudo
3.0
123
g (1 medio)
3.7
Fosfati
di inositolo (fitati) L’inositolo
esafosfato (acido fitico) è presente quasi ovunque
nel regno vegetale, ed è particolarmente abbondante
nei cereali
e nei legumi;
quantità molto più ridotte di questo fitochimico e
delle sue forme inferiori soo contenute nella
maggior parte delle cellule dei mammiferi, dove
svolgono un’importante azione di regolazione delle
funzioni cellulari. Esperimenti in vivo e in vitro
sembrano confermare il notevole
potenzialeanticarcinogeno
(preventivo e
terapeutico) dell’inositolo esafosfato, che oltre
a ridurre la proliferazione delle cellule tumorali,
aumenterebbe la differenziazione delle cellule
maligne, spesso riportandole al fenotipo originario.
Nei ratti l’inositolo esafosfato viene assorbito
velocemente nello stomaco e nell’intestino, e in
vitro è istantaneamente catturato dalle cellule
maligne. Presente in grandi quantità nelle diete
ricche di fibre, la presenza dell’inositolo
esafosfato potrebbe essere la ragione che determina,
per chi predilige questo tipo di alimentazione, la
più bassa incidenza di alcuni tipi di tumore. Anche
se per comprendere a fondo i meccanismi di
funzionamento dell’inositolo esafosfato sono
necessarie ulteriori indagini e ricerche, includere
le fibre nella propria alimentazione è senza dubbio
un efficace strumento per
la prevenzione
del cancro.
Istiocianati
e indolo Il
nucleo dell’indolo, noto ai chimici come
benzopirolo, appartiene all’ampia famiglia dei
componenti biochimici eterociclici comunemente
trovati in natura. I derivati dell’indolo sono
presenti nell’olio dei fiori come il gelsomino e
l’arancio, ma anche in sostanze dalla fragranza
meno piacevole come il catrame e le feci. Una delle
configurazioni principali dell’indolo, l’indolo-3-carbinolo,
ha raggiunto grande notorietà come fitonutriente
terapeutico grazie alle sue proprietà
chemioterapiche ma anche perché gli ortaggi in cui
si trova appartengono alla famiglia delle crucifere,
di cui fanno parte i poco amati broccoli, i cavolini
di Bruxelles, i cavoli e il cavolfiore.
L’indolo-3-carbinolo potrebbe essere un agente
anticancro molto efficace perché blocca le sostanze
cancerogene prima che raggiungano i loro bersagli
cellulari ed è in grado di eliminare il danno
cellulare nel nucleo delle cellule. Grazie alla sua
capacità di inibire lo sviluppo delle cellule
bersaglio degli estrogeni, questo fitonutriente
potrebbe diventare un efficace strumento fitochimico
per combattere il tumore
del seno.
L’indolo
è un fitonutriente dalla pigmentazione che va dal
bianco al giallastro e ha iltipico odore sgradevole che si ritrova nelle
crucifere come i broccoli. Come detto, l’indolo
aiuta a diminuire l’incidenza del cancro
delseno
sia prevenendo la sovraproduzione di estrogeni, sia
trasformando gli estrogeni carcinogeni in forme meno
aggressive. L’indolo-3-carbinolo appartiene ai glucosinolati
che si producono nelle crucifere ogni volta che
vengono tritate o cotte. L’indolo-3-carbinolo
insieme ad altri glucosinolati (altri indoli e
isotiocianati come il sulforafano) è un antiossidante
e un potente stimolare degli enzimi detossificanti
naturali del corpo. L’assunzione alimentare di
crucifere o quella sintetica di estratti di broccoli
ricchi di indolo-3-carbinolo sembra, secondo
numerose ricerche, aver ridotto la frequenza, la
dimensione e il numero dei tumori nei ratti di
laboratorio esposti a carcinogeni. Tuttavia, anche
se la maggior parte degli studi condotti sugli
animali conferma le sue proprietà protettive,
alcuni indicano che l’indolo-3-carbinolo potrebbe
promuovere la formazione di tumori in alcune
condizioni, in funzione dell’iniziatore chimico
del tumore, del metodo di esposizione, e della
specie animale studiata. Alcuni scienziati hanno
quindi raccomandato di usare
cautela nell’assunzione di supplementi
dietetici che contengono l’indolo-3-carbinolo
almeno fino a quando ulteriori ricerche sugli
animali e ulteriori dati clinici umani non saranno
in grado di stabilire se esso inibisce oppure
stimola la formazione del cancro. Le aree in cui il
suo uso è stato documentato negli umani sono ancora
in fase preliminare, ma i risultati sembrano
incoraggianti. L’indolo-3-carbinolo è stato in
grado di ridurre o bloccare la formazione di
papillomi (lesioni precancerose) in 12 pazienti su
18 affetti da papillomi ricorrenti del tratto
respiratorio. Inoltre, in alcune prove con doppio
cieco l’assunzione quotidiana di 200-400 mg di
indolo-3-carbinolo per 12 settimane ha fatto
retrocedere il tumore iniziale del collo
dell’utero in 8 donne su 17.
pubblicato
il
10
dicembre 2002
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