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Buon pomeriggio, oggi è mercoledì 9 luglio 2008

La respirazione (seconda parte)

benessere
 
 

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Respirazione e Meditazione

La respirazione (seconda parte)

a cura di Carlo Anzini

In questa parte del nostro viaggio, prenderemo in considerazione la concentrazione che, come vedrete, ha un ruolo importantissimo nella meditazione e negli esercizi di respirazione. La concentrazione è la seconda fase del vostro allenamento e badate bene che non vuole dire lasciare da parte le respirazioni per la concentrazione. Vedrete come esercizi di concentrazione e respirazione viaggiano ad unisono. Tutto questo vi porterà ad avere una mentalità vincente, poiché la vittoria è una questione di testa! Sostenere un esame un colloquio di lavoro, una recita su un palcoscenico o tenere un discorso in pubblico, hanno molto in comune con una competizione agonistica, con tutti quegli aspetti che ne determinano il successo oppure il fallimento. Tutto ciò che ora imparerete fa parte di quelle che comunemente sono chiamate, tecniche mentali. Il termine però, a me pare un po' riduttivo, poiché non si tratta solo di tecniche per lo sviluppo della mente, ma di tutto il fisico e del proprio io.

In ogni nostro impegno che ci porta o ad un giudizio degli altri, o a " scontrarci" con altre persone il denominatore comune è solo uno: la propria affermazione. Per riuscire in tutto ciò, abbiamo bisogno di quella mentalità vincente di cui parlavo prima, e per ottenerla dobbiamo imparare a gestire sia i pensieri sia il nostro io. Ci vengono allora in aiuto le tecniche di respirazione, concentrazione e meditazione, le quali un poco alla volta ogni giorno, forgiano quel sé, che ognuno di noi vorrebbe vedere espresso nel migliore dei modi.
Gli esercizi che vi proporrò sono una parte di quelli s’insegnano in un normale corso, il motivo è abbastanza ovvio, le lezioni durano vari anni e qui mi trovo costretto a fare una selezione degli esercizi. In ogni caso non pensiate che una selezione sia meno impegnativa di tutto un corso, è solo che " anche il cammino più lungo inizia sempre con il primo passo", ed il primo passo non deve mai essere troppo lungo altrimenti si rischia di cadere.

Conosciamo ciò che ci circonda
Il tran tran giornaliero, ci porta ad una sorta d’abitudine che si colloca nella nostra mente come una muffa opprimente, e con la logica conseguenza di irrigidirci psicologicamente.
Se vi chiedessi: com'è fatto il libro che state leggendo, mi sapreste rispondere, raffigurandomi verbalmente i toni dei colori e dei caratteri usati? Penso che quasi nessuno saprebbe darmi una risposta adeguata in breve tempo! Non ci credete? Prendete tra le mani la penna che usate normalmente per scrivere, osservatela per 1/2 minuto, poi riponetela in un cassetto, ora provate a dire com'è fatta, quando avete terminato riprendetela e noterete che manca qualche cosa. Se ripetete l'esercizio ancora una volta vedrete che la risposta sarà sempre incompleta. Si racconta che un giovane, volendo entrare in un monastero Shaolin, chiese il permesso al monaco più anziano di poter accedere ai sacri riti dei monaci.  Il maestro gli chiese: "dimmi com'è fatto il tuo pesce rosso". L'allievo non seppe rispondere, il maestro continuò va e quando sarai sicuro di saperlo ritorna. L'allievo osservò il pesce rosso per tutto il giorno, quindi tornò dal maestro, ma con suo stupore non ricordava tutti i particolari, fu rimandato indietro tante volte fino a che dopo un anno di concentrazione si ripresentò al maestro, questa volta fu accettato ma la sua risposta non era ancora perfetta. Questa piccola storia zen indica come le cose più semplici e consuete noi non le viviamo attivamente, ma passivamente con conseguente irrigidimento mentale. Se vi riallacciate a quel piccolo esercizio che vi ho fatto fare poco fa vedrete che le cose sono come nella storiella zen. È chiaro che non bisogna stare un anno a meditare sopra la propria penna, punto primo perché si andrebbe in paranoia, punto secondo se ci mettete un anno a vedere com'è fatta la vostra penna, per un albero quanto impiegate?

Il primo esercizio di concentrazione che vi propongo è il seguente:
Concentratevi a seguire il puntino

Secondo esercizio
Tra gli esercizi di concentrazione uno dei più conosciuti è quello delle lancette dell'orologio.
Prima di spiegare la tecnica d'esecuzione sarà bene dire a cosa serve; la pratica della concentrazione serve ad abituarci innanzi tutto ad una costante presenza mentale, senza inclusioni di pensieri non voluti. Tutto quello che noi pensiamo deve essere voluto, e non dobbiamo permettere a quel consueto brontolio, al quale siamo abituati, di prendere il sopravvento. Con una continua pratica della concentrazione vedrete che riuscirete a pensare solo quello che vorrete. La difficoltà maggiore che troverete da quest’esercizio in poi sarà quella di restare senza pensieri intesta per un certo periodo, ma vedrete che l'ostacolo si super facilmente, basta non farsi prendere dallo scoraggiamento.

