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Sono
sempre più proposti ed eseguiti test per la
diagnosi di “allergie” o “intolleranze
alimentari”; riteniamo quindi opportuno offrire
alcune informazioni e fare il punto scientifico sui
test in questione.
Che
cosa significa intolleranza
alimentare? Il termine indica ogni reazione
avversa conseguente all’ingestione di un alimento:
la definizione quindi comprende reazioni tossiche,
metaboliche o allergiche. Le reazioni
allergiche sono un preciso tipo di intolleranza che richiede un meccanismo di scatenamento dovuto a una
abnorme reazione di difesa del nostro corpo a
sostanze generalmente innocue e mediato da sostanze
infiammatorie particolari; le reazioni allergiche,
oltre ad essere evidenziate da test di scatenamento
idonei, sono riconoscibili perché determinano un
aumento nel sangue di alcune sostanze (IGE,
eosinofili).
Introduzione
Gli studi indicano una presenza delle
allergopatie nel Mondo Occidentale del 20-30%, ma
probabilmente il numero è sovrastimato per l’uso
improprio del termine allergico che porta a
classificare come allergici anche gli effetti
indesiderati dei farmaci, le reazioni tossiche ad
alimenti o quelle ad agenti irritanti;
un’ulteriore sovrastima viene dall’attribuzione
della causa allergica a svariate patologie
(emicrania, intestino irritabile, artriti, orticaria
cronica, sindrome da fatica cronica,
etc.) anche se non esistono evidenze
scientifiche in proposito.
Il
test diagnostico considerato più attendibile per
evidenziare una reazione allergica è il
test di scatenamento in doppio cieco verso placebo (DBPCFC).
Un
ulteriore elemento di
confusione diagnostica è rappresentato dal
sempre più frequente ricorso da parte dei pazienti
a “test
alternativi” che si propongono di identificare
con metodiche diverse da quelle tradizionali i cibi
responsabili di allergie o “intolleranze
alimentari”.
Faremo
quindi un’analisi di questi test, con un elenco
delle prove pro o contro la loro efficacia. Potrete
quindi per ogni test valutare l’attendibilità.
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TEST
CITOTOSSICO O TEST DI BRYAN
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È
stato introdotto per la prima volta nel ’56.
Si basa sull’aggiunta in vitro di una
specifica sostanza allergenica al sangue
intero o a sospensioni leucocitarie: se la
sostanza è un allergene si determinano
modificazioni nelle cellule fino alla loro
distruzione. Attualmente è stata proposta una
versione automatizzata basata sul principio
del coulter counter (ALCAT)
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Evidenze
scientifiche
Tutti
gli studi controllati fatti hanno portato alla
conclusione che il test non è affidabile e
per questo non è prevista negli U.S.A. la sua
rimborsabilità.
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TEST
DI PROVOCAZIONE NEUTRALIZZAZIONE
(intradermico)
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Evidenze
scientifiche
La
letteratura relativa a questo test è solo
descrittiva e l’efficacia supportata da case
reports; in altre parole non esistono
prove scientifiche dell’efficacia di
questo test.
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TEST
DI PROVOCAZIONE NEUTRALIZZAZIONE (sublinguale)
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In
questo caso la somministrazione della sostanza
a cui il paziente è potenzialmente allergico
o intollerante viene somministrata per via
sublinguale ; è stato introdotto nel’44 per
valutare le cause delle reazioni indotte dai
cibi sia respiratorie che gastrointestinali
che generali.In Italia si è sviluppato un
test che si ispira sia a questa metodica che
alla kinesiterapia applicata chiamato DRIA
test e proposto dall’Associazione di Ricerca
Intolleranze alimentari.
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Evidenze
scientifiche
Gli
studi a sostegno non sono controllati e il
miglioramento non è suffragato da oggettivi
dati scientifici. Altri studi effettuati per
esempio dal Food Allergy Committee
dell’American College of Allergists sono
giunti alla conclusione che questo test non
è in grado di discriminare l’estratto
alimentare dal placebo (sostanza innocua); per
questo motivo il Comitato sconsiglia l’uso
di questo metodo per la diagnosi
dell’allergia alimentare. Altre fonti
autorevoli escludono qualsiasi utilità del
test.
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KINESIOLOGIA
APPLICATA
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Evidenze
scientifiche
Gli
studi effettuati sono scarsi e hanno
dimostrato o nessuna specificità e
riproducibilità del test
o correlazione con parametri non
implicati nell’allergia alimentare.
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TEST
DEL RIFLESSO CARDIACO AURICOLARE
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Si
basa sulla convinzione peraltro mai provata
che se la sostanza allergica viene posta a una
distanza di un centimetro dalla cute si
determina una modificazione del polso.
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Evidenze
scientifiche
Non
esiste alcun presupposto teorico scientifico
al test né studi che ne abbiano studiato la
validità.
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PULSE
TEST
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Si
basa sul monitoraggio della frequenza cardiaca
in presenza della sostanza (somministrata per
iniezione, bocca, o inalazione) che determina
allergia. Viene considerata positiva una
modificazione di almeno 10 battiti al minuto.
