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Buona sera, oggi è sabato 4 febbraio 2012

L'alimentazione

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L'alimentazione

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Come tutti gli organi, neanche il cervello vive d'amore e d'acqua fresca, e quando non è nutrito a dovere è meno efficiente. Come mangiare da furbi.

Per funzionare correttamente il cervello ha bisogno di ben 40 sostanze: 13 vitamine, 15 tra minerali e oligoelementi, 8 aminoacidi e 4 acidi grassi. Anche se rappresenta solo il  2% della nostra massa corporea totale, il cervello assorbe il 20% dell'ossigeno che respiriamo e il 20% di tutta l'energia alimentare che consumiamo e di notte, quando sogniamo, il bisogno energetico di alcune regioni frontali aumenta del 30%. Attivo giorno e notte, il cervello è un organo prioritario che quando avverte una carenza va a cercare nutrimento negli altri organi, con il rischio di indebolirli.

Il cervello non dirige solo il nostro rapporto con l'alimentazione producendo le sensazioni di fame, di sete e di sazietà, ma dipende a sua volta dall'alimentazione e dalla sua qualità per compiere le sue funzioni e fornire prestazioni ottimali. Come gli sportivi sanno molto bene, il successo passa per lo stomaco. In confronto all'alimentazione adatta a uno sportivo, quella corretta per il cervello è prima di tutto una miscela equilibrata di grande valore. L'alimentazione influenza il cervello in due modi, sia perché rappresenta una delle condizioni di base per il suo sviluppo strutturale, sia perché condiziona il suo lavoro reale, cioè la registrazione delle informazioni, la loro elaborazione e il loro immagazzinamento - in altre parole il pensiero, l'apprendimento e il ricordo.

Le 40 sostanze necessarie al cervello sono presenti tutte insieme solo in una decina di alimenti - dato che il latte materno è l'unico alimento completo - perciò ci vogliono in media dieci giorni per raggiungere l'equilibrio alimentare necessario al nutrimento ottimale del cervello, la cui alimentazione ideale è povera di grassi saturi e di carne rossa, e ricca di pesce, di frutta e di verdura. Per capire bene la relazione che esiste tra alimentazione e memoria, bisogna prima di tutto far piazza pulita delle ricette miracolose, distinguendo gli effetti ottenuti nel breve periodo da quelli di lungo periodo. Uno studente sotto esame che ha bisogno di imparare in fretta può aiutarsi con il caffè e la vitamina C, ricordando però che anche se l'effetto è rapido, non è duraturo. Per la massima efficacia è invece indispensabile che l'apporto energetico sia costante nel tempo. Il "buco nello stomaco" di metà mattina non è altro che un calo del livello di zuccheri nel sangue: il cervello non funziona più bene, una colazione scarsa o inesistente condiziona negativamente l'attenzione, memorizzazione ed efficacia subiscono un temporaneo declino. E' importante invece cercare di non mangiucchiare tutto il giorno per mantenere costanti i livelli di insulina, l'ormone che regola l'abbassamento  del tasso di zuccheri nel sangue e provoca l'ipoglicemia reattiva, e rispettare per quanto possibile la cronobiologia, alimentandosi con i classici quattro pasti al giorno.

l'azione stimolante della caffeina è dovuta al blocco dei recettori di adenosina. Quelli presenti nel cervello trasmettono delle pulsioni inibitrici grazie alle quali le cellule sono meno alimentate di ossigeno, fenomeno che provoca le ben note sensazioni di stanchezza e di indolenza. La caffeina blocca questi recettori e fa passare dal rilassamento all'attività

