Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buon giorno, oggi è lunedì 12 maggio 2008

Emozioni e cibo

alimentazione
 
 

Emozioni e cibo

Terapia cognitivo-comportamentale dei distubri alimentari basata sulla teoria transdiagnostica

a cura di Chiara Galli

a cura di Chiara Galli, endocrinologa dell’Azienda Ospedaliera S.Gerardo di Monza ed Endocrinologa dell'AIDAP MILANO 2
in 1)Teoria transdiagnostica dei DCA, 2) Teoria transdiagnostica dell'obesità, 3) terapia CBT basata su teoria transdiagnostica
di Milano

TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE DEI DISTURBI ALIMENTARI BASATA SULLA TEORIA TRANSDIAGNOSTICA

QUAL è L’OBIETTIVO DELLA TERAPIA?

La terapia  si pone l’obiettivo D’INTERROMPERE I FATTORI DI MANTENIMENTO IN (SPECIFICI ED AGGIUNTIVI: link a tabella 2)  del disturbo dell’alimentazione presenti in un preciso paziente (non tutti siamo uguali); il modello è stato messo a punto da Dalle Grave e coll. ed illustrato  in: Terapia cognitivo comportamentale ambulatoriale dei disturbi dell’alimentazione – R. Dalle Grave, Positive Press

COME SI SVOLGE IL TRATTAMENTO?

I due binari del trattamento

Il trattamento segue due binari: il primo affronta i problemi riguardanti l’alimentazione e le abbuffate, i comportamenti di compenso, il peso corporeo e gli altri fattori di mantenimento specifici; il secondo affronta lo schema di autovalutazione disfunzionale (link) e i fattori di mantenimento aggiuntivi (link tabella 2)  eventualmente presenti .

Quasi tutti i pazienti preferiscono iniziare dal secondo binario ed affrontare solo le problematiche psicologiche. Questo però non è possibile ( link a Minnesota Study): la denutrizione  e l’alimentazione restrittiva rendono in pratica impossibile un normale funzionamento psicologico;  per tale motivo è necessario aver raggiunto un miglioramento nel primo binario, per poter poi affrontare con successo le problematiche che caratterizzano il secondo binario.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DEL METODO?

1.Trattamento come esperimento di cambiamento

Il paziente è invitato a riflettere sul fatto che il processo di cambiamento non è irreversibile e che può tornare indietro in ogni momento. Infatti il disturbo dell’alimentazione è pur sempre una risposta che il paziente ha trovato ad altri problemi che l’assillano; una risposta purtroppo “disfunzionale”, cioè che crea più problemi di quanti non ne risolva, ma l’unica al momento di cui il paziente possa disporre. E’ evidente che conviene abbandonarla solo se la terapia fornisce  un’alternativa migliore. Questo è ben presente nel modello terapeutico; infatti ogni passo è attentamente pianificato e la decisione di procedere a quello successivo è valutata attentamente. Il trattamento può essere considerato come un esperimento per valutare se la cura è in grado di fornire soluzioni più efficaci e soddisfacenti nella valutazione di sé rispetto a quelle ottenute dal disturbo dell'alimentazione. Lo stato d’animo migliore con cui affrontare la terapia è quello di fare un esperimento: se non si sarà soddisfatti di quanto raggiunto con la terapia, si potranno sempre utilizzare il peso, le forme corporee e il controllo dell'alimentazione per valutare se stessi.

2.Relazione terapeutica

Numerose ricerche hanno evìdenziato che uno dei fattori più importanti per il buon esito della terapia è lo sviluppo di una relazione terapeutica di fiducia tra équipe curante e paziente. Il programma dà molta importanza a questo aspetto e, fin dall'inizio. uno degli obiettivi primari è quello di sviluppare un rapporto  di collaborazione e simpatia tra terapeuta e paziente. Il collabora alla diagnosi e alla stesura del programma terapeutico, nonché alla scelta fra le opzioni terapeutiche possibili.

3. Impegno richiesto

Per il buon esito della terapia è anche fondamentale che la paziente cerchi di impegnarsi al massimo nel processo terapeutico e nell'applicazione dei compiti previsti. Per il buon fine della terapia non è tanto importante che il paziente raggiunga gli obiettivi che vengono di volta in volta individuati ma che si sforzi di raggiungerli:  alla lunga l’esperienza clinica dimostra che  il risultato viene ottenuto. Un esempio che trovo particolarmente calzante è l’esperienza che si vive quando si cerca di acquisire un’abilità fisica, per esempio andare in bicicletta o nuotare o andare a vela : si tenta e si ritenta e sembra di non progredire finché all’improvviso sembra che qualche cosa si sblocchi (quando l’esperienza è interiorizzata e diventa automatica)

4. Équipe multidisciplinare
Il trattamento è stato ideato per essere applicato a livello ambulatoriale da un'equipe composta da un medico, un dietista ed uno psicologo che affrontano i molteplici fattori di mantenimento del disturbo dell'alimentazione collaborando fra loro, aderendo tutti, però al medesimo modello teorico di trattamento. Tutti i terapeuti usano lo stesso linguaggio con il paziente e s'incontrano una volta la settimana per discutere ogni caso clinico trattato. Il trattamento può essere somministrato anche da due terapeuti. ad esempio un medico/psicoterapeuta e una dietista oppure un medico con una formazione nutrizionaie e uno psicologo/psicoterapeuta.

pubblicato il 18 aprile 2005


Le informazioni fornite da questo sito intendono supportare, e non sostituire, la relazione tra il paziente/visitatore del sito e il suo medico di riferimento.

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 19/04/2007

copyright © duepiu.net 2000-2008, tutti i diritti riservati