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Il
diabete gestazionale è un’intolleranza ai
carboidrati, di gravità variabile, che insorge o
viene riconosciuta durante la gravidanza.
Si
calcola che il diabete gestazionele riguardi dal 2
al 4% delle donne gravide. In genere il diabete è
di tipo 2^; esiste un sottogruppo di donne (circa il
20% ICA positivo) che sviluppa diabete mellito
insulinodipendente. E' associato
più facilmente con l’obesità, una storia
familiare di diabete mellito, l’età avanzata, una
storia di precedenti gravidanze con feto macrosomico
o con diabete gestazionale, morte intrauterina o
malformazioni fetali
In
genere, il diabete gestazionale si manifesta
generalmente tra la 24.a e la 28.a settimana di
gestazione, quando le richieste di insulina sono
maggiori e in molti casi dopo il parto i livelli di
zucchero nel sangue ritornano a valori nella norma.
E’ facile però la ricomparsa della malattia nelle
gravidanze successive o l’evoluzione nel tempo a
diabete mellito conclamato.
Il
diabete nascosto è più pericoloso
I problemi legati al diabete durante la gravidanza
sono di due tipi:
-
il diabete gestazionale, cioè rivelato
dalla gravidanza. Questo non significa che il
diabete non fosse presente già prima;
-
il diabete pregestazionale: la donna sa di
soffrire di diabete di tipo 1 (insulinodipendente) o
di tipo 2 (non insulinodipendente) prima di restare
incinta.
Nel
diabete gestazionale l’eccesso di zuccheri
può passare inosservato o venire scoperto troppo
tardi, e le conseguenze per il bambino possono
essere serie.Per
ridurre al massimo i rischi per il bambino, si
raccomanda di mantenere controllati i livelli
ematici del glucosio (zucchero)..
I
sintomi conclamati
del diabete gestazionale, quando sono presenti,
sono:
-
aumento della sete
-
aumento della diuresi (quantità di urina)
-
perdita di peso nonostante aumento dell’appetito
-
nausea e vomito
-
infezioni frequenti, comprese quelle della
vescica, della vagina e della pelle
-
disturbi della vista
ma
può decorrere clinicamente asintomatico;
poiché il bambino è più sensibile ai rischi
determinati dagli alti livelli di glucosio nei primi
mesi lo screening va fatto appena la gravidanza ha
inizio e poi ripetuto tra la ventiquattresima e la
ventottesima settimana di gravidanza quando il
rischio di diabete gestazionale è maggiore.
Per
non esporre il bambino a dei rischi inutili, è
indispensabile che la regolazione del tasso ematico
di zucchero sia
assolutamente rigorosa.
Test
di iperglicemia provocata per via orale (glicemia da
carico) : se la glicemia a digiuno è alterata non
è necessario fare il test da carico che si usa nei
casi dubbi,
Ci
sono diversi parametri: noi riportiamo quello
proposto dal WHO nel ‘98
E’ utile per confermare una diagnosi di diabete in
caso di dubbio (glicemia a digiuno compresa tra 6.3
e 7.7 mmol/l). La diagnosi di diabete è posta
quando la glicemia a digiuno è > 7.7 mmol/l per
più di due volte consecutive. Modalità
del test nell’adulto: assunzione di 250 ml di
acqua con disciolti 75 g di glucosio, da ingerire in
meno di 5 minuti. Prelievo sanguigno: ogni 30 minuti
dopo ingestione di glucosio per tre ore. Valori
normali: basale <
6.3 mmol/l (< 1.15 g/l); dopo 1 ora <
10.6 mmol/l (< 1,90 g/l);: dopo 2 ore < 9.2
mmol/l (< 1,62 g/l);dopo tre ore < 8 mmol/l
(<145 g/l).
