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Medicina e alimentazione

alimentazione
 
 

Medicina e alimentazione

Quando le medicine fanno ingrassare

a cura di Chiara Galli

Alcuni farmaci possono indurre un aumento più o meno importante del peso corporeo. Oltre all’incremento della morbilità-mortalità che può generare soprattutto nei pazienti già in soprappeso od obesi, questo effetto indesiderabile rischia di diventare un ostacolo all’osservanza terapeutica.

Un farmaco può indurre un aumento di peso attraverso diversi fenomeni:

  • la stimolazione dell'appetito;in genere agisce influenzando i neuropeptidi che a livello cerebrale, agendo su particolari recettori, stimolano o inibiscono i centri che influenzano l'assunzione di cibo;

MEDIATORE  CEREBRALE

RECETTORE CEREBRALE

EFFETTO

FARMACO che stimola l'assunzione di cibo

FARMACO che inibisce l'assunzione di cibo

adrenalina e noradrenalina

rc alfa2 adrenergici

dell'assunzione di cibo, particolarmente carboidrati

clonidina (alfa2 agonista)

 

 

 

 

antidepressivi triciclici

 

 

rc betadrenergici

soppressione dell'assunzione di cibo

 

anfetamine

dopamina

rc  D2

soppressione dell'assunzione di cibo, particolarmente grassi e proteine

sulpiride (antagonista della dopamina stimola) 

anfetamine

corticosterone

sinergico con adrenalina

 

 

 

serotonina

rc 5HT ed effetto inibitorio sulla  noradrenalina

soppressione dell'assunzione di carboidrati

 

fluoxetina, sertralina

GABA

rc GABA A

stimola l'assunzione di cibo in ratti già sazi

benzodiazepine, agonisti dei rc GABA

 

NPY

 

stimola potentemente l'assunzione di cibo, in particolare i carboidrati e riduce il dispendio energetico (diminuisce la termogenesi)

glucocorticoidi stimolano la sintesi

 

endorfine

rc k

stimolano il consumo di cibo, soprattutto di lipidi (grassi)

 

 

  • la secchezza della bocca e la conseguente stimolazione della sete; in questo caso l’aumento dell’apporto calorico deriva dalla scelta di bere bevande zuccherate, gassate o meno;

  • la riduzione del consumo calorico o basale o legata alla diminuzione dell’esercizio fisico. Questo va distinto dall’aumento di peso che avviene tramite un aumento della ritenzione di liquidi, ma non influenza la quantità di grasso corporeo (esempio FANS = farmaci antinfiammatori non steroidei).

Alcuni  di questi meccanismi possono essere associati in un unico farmaco.

L’effetto oressigeno (aumento dell’appetito) è uno dei più frequenti, e deriva da un effetto sui recettori principalmente adrenergici, dopaminergici, serotoninergici. Si osserva in particolare con gli antidepressivi, gli antipsicotici, alcuni antistaminici, e i corticoidi.

L’aumento di peso può anche essere provocato o aggravato da un aumento della sete conseguente alla secchezza della bocca (xerostomia), che il paziente cerca di attenuare ricorrendo a bevande zuccherate: questo effetto è esercitato dai farmaci che hanno effetti colinergici, dal litio e dagli antidepressivi.

Per dare sollievo e curare questo sgradevole effetto, che favorisce tra l’altro anche l’insorgere della carie dentaria, delle malattie delle gengive (parodontopatie) e delle infezioni orali, è utile sorseggiare spesso bevande fresche non zuccherate o succhiare pezzi di ghiaccio o caramelle senza zucchero, e usare gomme da masticare, sempre senza zucchero, che stimolano la produzione di saliva.

L’impatto sul peso è significativo soprattutto quando il trattamento è prescritto per tempi lunghi, e diventa assai critico quando il trattamento è cronico.

Ai meccanismi citati se ne potrebbe in realtà aggiungere un altro, l’alterazione del gusto, come viene osservata con l’uso di alcuni antibiotici che stimolano l’assunzione esagerata di cibo per mascherare le sensazioni sgradevoli indotte dal farmaco. Tuttavia, è raro che questi farmaci vengano prescritti per tempi molto lunghi, e il loro impatto sul peso è quasi sempre provvisorio. I farmaci che possono indurre aumento di peso sono:

  • farmaci che stimolano la secchezza della bocca:

farmaci dagli effetti anticolinergici

antidepressivi triciclici

alcuni farmaci che combattono l’ipertensione, come la clonidina

alcuni farmaci che regolano l’attività del timo, come il litio

N.B.: la secchezza delle fauci, come effetto collaterale dei farmaci, è abbastanza diffusa

  • farmaci che stimolano l’appetito: gli antidepressivi triciclici (la fluoxetina, la fluvoxamina e la venlafaxina, tra gli antidepressivi non hanno un effetto oressigeno i corticosteroidi, alcuni sulfamidici, gli ipoglicemizzanti, i progestinici e alcuni antistaminici, ad esempio la ciproeptadina;

  • la diminuzione del consumo calorico di base: la variazione del sistema adrenergico (quale è indotta ad esempio dai beta bloccanti) è in grado di influire sul dispendio energetico; al momento però non sono disponibili evidenze che i farmaci che interferiscono sul sistema adrenergico siano in grado, nell’uomo, di dare effetti clinici di rilievo; effetto oressigeno è stato documentato per la clonidina, farmaco ipotensivo con effetto alfa bloccante centrale;

  • la ritenzione idrica si osserva nell’uso di antinfiammatori non-steroidei (FANS), negli estrogeni, negli nel litio, insulina, o nell’arresto improvviso di un trattamento diuretico.

L’aumento di peso in questi casi non pone solo il problema posto da qualsiasi aumento di peso in quanto fattore di rischio, ma anche quello dell’abbandono della terapia da parte del paziente. Vista la difficoltà di recuperare un peso normale, è preferibile prevenire questo effetto indesiderabile nei pazienti già in soprappeso o che presentano antecedenti personali o familiari, sia consigliando di adottare un regime dietetico adattato fin dall’inizio del trattamento a rischio, sia scegliendo i prodotti meno nocivi su questo piano all’interno di una stessa classe di farmaci, sia evitando del tutto le classi di farmaci a rischio.

Quando l’effetto è ricercato
L’aumento di peso è un obiettivo terapeutico negli stati cachettici del cancro o dell’AIDS; in queste indicazioni, vengono prescritti farmaci con effetto anabolizzante o la ciproeptadina.

pubblicato il 10 ottobre 2005


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