Passiamo allora alla pratica: prendete un orologio che abbia le lancette dei minuti e dei secondi, ponetelo su un tavolo in modo che voi lo possiate vedere senza nessuno sforzo.
Mettetevi seduti comodamente con la schiena ben dritta (come una spada), le gambe debbono avere un'angolazione di 90° con il tronco. Datevi un tempo di due minuti, durante il quale voi dovrete osservare lo scorrere della lancetta dei secondi senza che nessun pensiero si affacci alla vostra mente, se doveste avvertire l'entrata di qualche pensiero, ricominciate daccapo. Le prime volte riuscirete solo per pochi secondi, poi pian piano, arriverete ai due minuti richiesti, fino ad innalzarli a cinque ed oltre. Se seguire la lancetta dei secondi non fosse di vostro gradimento vi do una variante sul tema. Prendete un bicchiere e sempre seduti allo stesso modo mettete il dito indice sul bordo, iniziate ora a girare il dito sul bordo, fatelo sempre per due minuti inizialmente, ma sempre senza far entrare nessun pensiero nella mente. Come potete notare il denominatore comune è quello di restare senza pensieri per un certo periodo. Abituarsi con questo tipo di concentrazione, a far entrare i pensieri nella nostra mente a comando, porterà notevoli benefici, tanto per dirne uno la capacità di poter recuperare mentalmente dopo un qualsiasi sforzo sia fisico sia mentale. Altri benefici che si possono ottenere da questa ginnastica provengono dallo scaricamento di energia negativa che si accumula in noi durante la nostra attività quotidiana. Bisogna inoltre aggiungere che l'isolamento dei pensieri ci consente di corazzarci contro quello che si chiama vampirismo magnetico.

Non starò qui a dire per esteso cosa sia il vampirismo magnetico, basti solo questo, noi tutti siamo fatti di cellule, le quali sono dotate di carica elettrica (si tratta di correnti debolissime) il nostro corpo è quindi una grande batteria con polarità sia negativa sia positiva. Quando ci sentiamo stanchi, affaticati, nervosi o infastiditi dalla presenza di una persona che inspiegabilmente ci irrita, vuole dire che siamo scarichi dal punto di vista elettrico, e proprio in questo frangente siamo soggetti ad attacchi negativi magnetici, quello che appunto si chiama vampirismo. Badate bene che il vampirismo magnetico può esser fatto da una persona qualsiasi, senza bisogno di poteri speciali, basta solo che riesca a perforare la vostra barriera difensiva magnetica. Quando sentite che siete prossimi ad uno scaricamento, cercate di respirare profondamente, isolandovi mentalmente, solo così potrete neutralizzare ogni tipo d’attacco magnetico. Vi ho fatto questa divagazione sul magnetismo, per farvi capire come sia importante essere sempre magneticamente positivi. Chi si accinge ad affrontare un corso di respirazione e concentrazione normalmente non è soddisfatto delle sue capacità magnetiche, se anche voi siete tra queste persone non scoraggiatevi, e proseguite con fiducia in voi stessi il resto del corso.

Crearsi degli schemi mentali
Durante la pratica della concentrazione, molti sono i problemi che affiorano, tutti di natura meccanica, cioè di esecuzione tecnica, ma non bisogna avere paura della loro comparsa, anzi sono proprio un sintomo del nostro cambiamento interiore. Molti sono soliti tenere un proprio diario dove scrivere le sensazioni della giornata, mentre praticate la concentrazione sarebbe bene togliere questa abitudine perché bisogna cercare di avere sempre fisso in mente un quadro delle nostre sensazioni. Cosa accadrebbe se aveste tre occhi? Penso che la risposta sarebbe all'unisono si vedrebbe di più e meglio. Certo, giusto ragionamento esatto! Il bello è che noi tre occhi li possediamo davvero, naturalmente il terzo non lo vediamo ma è situato al centro della fronte tra le due sopracciglia. Questo occhio è quello della presa di se ed è importante imparare a vedere con questo occhio per la nostra presenza mentale. Al mattino quando vi alzate dopo una seduta di respirazioni, usate il vostro terzo occhio per vedere quello che farete nella giornata, compreso il vostro modo d’essere, intendo dire il modo di comportarvi. Durante la giornata se via accorgete che le cose non stanno andando come le avete viste, ricordatevi quello che vi ho detto sul vampirismo magnetico e mettete in atto tutte le tecniche che già conoscete. Alla fine della giornata fate un ripasso mentale di come sono andate le cose e di come dovevano andare, se tutto è filato liscio come l'olio congratulatevi con voi stessi e premiatevi, se al contrario avete trovato qualche ostacolo, non prendetevela, proponetevi di fare meglio domani, e rilassatevi lasciando andare tutte le ansie, immergendovi nel colore che più vi piace. Avete capito bene, ho detto il colore, infatti, stiamo alzando il tiro del nostro allenamento, stiamo entrando nell'uso dei colori abbinati alle nostre tecniche.

Qui di seguito vi do uno schema generale sull'uso dei colori:

Arancio: per purificare i canali meditativi e di concentrazione.

Rosso: da la calma muscolare, rilassando tutto il corpo, stimola l'energia.

Verde: stimola il rilassamento diminuendo la tensione della mente.

Azzurro: contribuisce a far circolare l'energia pur mantenendo la mente calma e rilassata.

Viola: scarica le negatività accumulate durante il giorno.

Giallo: innalza la vitalità

Bianco: è la somma di tutti i colori.

Nero: è l'assenza di tutti i colori.

Questo è solo uno schema, che non deve essere preso alla lettera perché un colore può avere un significato per voi diverso da quello che vi ho detto, se così fosse non vuole dire che di fronte ad una patologia di comportamento, è solo che per voi quel colore significa qualche cosa di diverso. All'inizio della vostra giornata ed al termine, quando state facendo il vostro schema mentale prendete l'abitudine d purificare il primo tratto delle vie respiratorie, cioè naso e gola. Basta che aspiriate un po' d'acqua con il naso e la facciate uscire dalla bocca. Così facendo con questo piccolo atto, purificherete naso e gola portando via tutte le impurità che si accumulano al loro interno.

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