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Qual
è la differenza fra “aspetto fisico” e
“immagine corporea”? Spesso usate come sinonimi,
in realtà queste due definizioni riguardano
concetti diversi, uno oggettivo e l’altro
soggettivo.
- Aspetto
fisico:
come si è in oggettivamente: altezza,
peso,distribuzione del grasso, colore degli
occhi e dei capelli, ecc.
- Immagine
corporea: è la rappresentazione mentale che
abbiamo di noi stessi, e spesso non coincide
con l’aspetto fisico
Alcune
ricerche confermano che aspetto fisico e immagine
corporea sono diversi:
- gli obesi
generalmente sovrastimano e distorcono la loro
taglia
- l’immagine
corporea negativa, cioè la valutazione negativa
del proprio aspetto, è diversa a seconda
dell’età di insorgenza dell’obesità: gli
obesi fin dall’infanzia hanno un’immagine
corporea più negativa, a parità di peso,
rispetto a
quelli in cui l’obesità è insorta in
età adulta
L’immagine
corporea ha 3 componenti:
-
Componente
cognitiva e affettiva, cioè i pensieri e le
emozioni che si provano rispetto al proprio
corpo;
-
Componente
percettiva, cioè il grado di accuratezza
che si ha nella stima del proprio corpo;
-
Componente
comportamentale, cioè gli atteggiamenti e
le azioni che si assumono e si compiono in base
al modo in cui si percepisce e si valuta il
proprio corpo.
Un’esperienza
comune a tutti noi: sicuramente conosciamo persone
di uguale taglia e che ai nostri occhi hanno un
aspetto secondo noi paragonabile, ma che si valutano
in termini molto diversi: gli uni si considerano
attraenti, gli altri al contrario sgradevoli. Un
esempio può servire a farci meglio capire come le 3
componenti interagiscano fra loro:
Marta
sta guardando una rivista di moda e istintivamente
comincia a fare il confronto fra sé e le modelle;
pensa: io non sono così, il mio corpo è brutto
al confronto (componente cognitiva); si mette
davanti allo specchio e comincia a guardarsi, e si
vede le gambe troppo grosse (componente percettiva);
questo la spinge a pesarsi (componente
comportamentale); scopre che, nonostante la dieta,
è aumentata di un chilo (trascura il fatto di
essere in fase premestruale e che questo può essere
responsabile di ritenzione idrica). Questo può
essere causa di pensieri che inducono a lasciare la
dieta: sono grassa e brutta e sgradevole e
non riesco a dimagrire qualunque cosa io faccia: tanto
vale che mi consoli mangiando.
Questo
esempio è anche utile per capire che, quando una
persona a dieta ha anche un’immagine corporea
negativa, il rischio di fallimento del trattamento
è maggiore. Infatti è difficile che il peso
raggiunto sia ritenuto soddisfacente, e quindi meno
facilmente si accetteranno i sacrifici necessari per
mantenerlo. Quando un paziente affetto da obesità o
soprappeso ha un’immagine corporea negativa, il
trattamento non deve trascurare questo aspetto, e
deve prevedere un trattamento psicologico per ristrutturare
l’immagine corporea.
Come capire se si ha un’immagine corporea
negativa?
Esistono test validati scientificamente, ma una
prima valutazione può essere fatta anche
rispondendo a queste semplici domande.
1^
Test
-
guardate
attentamente la figura sottostante, poi segnate
a parte il numero corrispondente alla figura in
cui ritenete di riconoscervi
-
chiedete
a un'altra persona con cui siete in confidenza
di fare lo stesso
La
sua valutazione coincide con la vostra?
Se non è così, e se voi si attribuite un aspetto
di almeno 2 numeri superiore, è probabile che
abbiate un’immagine corporea negativa.
2^
Test
Avete
comportamenti di “checking” (controllo) del
vostro corpo, tipo pesarvi più volte alla
settimana, misurarvi ripetutamente con il centimetro
le cosce o pizzicarvi le pieghe della pancia, o
controllare ripetutamente e criticamente il vostro
aspetto allo specchio, o chiedere ripetutamente
rassicurazioni se un certo abito vi ingrassa o no?
Se sì, è probabile che abbiate un’immagine
corporea negativa
3^
TEST
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pubblicato
l'8 maggio 2006
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