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Evidenze
scientifiche
Non
esistono studi
che abbiano valutato il test o lo abbiano
confrontato con test standard
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TEST
ELETTRODERMICI (EAV ELETTROAGOPUNTURA SECONDO
VOLL): VEGA TEST, SARM TEST,BIOSTRENGHT TEST E
VARIANTI
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il presupposto teorico fondamentale è
che sia possibile leggere i potenziali
elettrici cellulari, tissutali e distrettuali
e che dalla variazione di questi e dalla
rapidità di trasmissione dello stimolo
elettrico sia possibile ricavare indicazioni
sul pH e
sul corretto funzionamento metabolico dei
distretti interessati. Esistono molti tipi di
apparecchiature che in comune hanno
l’utilizzo di impulsi elettrici a
basso voltaggio, la lettura delle resistenze
elettriche cutanee come mezzo di valutazione
delle funzioni dell’organo,
la lettura di variazioni della conducibilità elettrica cutanea intesa
come causa di malattia, l’applicazione di
svariate frequenze lettromagnetiche in grado
di modificare la conducibilità.
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Evidenze
scientifiche
Non è mai stato dimostrato che una
reazione allergica modifichi il potenziale
elettrico cutaneo.
Vari studiosi hanno uniformemente osservato l’incapacità di tali
metodiche di identificare gli allergeni
responsabili per cui tale campo di
applicazione dovrebbe essere incluso. Gli studi
effettuati (tranne uno poi smentito dallo
stesso autore) non suggeriscono
l’applicazione di questo studio nelle allergopatie.
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BIORISONANZA
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la biorisonanza si basa sulla
convinzione che l’essere umano emetta onde
elettromagnetiche che possono essere buone o
cattive; la terapia consiste nel
“filtrare” le onde emesse dall’organismo
e rimandarle purificate.
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Evidenze
scientifiche
È
stato dimostrato che l’apparecchio in
commercio non è in grado di misurare il tipo
di onda elettromagnetica coinvolta. Due
studi recenti effettuati in doppio cieco
non ne hanno evidenziato alcun valore
diagnostico o terapeutico.
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ANALISI
DEL CAPELLO
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l’analisi
del capello viene utilizzata in allergologia
secondo 2 modalità: nella prima viene
identificata un’eventuale intossicazione da
metalli pesanti (es: mercurio) o una carenza
di oligoelementi ( selenio, zinco, cromo,
magnesio, manganese) ; il concetto che una
malattia allergica sia a ciò legata è di
pura presunzione. La seconda modalità di
analisi utilizza campioni di capelli valutando
le variazioni di un pendolo e non ha alcuna
base scientifica.
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Evidenze
scientifiche
Tutti
gli studi effettuati hanno concluso che
il test non è scientifico e
costituisce una perdita economica.
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DIAGNOSI
ALLERGIE ALIMENTARI IGG-MEDIATE.
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Razionale
Tipicamente
l’allergia è mediata dalle immunoglobuline
M, ma è stata ipotizzata anche una funzione
delle IgG particolarmente nel
determinismo di alcune forme di allergia
alimentare, quelle in particolare con disturbi
cronici e sfumati.Con le IgE esiste una
correlazione temporale stretta fra
introduzione dell’alimento e insorgenza dei
disturbi, mentr la produzione di IgG richiede
tempi più lunghi. Pertanto la diagnosi di
allergia alimentare IgG-mediata appare
difficile perché non correlata
al tipico rapporto causa-effetto che si
dimostra nelle forme IgE-mediate.
La
diagnosi di allergia
alimentare IgG-mediata poggia sul dosaggio dei
livelli anticorpali mediante metodica
ELISA ( Enzyme-Linked
Immunosorbent Assay) su piastre contenenti allergeni alimentari adesi. Attualmente, tale test presenta
alcuni problemi che ne limitano
l’attendibilità. Anche i quadri clinici si
discosterebbero da quelli classici
IgE-mediati comprendendo : sindrome del colon
irritabile, emicrania, rinite cronica, astenia
cronica, depressione e poliartralgie.
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Evidenze
scientifiche
In
alcuni studi condotti su animali e nell'uomo
è stata riscontrata la presenza di IgG
circolanti specifiche per alcuni alimenti
(75-78). Pur non potendo negare la possibilità
di un'allergia alimentare IgG-mediata, la
sua esistenza deve ancora essere dimostrata.
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Sono
importanti due considerazioni:
Una
prima constatazione viene dal fatto che la maggioranza
di questi test hanno decenni di vita e che hanno
gia avuto risposte (negative) gia parecchi anni fa
circa la loro attendibilità. A volte i
risultati di questi test portano alla assunzione di
diete carenziali con conseguenze gravi per la salute
nell’adulto e in modo particolare nel bambino
(sono stati documentati casi mortali).
Per
maggiori informazioni:
Position Paper: i test alternativi nella
diagnosi delle allergopatie, G. Senna e al, News
Letter AIDAP, n° 23, 2008, pgg 17-23
pubblicato
il
10
novembre
2008
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