La
terapia chirurgica dell’obesità: il
bendaggio gastrico
Basta essere obesi per ricorrere alla terapia
chirurgica dell’obesità? No, perché come
vedremo in questo interessante dossier, non
solo la chirurgia è l’ultima
ratio per la cura dell’obesità, ma per
potervi accedere è necessario rispondere
perfettamente a una serie di requisiti. Un
panorama completo ed esauriente
.
A
cosa serve, e per chi è indicata la terapia
chirurgica
La chirurgia offre la possibilità di ottenere
la riduzione di peso per alcuni soggetti con
obesità patologica e resistente agli altri
trattamenti. Lo
scopo della chirurgia è quello di ridurre
l'assunzione delcibo,
o tramite la diminuzione della capacità
gastrica (interventi cosiddetti restrittivi),
o riducendo l’assorbimento dei cibi
(interventi cosiddetti malassorbitivi). La
maggior parte degli specialisti concorda sul
fatto che la chirurgia per la perdita di peso
dovrebbe essere riservata ai soggetti con
Obesità Morbigena, nei quali altre terapie
non hanno avuto successo, e che hanno
concomitanti complicazioni dovute all'Obesità.
Sono stati fatti considerevoli progressi nello
sviluppo di procedimenti chirurgici più
sicuri ed efficaci nel determinare una perdita
di peso; inoltre l’avvento della chirurgia
miniinvasiva (chirurgia fatta attraverso
strumenti miniaturizzati, sonde e
minitelecamere) ha permesso di eseguire questi
interventi riducendo in maniera considerevole
il trauma chirurgico. Gli interventi
principali e più frequentemente eseguiti sono
il bendaggio gastrico e la gastroplastica
verticale: tutte queste procedure hanno come
obiettivo principale quello di ridurre la
capacità gastrica e quindi l'assunzione del
cibo. Esse hanno parzialmente sostituito le
procedure “malassorbitive” che sono
designate, appunto, per promuovere il mal
assorbimento dei nutrienti, che sono tuttavia
accompagnate da pesanti effetti collaterali, e
sono indicate, esclusivamente su casi ben
selezionati e particolari.
pubblicato
il
20
novembre 2002
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