L’entusiasmo
di aver perso peso dopo aver seguito una dieta
moderatamente ipocalorica, lascia presto il posto
alla difficoltà di riuscire a mantenere i chili
perduti.
Non è facile il mantenimento del peso
perché abitualmente si tende a ripristinare lo
stile di vita adottato prima di mettersi a dieta.
Uno stile di vita contraddistinto da
un’alimentazione sregolata che presuppone il
consumo di pasti in qualsiasi momento della giornata
in base a varie esigenze, la ricomparsa di cibi
fortemente calorici e ricchi di grassi, la mancanza
di un’attività fisica moderata che svolge un
ruolo molto importante nel mantenimento del peso. Le
motivazioni a ritornare al vecchio stile sono molte
ma soprattutto manca la consapevolezza che una volta
ritornati alle vecchie abitudini, tutto sarà come
prima e presto ci ritroveremo a dover affrontare una
nuova perdita di peso. Quando si affronta una dieta
si è disposti a compiere dei sacrifici per
raggiungere il peso stabilito perché i risultati a
mano a mano raggiunti ci gratificano a livello
estetico e di miglioramento della salute. Occorre
impegnarsi allo stesso modo per riuscire a mantenere
il peso perduto, fino a poter padroneggiare quelle
tecniche che ci permettono di modificare stabilmente
il nostro stile di vita.
Il
problema principale nel mantenere il peso consiste
nel bilanciare l’introito calorico con il
dispendio energetico. Un’abitudine da acquisire
definitivamente dovrebbe essere quella di pesarsi
una volta la settimana per rendersi conto se si è
aumentati di peso. In caso positivo dovremmo correre
ai ripari e stabilire un piano di azione per cercare
di non ingrassare ulteriormente e di riportare il
peso al livello che avevamo raggiunto e accettato.
Esistono
delle situazioni a rischio rappresentate da
occasioni particolari, come pranzi o cene di lavoro,
feste organizzate da amici o parenti, vacanze
programmate da tempo in cui si adottano dei
comportamenti del tutto disinibiti nei confronti
dell’alimentazione tanto da ritornare a mangiare
in eccesso. Nei casi quindi in cui si verifica un
aumento di peso, dovremmo pianificare accuratamente
le nostre giornate diminuendo l’apporto calorico e
adottando l’abitudine di muoverci maggiormente,
programmando delle passeggiate, un’attività
fisica moderata in palestra o in piscina, in modo da
non avere sorprese quando saliamo sulla bilancia per
pesarci. Per chi non è abituato ad agire in questo
modo, tali strategie di mantenimento del peso
potranno sembrare impegnative, ma come tutti i
cambiamenti positivi in grado di apportare benefici,
una volta acquisiti entreranno a far parte della
nostra vita in modo del tutto naturale.
Tutte
le strategie apprese durante la perdita di peso
dovrebbero essere sempre a portata di mano nel caso
in cui fosse necessario utilizzarle nuovamente per
superare le difficoltà durante la fase di
mantenimento del peso. Come abbiamo sperimentato
nella fase di dimagrimento, le situazioni a rischio
sono molte e noi dovremmo essere pronti a
fronteggiarle. Può capitare ad esempio, di non
poter rifiutare un invito ad una festa in cui ci sarà
molto cibo gustoso a disposizione, oppure momenti in
cui sappiamo che saremo soli a casa dopo il lavoro e
quindi la solitudine o la noia potrebbero indurci
a mangiare in eccesso. Anche gli stimoli
interni, quali una fame eccessiva, alcuni pensieri
disfunzionali, le emozioni positive o negative
potrebbero farci perdere il controllo
sull’alimentazione.
La
fame sta ad indicare che si è in un bilancio
energetico negativo e che quindi occorre mangiare e
fermarsi quando il segnale di fame scompare. Per
prima cosa dovremmo valutare il grado di fame:
leggera, media o estrema poiché spesso capita di
mangiare anche quando si è poco affamati.