Il carburante per il cervello

Il glucosio
grazie alla costante irrorazione sanguigna, il cervello deve poter disporre di zuccheri in maniera permanente; bastano 10 minuti di privazione per condurlo alla morte. Dell'alimentazione minima di glucosio al cervello si occupa il fegato: se i glucidi apportati dal cibo vengono a mancare, come per esempio avviene durante il sonno, il fegato interviene facendo leggermente abbassare il tasso di glicemia per poi farlo risalire non appena riprende la nutrizione, permettendo così al cervello di riprendere il suo lavoro in maniera ottimale. Per poter comunicare tra di loro - uno dei loro compiti essenziali - le cellule del cervello hanno bisogno di piccole quantità delle sostanze che operano come corrieri nervosi, cioè di neurotrasmettitori. Questi due ambiti, da un lato la disponibilità di energia per il lavoro cerebrale, e dall'altro la sintesi interna dei neurotrasmettitori da parte del sistema nervoso centrale, presuppongono sempre un corretto apporto di nutrimento che può provenire solo dall'alimentazione

lo sviluppo del cervello umano è il risultato della complessa combinazione di fattori ereditari e di influenze ambientali. Tra queste ultime rientrano la qualità dell'alimentazione, l'attività intellettuale e quella fisica. Per ottenere una buona concentrazione e una buona memoria, è indispensabile mantenere il cervello in un allenamento costante. Come un muscolo. I premi Nobel non devono certo il loro genio alla buona cucina della mamma perché l'intelligenza innata di un individuo non può essere migliorata nemmeno dall'alimentazione più appropriata. Per contro la carenza di alcuni nutrienti può, in funzione delle circostanze, alterarne le capacità. Le capacità visive e cognitive dipendono soprattutto dagli acidi grassi polinsaturi, per esempio il grasso omega-3 DHA. Il 60% dell'insieme degli acidi grassi della retina e il 40% dei grassi polinsaturi del cervello dipendono dal DHA (diidrossiacetone)

Le proteine
all'interno della complessa rete dei neuroni, le proteine creano le condizioni spaziali e materiali propizie allo studio. Ogni volta che è necessario immagazzinare del materiale nella memoria, all'interno delle cellule nervose la produzione di certe sostanze proteiche aumenta per una semplice regola di causa-effetto. Ogni volta che riceviamo, elaboriamo o immagazziniamo informazioni, nel cervello si producono numerose variazioni biochimiche. Per memorizzare è infatti indispensabile che gli elementi siano classificati secondo un certo ordine. Le sostanze naturalmente designate per assumere questa funzione sono le proteine, proprio grazie alla loro capacità di modificarsi e di assumere aspetti multipli, conquistando così la possibilità di essere specificamente riconosciute. Questa proprietà giustifica la credenza che le proteine siano "le molecole della memoria" grazie alle quali si possono immagazzinare le informazioni nella memoria a lungo termine

Gli aminoacidi
oltre a costituire i neuroni, le sinapsi e le molecole della memoria, le proteine sono incaricate anche di altri compiti diversi nel processo del pensiero e dello studio. E' il caso degli aminoacidi, i primi elementi di cui sono composti i neurotrasmettitori, i "corrieri veloci" del sistema nervoso. L'acetilcolina è particolarmente importante per l'esercizio della memoria, così come l'aminoacido serina, che viene trasformato in colina a sua volta impiegata per la costruzione interna del neurotrasmettitore acetilcolina. Questa sostanza nervosa è, insieme alla serotonina, fra le più studiate. L'acetilcolina gioca ruolo importantissimo nella trasmissione rapida delle informazioni ed è utilissima nello studio e nel richiamo alla memoria delle informazioni già immagazzinate. Senza acetilcolina, non potremmo ricordare più niente. La capacità di apprendere e la buona memoria dipendono quindi dalla forte concentrazione di acetilcolina all'interno di una ben organizzata rete di neuroni

I grassi
per la costituzione delle membrane cellulari e cerebrali vengono impiegati i fosfolipidi, combinazioni simili ai grassi. La modalità di composizione degli acidi grassi che partecipano ai fosfolipidi determinerà il buono o cattivo funzionamento delle membrane cellulari, in particolare i fosfolipidi a forte tasso di acidi grassi polinsaturi condizioneranno positivamente la fluidità delle membrane, rendendole più morbide. Questo è un dato molto importante perché tutte le funzioni cellulari come lo scambio di sostanze, la trasmissione di informazioni e il loro immagazzinamento nel sistema nervoso centrale sono disturbate se la fluidità della membrana è ridotta, come avviene per esempio con l'invecchiamento

