|
Il
numero delle donne che soffrono di anoressia,
bulimia, fame incontrollata e altri disturbi
alimentari supera nettamente quello degli uomini.
Il complesso rapporto tra femminilità e cibo.
E’
dimostrato che le donne sono affette da disturbi del
comportamento alimentare più degli uomini; ciò
sembra dovuto alla maggiore importanza che il peso e
l’aspetto fisico hanno per il sesso femminile; a
riprova di ciò viene citata la differenza che il
peso ha nelle diverse culture e aree geografiche.
Inoltre con l’aumentare dell’importanza che la
cultura occidentale attualmente dà all’aspetto
fisico anche per gli uomini si è assistito negli
ultimi tempi ad un aumento della prevalenza dei
disturbi alimentari anche in questo sesso
Oltre
alle cause psicologiche e sociologiche, tra donne e
uomini esistono differenze ormonali che possono
almeno in parte spiegare perché il sesso femminile
è più soggetto a soffrire di disturbi
dell’alimentazione. Prima
dell’ovulazione, per esempio, circa a metà
del ciclo (ca. 14° giorno), il tasso di estrogeni
aumenta fortemente, accompagnato da una vera e
propria esplosione di endorfine euforizzanti.
Proprio queste ultime rendono la donna sessualmente
più disponibile alle avances
maschili, provocando allo stesso tempo una caduta
dell’appetito: per l’ovulazione, infatti, è
l’impulso sessuale, e non quello alimentare, che
deve avere la priorità. Poco dopo, le prospettive
cambiano in modo radicale.
Dopo
l’ovulazione,
dopo tre settimane circa dall’inizio del ciclo, il
progesterone aumenta rapidamente, perché questo
ormone ha tra i suoi compiti principali quello di
preparare il corpo femminile alla gravidanza. In
questo momento, il metabolismo della donna è più
incline a creare depositi di grasso. In assenza di
fecondazione, il tasso di progesterone torna a
scendere ai livelli normali, raggiungendo il livello
degli estrogeni. Simultaneamente, la distribuzione
degli ormoni euforizzanti come la serotonina e le
endorfine rallenta, provocando una degradazione del
tono dell’umore.
Durante
il periodo che precede le mestruazioni, molte donne
soffrono della cosiddetta sindrome premestruale (PMS),
che si manifesta, tra l’altro, con veri e propri
attacchi di fame. Molti studi hanno dimostrato che
in questi giorni le donne tendono a mangiare più
cioccolata del solito, e a orientarsi nettamente più
in direzione degli alimenti dal gusto dolce.
Durante
la gravidanza, la predominanza di ormoni come la
prolattina e gli steroidi provoca un forte aumento
dell’appetito, che dopo le prime settimane può
però essere disturbato da nausea e vomito.
Molti
studi sembrano indicare che una delle ragioni più
frequentemente citate dalle donne per motivare gli
eccessi alimentari è rappresentato dallo stress.
Anche questo comportamento ha delle cause
fisiologiche. In una ricerca condotta negli USA, gli
studiosi hanno inviato un gruppo selezionato di 59
donne a mangiare un piccolo snack 1 ora prima
dell’inizio dei test, obbligandole successivamente
a non mangiare nient’altro. Dopo mezz’ora, le
donne sono state sottoposte a una prova stressante,
per esempio tentare di risolvere un puzzle
inestricabile o un problema insolubile. Alla fine
dei test, le donne sono state condotte in una stanza
nella quale sono stati messi a loro disposizione
molti piccoli snacks. Si osservi che prima e dopo i
test alle donne era stato fatto un prelievo di
saliva, per misurare il livello di cortisolo. Le
donne che presentano livelli più elevati di
cortisolo avevano mangiato più snacks rispetto alle
donne che producevano meno cortisolo. Lo stress,
infatti, segue spessissimo il cammino del cortisolo,
uno stimolante dell’appetito; se l’ansia invece
è accompagnata da secrezione di catecolamine,
si verifica un’inbizione dell’appetito.
pubblicato
il 4
ottobre 2004
|