I
pensieri disfunzionali giocano un ruolo determinante
nell’alimentazione in eccesso e non permettono di
seguire quanto pianificato in precedenza in funzione
di una corretta gestione dei propri pasti. Per
fronteggiare questi pensieri, senza lasciarsi
influenzare da essi, potremmo utilizzare “la
tecnica del decentramento e distanziamento del
comportamento dai pensieri”,
etichettandoli come eventi mentali che
appartengono a coloro che stanno affrontando una
perdita di peso o un problema di mantenimento di
peso e di conseguenza evitare di mettere in atto il
comportamento suggerito da essi: ad esempio potrei
avere il pensiero disfunzionale:
“Oggi mi permetto di mangiare tutti questi
dolci e da lunedì ricomincio a mangiare di meno”,
restringendo l’alimentazione in modo eccessivo nei
giorni seguenti.
Ormai
siamo a conoscenza del legame che esiste tra
alimentazione ed emozioni, sia positive che
negative. Un stato di tristezza, angoscia, ansia
spesso conduce le persone ad utilizzare
l’alimentazione per cercare di superare un momento
di disagio emotivo non sapendo che in questo modo
non si fa altro che aggiungere uno stato secondario
di disagio, dovuto ai sensi di colpa, alla vergogna,
al disgusto verso se stessi per aver mangiato in
eccesso, a quello primario che ha scatenato il
ricorso al cibo. Una tecnica molto efficace nel
ridurre l’intensità delle emozioni negative e il
conseguente bisogno di rivolgersi al cibo per
superare il momentaneo disagio emotivo è quella
della “Ristrutturazione cognitiva” poiché ci
permette di interpretare le situazioni in modo
logico e più funzionale.
Ogni
volta che sperimentiamo un’emozione negativa o che
vorremmo mettere in atto un comportamento che
potrebbe ostacolare il mantenimento del peso
dovremmo chiederci: “Cosa mi è passato per la
mente”? Questo ci permette di identificare quei
pensieri disfunzionali ricorrenti che influenzano i
nostri stati emotivi ed i comportamenti, di
valutarli e modificarli. Se ad esempio mi sono
rattristata perché ho pensato che non vale la pena
di mantenere il peso perduto, che ha apportato sì
benefici alla mia salute ma poco gratificante dal
punto di vista estetico, e che avrò ugualmente
difficoltà a intraprendere nuove conoscenze, dovrei
sperimentare nella realtà se questo è vero o se il
mio pensiero disfunzionale è contraddetto da quello
che potrebbe accadere. Un migliore stato di
benessere psico-fisico potrebbe rendermi più
intraprendente e sicura nel fare nuove ed
interessanti amicizie sulla base anche di altri
valori, non solamente quello estetico. Potrei
chiedermi poi che cosa comporta il mantenere attivo
questo pensiero disfunzionale nella mia mente: mi fa
stare bene o male? Nel peggiore dei casi cosa
potrebbe accadere? Forse potrei avere un minor
numero di amicizie. E cosa potrei suggerire ad
un’amica se si trovasse in questa situazione?
Dopo
aver analizzato il pensiero potremmo giungere ad una
conclusione ragionata quale ad esempio: “anche se
il peso che voglio mantenere non mi gratifica del
tutto esteticamente, ha apportato dei miglioramenti
al mio stato di salute e
nello stesso tempo mi ha resa più sicura
nell’intraprendere nuove ed interessanti amicizie.” Questa conclusione dovrebbe essere
tenuta presente ogni volta che abbiamo un pensiero
simile a quello che si è ristrutturato.
E’
molto importante cominciare ad agire in accordo con
la conclusione ragionata, anche se all’inizio
potremmo non crederci del tutto, poiché si tratta
di aderire a pensieri più funzionali che
cambieranno in positivo il nostro comportamento. Può
succedere quindi durante il mantenimento del peso di
vivere dei momenti in cui si mangia di più,
ci si muove di meno, non si va più in
palestra per un certo periodo ma in questi casi non
bisogna drammatizzare e abbandonarsi di nuovo alle
vecchie abitudini. Si tratta di momenti che possono
capitare a chiunque e che possono essere superati
adottando un’alimentazione regolare ed
un’attività fisica moderata, in funzione di uno
stile di vita più sano.
pubblicato
il 15 maggio 2006