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Buona sera, oggi è venerdì 9 maggio 2008

Prevenire l'invecchiamento della pelle

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Prevenire l'invecchiamento della pelle

E’ scientificamente dimostrato che la pelle inizia ad invecchiare a 25 anni. Il rallentamento della produzione cellulare e la diminuzione del tasso di umidità immagazzinato dal tessuto connettivo comportano una minor resistenza alle aggressioni esterne…

Quando si parla di questo fenomeno si distingue tra invecchiamento dovuto all’età e invecchiamento imputabile a fattori esterni. La prima definizione descrive i cambiamenti della pelle legati al normale processo di senescenza che comporta un assottigliamento di tutti gli strati della cute e una minore attività delle ghiandole cutanee - all’origine di rughe e rughette c’è la minore elasticità delle fibre del derma e la rapidità di questo processo dipende dalla genetica, sebbene i fattori ambientali svolgano un ruolo importante nel processo d’invecchiamento che possono accelerare e potenziare. Alla luce di queste considerazioni è opportuno trattare separatamente quegli aspetti dell’invecchiamento che dipendono da agenti esterni, e uno dei fattori determinanti è rappresentato dalla quantità di raggi UV cui ci si espone nel corso della vita, a tal punto che spesso si parla di fotoinvecchiamento. Ci sono però altri fattori che accelerano questo processo, come per esempio una minor irrorazione sanguigna della cute dovuta ad abuso di nicotina. In generale, i principali responsabili dell’invecchiamento della pelle sono i radicali liberi che attaccano le pareti cellulari modificando il patrimonio genetico dei nuclei e provocando una minor qualità delle nuove cellule cutanee.

Tra i fattori interni dell’invecchiamento della pelle si trova ovviamente l’ereditarietà. I cheratinociti della pelle contengono degli enzimi, le reparasi, che come indica il loro nome riparano almeno in parte le aggressioni al DNA da parte dei raggi ultravioletti. La comparsa più o meno tardiva dell’invecchiamento cutaneo dipende soprattutto dall’abbondanza delle reparasi, variabile tra gli individui, e dalla loro qualità. In generale si può sostenere che l’invecchiamento cutaneo inizia a circa 25 anni ma si manifesta verso i 40-45. In coincidenza con questa età diminuisce la produzione di melanina, che provoca l’irregolarità della colorazione cutanea e la comparsa di macchie; il derma si assottiglia, perdendo circa il 6% dello spessore ogni 10 anni; l’attività dei fibroblasti, le cellule che producono le fibre di collagene e di elastina, si riduce gradualmente, e infine le carenze ormonali rallentano il rinnovamento cellulare e provocano la perdita di elasticità della pelle. Rughe e rughette via via sempre più profonde diventano visibili intorno alla bocca e ai lati degli occhi, la pelle perde in tonicità e in capacità di trattenere l’acqua e tende a seccarsi.

Tra i fattori esterni, alcuni in particolare possono accelerare l’invecchiamento cutaneo – tra questi l’esposizione ai raggi solari e il fumo, responsabili dell’invecchiamento prematuro:

  • i raggi UVA, presenti tutto l’anno, penetrano nella parte profonda del derma ove alterano il collagene e le fibre elastiche, provocando lesioni irreversibili. La pelle perde elasticità e compaiono le rughe;

  • la nicotina e l’ossido di carbonio presenti nelle sigarette sono responsabili della compromessa ossigenazione delle cellule cutanee. Il fumo aumenta la produzione dei radicali liberi e tende a ingrigire la pelle, aumentando la disidratazione che facilita la comparsa delle rughe. Infine il fumo distrugge la vitamina C, preziosissima per la pelle.

Tuttavia anche altri fattori come l’alcool, il caffè, la mancanza di sonno, lo stress, le diete troppo rigorose o un prolungato squilibrio alimentare favoriscono l’invecchiamento precoce della pelle. Alcune abitudini di vita possono aiutare a proteggere la pelle e attenuare gli effetti del tempo, in particolare proteggere la pelle con uno schermo solare in tutte le stagioni, e un’alimentazione equilibrata e ricca di vitamine e antiossidanti. Infine esistono oggi prodotti cosmetici veramente efficaci che permettono se non di ringiovanire, senza dubbio di attenuare gli effetti dell’invecchiamento - in particolare le creme a base di vitamina A o di acidi della frutta. Quanto ai fumatori accaniti che non riescono proprio a smettere, la perdita di vitamina C può essere almeno in parte compensata impiegando creme ricche di antiossidanti e di vitamina C, mangiando ogni giorno alimenti ricchi di vitamine come gli agrumi e il kiwi o arricchendo la dieta con i complementi alimentari, preferibilmente sotto controllo medico.