Le vitamine
nella loro qualità di enzimi o co-enzimi o attivatori di enzimi, le vitamine intervengono in tutti i processi metabolici delle macrosostanze alimentari. In particolare, è di speciale interesse il ruolo della vitamina B1 nel metabolismo degli zuccheri e della vitamina B6 in quello delle proteine. Per molto tempo le vitamine B1, B6 e B12 sono state considerate vitamine neurotrope (vitamine dei nervi) per la loro stretta correlazione con il metabolismo delle cellule nervose, e in effetti nella loro qualità di coenzimi queste vitamine hanno un'importanza particolare per il metabolismo dell'energia e dei protidi del sistema neurologico. Soprattutto la vitamina B1, un coenzima, è indispensabile per l'apporto regolare di zucchero alle cellule nervose del cervello e dei nervi, e la sua mancanza è in grado di condizionare pesantemente le prestazioni cerebrali e nervose, inducendo scarsa capacità di concentrazione e una particolare irritabilità. La vitamina B6 è indispensabile per la formazione delle sostanze di trasmissione nervosa ricavate dagli aminoacidi e anche di tutte le altre reazioni del metabolismo dei protidi. In questo processo, ancora una volta la vitamina B1 rappresenta la condizione energetica indispensabile per la stimolazione dei nervi e alla sua ritrasmissione attraverso i neurotrasmettitori

Il magnesio
a questa lunga lista è importante aggiungere alcuni sali minerali e altri elementi utili per mantenere la forma mentale. Il magnesio è un tocco magico per tutto il metabolismo perché i suoi ioni mettono in moto ben trecento enzimi tra i quali quelli della glicolisi (estrazione degli zuccheri) e le kinasi, che trasmettono gruppi di acidi fosforici ricchi di energia verso l'ATP (adenasina trifosfato), la molecola che immagazzina l'energia all'interno dell'organismo. E' questo il ruolo del magnesio nella produzione di energia sia nelle cellule muscolari, sia in quelle cerebrali e nervose. La carenza di magnesio può provocare disturbi del sonno, stanchezza improvvisa, tristezza, nervosismo e difficoltà di concentrazione. Il magnesio è presente nelle verdure e nei cereali, nei legumi verdi, nelle patate e in alcuni tipi di acqua minerale

Il ferro
oltre all'apporto incessante di energia, per poter funzionare perfettamente il cervello ha soprattutto bisogno dell'ossigeno che gli fornisce senza sosta il sistema cardiovascolare. Questa forte irrorazione è vitale perché in pratica il cervello non dispone di alcuna riserva di ossigeno o di zuccheri. In caso di interruzione, la mancanza di ossigeno provoca la perdita di coscienza nel giro di pochi secondi, e in una manciata di minuti, danni irreversibili al cervello. Su cinque respiri, uno serve esclusivamente a ossigenare il cervello e in questo processo l'oligoelemento ferro svolge un ruolo essenziale nel trasporto dell'ossigeno da parte del sangue. La carenza di ferro agisce sulle facoltà intellettuali aggravando la stanchezza e diminuendo la capacità di concentrazione

L'acqua
quando non si beve abbastanza, la concentrazione se ne va. Se il sangue si ispessisce, il trasporto di ossigeno e delle sostanze nutritive verso il cervello è meno agevole, e nei casi estremi si osservano dei veri e propri disturbi dell'irrorazione sanguigna. Acqua, tè, caffè, bibite, qualunque liquido va bene per garantire una sufficiente idratazione, a patto di bere lungo tutta la giornata

Pancia piena, testa vuota
I pasti pantagruelici sovraccaricano gli organi della digestione e provocano la sensazione sgradevole di essere "pieni" e una stanchezza del tutto legittima perché il sangue, incaricato di gestire i processi digestivi, lascia il cervello per raggiungere lo stomaco. Cibi e bevande nella giusta quantità possono invece stimolare il buonumore grazie a un effetto rinfrescante indipendentemente dall'assorbimento dei nutrienti nel circuito cardiovascolare. L'effetto benefico compare non appena si inizia a mangiare, ma talvolta anche prima, quando si comincia solo a pensare di mangiare…

pubblicato il 26 settembre 2005


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