Variazioni
patologiche
|
patologia
|
glicemia
a digiuno
|
|
glicemia
dopo 2 h
|
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Valori
intermedi
|
|
normale
|
<
6.3 mmol /l
|
e
|
<
7.7 mmol /l
|
e
|
<
11 mmol /l
|
|
diabete
gestazionale
|
>
6,3 mmol /l
|
|
>
9.2 mmol /l
|
|
>10.6
mmol /l (1 h)
> 8.1 mmol /l (3 h)
|
Evoluzione
del diabete gestazionale:
E’
possibile riscontrare un’ ipoglicemia
funzionale: glicemia < 2.2 mmol /l (0.39 g
/l) 2 a
5 ore dopo l’ingestione del glucosio. Questa come
vedremo non è priva di conseguenze
Il
trattamento
L’obiettivo del trattamento consiste nel mantenere
il livello del glucosio ematico entro valori-limite
durante la gravidanza, e di garantire il benessere
del feto. Il monitoraggio costante e attento della
madre e del feto dovrebbe proseguire per tutta la
gravidanza. Il monitoraggio fetale con ecografia è
indicato per controllare le dimensioni del feto e le
sue condizioni di salute. Attraverso il non-stress
test sarà invece possibile monitorare
elettronicamente il battito cardiaco del feto;
quando il bambino si muove, i suoi battiti cardiaci
aumentano in genere di 15-20 battiti rispetto al
ritmo regolare. La dieta è importantissima
in questi casi, in quanto deve fornire il corretto
apporto calorico e la giusta quantità di nutrienti
ma tenere sotto controllo il livello degli zuccheri
nel sangue. La dieta mediamente è costituita da
kcal 1800 così distribuite : 50-60% carboidrati,
18-22% proteine 25% circa grassi di cui il 10%
saturi. Se la dieta non basta occorrerà utilizzare
l’insulina ( non gli ipoglicemizzanti orali per il
rischio di ipoglicemie) a breve ed intermedia
durata: Il fabbisogno è circa 1U/Kg x0,6 nel 1^
trimestre; x 0,7 nel 2^; x 0,8 nel 3^. La glicemia
media dovrà essere mantenuta al di sotto di 1,2 g/l
; a digiuno fra 0,60 e 0,90; postprandiale <1,20;
fra le 2 e le 6 del mattino > 0,6 g/l
La
prognosi
Al diabete gestazionale è associato un lieve
aumento del rischio di morte fetale o neonatale (7%
nei non trattati), ma questo rischio viene ridotto
sia con i trattamenti adeguati, sia con la
sorveglianza della madre e del feto. Anche se nella
maggior parte dei casi i livelli del glucosio
ritornano normali dopo la gravidanza, le donne con
diabete gestazionale devono essere seguite anche post-partum
a intervalli regolari, per rilevare precocemente
eventuali segni di diabete insorgente. Il 30-40%
circa delle donne con diabete gestazionale sviluppa
un diabete mellito (diabete di tipo II, non
insulino-dipendente) entro 5-10 anni dal parto.
Questo rischio aumenta se la donna è obesa.
Possibili
complicazioni
-
bassi
livelli di glucosio (ipoglicemia) o malattia nel
neonato
-
aumento
dell’incidenza della morte neonatale
-
sviluppo
del diabete in età più avanzata
L’ipoglicemia
Si parla di ipoglicemia quando gli zuccheri
(glucosio) presenti nel sangue sono patologicamente
bassi. Il
termine shock insulinico descrive
l’ipoglicemia grave che conduce alla perdita della
coscienza.
L’ipoglicemia si manifesta quando il glucosio
presente nell’organismo viene impiegato dal corpo
troppo in fretta, quando viene rilasciato troppo
lentamente nel flusso sanguigno, o quando viene
rilasciato nell’organismo un eccesso di insulina.
L’insulina è l’ormone che riduce il glucosio
ematico, ed è prodotta dal pancreas in risposta
all’aumento dei valori dello zucchero nel sangue.
L’ipoglicemia
è abbastanza comune nei diabetici, e ha luogo
quando si assume troppa insulina o una quantità
eccessiva di farmaci antidiabetici, quando si mangia
troppo poco, o a seguito di un improvviso aumento
dell’esercizio fisico non accompagnato da un
accresciuto apporto calorico.
L’ipoglicemia
grave può manifestarsi in bambini nati da donne con
diabete o diabete gestazionale. Se durante la
gravidanza i livelli di zucchero della madre sono
costantemente elevati, il pancreas del feto
interviene per controllare l’eccessivo producendo
una quantità maggiore di insulina. Alla nascita, il
bambino non assume più il glucosio materno, ma
continua a produrre troppa insulina, che abbassa i
suoi livelli di zucchero a livelli pericolosi. In
questo caso si ha una vera e propria emergenza
medica che se non trattata può compromettere il
sistema nervoso del neonato.
pubblicato
il
7
novembre
2005
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