Involucro del corpo, la pelle è composta da due strati, l’epidermide e il derma, ai quali si possono associare i tessuti sottocutanei. L’epidermide è formata da strati di cellule: alla superficie questi strati sono costituiti da cellule morte che si staccano e vengono continuamente sostituite. L’epidermide è lo strato più sottile della pelle, ed è l’unico a contatto l’ambiente esterno, dal quale protegge il corpo come una barriera. Il derma è composto da cellule, i fibroblasti, disperse in un ambiente complesso chiamato matrice dermica, costituito da fibre di collagene e di elastina – prodotte dai fibroblasti, e di sostanze proteiche come l’acido ialuronico. Il derma svolge la funzione fondamentale di riempimento e di coesione della pelle, contiene i vasi sanguigni, i nervi, i peli e le ghiandole che consentono la traspirazione. Il collagene rappresenta il “cemento” del derma, conferisce solidità e resistenza alla pelle e ne garantisce l’idratazione, quindi la morbidezza. L’elastina apporta elasticità e tonicità, mentre l’acido ialuronico conferisce volume e partecipa all’idratazione. I vasi sanguigni presenti nel derma garantiscono la circolazione degli elementi nutritivi essenziali come l’ossigeno e le proteine, e quella dei linfociti, indispensabili per la difesa immunitaria dell’organismo. L’invecchiamento della pelle si manifesta inizialmente con la comparsa di piccole rughe di profondità variabile sul viso, e con una diminuzione del tono della pelle. Il fenomeno investe prima di tutto l’epidermide, il cui spessore diminuisce e le cui cellule morte si rinnovano più lentamente. La pelle tende a seccarsi e compaiono le prime, sottili rughe. Successivamente, il fenomeno si estende anche al derma: la pelle perde elasticità e tono, il suo spessore reale e la sua idratazione diminuiscono. La pelle tende a seccarsi ancora di più, le rughe diventano più profonde e fa la sua comparsa la ptosi (caduta) dei tessuti. Questi fenomeni visibili corrispondono alla diminuzione e al deterioramento delle cellule e delle molecole del derma, che comporta un danneggiamento delle loro funzioni biologiche. I fibroblasti non garantiscono più un’ottimale produzione di collagene ed elastina, il collagene svolge meno efficacemente il suo ruolo di “cemento” della pelle, e l’elastina perde elasticità e tonicità. Anche la qualità e la presenza di altre sostanze come l’acido ialuronico tendono a diminuire, un effetto che accentua il rallentamento della circolazione del liquido intracellulare e la riduzione della rete vascolare, provocando così il deterioramento degli scambi nutritivi. I fattori intrinseci o crono-biologici corrispondono al naturale processo di invecchiamento, geneticamente determinato, e del quale andropausa e menopausa fanno parte. A questo bisogna aggiungere i movimenti ripetuti e abituali dei muscoli del viso. L’alterazione genetica naturale delle cellule si aggiunge alla produzione da parte dell’organismo di alcuni elementi tossici e dei radicali liberi, che provocano l’ossidazione di alcune molecole, un processo negativo per la pelle. I fattori estrinseci raggruppano tutti gli elementi ambientali che accentuano prematuramente l’invecchiamento cutaneo e tra i quali i più importanti sono i raggi UV, i fattori tossici come il tabacco, il clima (aria di mare, vento, freddo…), la malattia e l’alimentazione.

Qualche rimedio

  • gli alfaidrossiacidi (AHA). Sono acidi organici, noti anche come “acidi della frutta”. I più importanti sono l’acido lattico, l’acido citrico (presente negli agrumi), l’acido malico (mele) e l’acido glicolico, estratto dallo zucchero di canna. A questi si possono associare i betaidrossiacidi come l’acido salicilico e i poliidrossiacidi (PHA). Principio di funzionamento: esfoliare la pelle per eliminare le cellule morte dall’epidermide e stimolare l’attività biologica delle cellule costitutive del derma. Questi acidi stimolano la sintesi del collagene e dell’elastina, quindi l’idratazione e il volume della pelle. Conseguenze visibili dell’uso continuo e controllato degli AHA: riduzione delle rughe, miglioramento del colore e della compattezza della pelle, attenuazione della secchezza cutanea. In funzione dell’individuo, del prodotto, della concentrazione e della frequenza di utilizzo, il trattamento può provocare reazioni o rivelarsi inefficace;

  • la vitamina A acida e i suoi derivati (retinolo, Retin A, acido retinoico) hanno proprietà simili o superiori (depigmentazione) ma il rischio di reazione o di intolleranza è più importante;

  • anti-radicali liberi o antiossidanti: l’azione anti-radicali combatte l’invecchiamento cutaneo e i suoi effetti agendo sulla produzione dei radicali liberi e sulla loro azione nefasta. I meccanismi enzimatici complessi richiedono la presenza di anti-radicali liberi che siano allo stesso tempo anti-ossidanti come l’alfa-carotene, il beta-carotene, la vitamina C, la vitamina E, l’acido fitico… e oligoelementi come lo zinco e il selenio. Tra i trattamenti disponibili e oggi sempre più numerosi, si distingue tra i supplementi alimentari e le creme a base di vitamina C. L’acido ascorbico o vitamina C ha proprietà antiossidanti, anti-infammatorie e fotoprotettive che favoriscono la produzione di collagene, svolge un’azione anti-invecchiamento sulle cellule e attenua i danni prodotti dai raggi UV aiutando a rigenerare le cellule compromesse;

  • l’aminochina è un attivatore potente della sintesi dei glicani, composti essenziali dello strato di sostegno dermico, là dove si creano le rughe;

  • la vitamina A stimola il rinnovamento cellulare;

  • la polivitamina E è un efficace complesso anti-radicali liberi.


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