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L'alimentazione

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L'osteoporosi

a cura di Chiara Galli

L'osteoporosi: una malattia non una fatalità. 
L’osteoporosi è una malattia dalle conseguenze gravi, per esempio la frattura della testa del femore può comportare impedimenti importanti dalle conseguenze poco piacevoli. Questa insidiosa demineralizzazione ossea viene spesso scoperta troppo tardi, eppure l’osteoporosi si può prevenire…

Che cos’è l’osteoporosi?
L’osteoporosi riguarda essenzialmente le donne in menopausa, e le stime non sono certo consolatorie: più del 30% è colpito da questa malattia. L’osteoporosi consiste in una demineralizzazione ossea che rende lo scheletro fragile – infatti la massa ossea rappresenta un costante equilibrio tra costruzione e distruzione delle ossa, un tessuto vivente in perenne cambiamento. Se la formazione ossea non compensa il riassorbimento che l’ha preceduta, l’equilibrio è perturbato e la massa ossea globale diminuisce: in quel momento compare l’osteoporosi. Durante la menopausa il calo degli ormoni provoca l’incapacità del corpo a proseguire i processi di costruzione della materiale osseo: le ossa diventano porose e al minimo trauma si possono rompere. La malattia, che spesso passa inosservata fino a 60-65 anni, si rivela spesso con la comparsa di schiacciamento delle vertebre o di fratture, soprattutto del femore.

Obiettivo ossa solide
Dopo una certa età non è possibile evitare la degradazione della massa ossea, ma si possono limitarne le conseguenze agendo preventivamente. Ognuno di noi costruisce il proprio patrimonio osseo durante i primi vent’anni di vita, e la qualità ossea raggiunta sarà diversa in funzione della predisposizione genetica ma anche dell’alimentazione e dello stile di vita (occorre sapere che uno degli stimoli più potenti per la produzione della massa ossea è il carico che si ottiene semplicemente camminando: infatti in queste condizioni il peso del corpo sulle vertebre e sui femori esercita lo stimolo di carico necessario) – una riserva che consentirà di beneficiare di un capitale di sicurezza quando giungerà l’ora dell’inevitabile demineralizzazione. Negli anni successivi alla menopausa la demineralizzazione può arrivare a far perdere circa il 15% della massa ossea...

Che fare? Calcio e attività fisica
Le ossa sono costituite soprattutto da proteine e da calcio, e tocca a noi fornirgliene in quantità sufficiente. Per il calcio, così semplice da assumere, c’è di che disperarsi: quasi una donna su due è al di sotto della soglia minima di consumo quotidiano. Ma questo apporto da solo non basta, bisogna aggiungerci la pratica regolare di un’attività fisica anche poco intensa o meglio ancora, associare a tutto questo un’alimentazione ricca in vitamina D e un’esposizione ragionevole al sole per aiutare l’organismo ad assorbire il calcio. Il controllo dell’alimentazione dovrebbe cominciare da subito e proseguire per tutta la vita. Dal bambino all’anziano, ciascuno dovrebbe prestare attenzione al consumo quotidiano di calcio, che varia in funzione dell’età.

pubblicato il 21 dicembre 2002


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