Poltrona
del dentista o mani dell'osteopata? Osteopatia
e dentizione: intervista a Francesca Faliva, D.O.
presso il R.O.I
Denti
e lavoro manuale sulla colonna vertebrale: davvero
sono strettamente correlati?
Davvero si può migliorare un morso o l'assetto
della bocca di un bimbo, toccando, massaggiando,
stirando soltanto manualmente la sua schiena, il suo
collo, la sua testa? “Certamente,
si possono fare diagnosi e si può curare, sebbene
la prevenzione sia la migliore forma di cura -
spiega Francesca Faliva, diplomata osteopata e
iscritta al Registro
Osteopati Italiani (l'unico che garantisce la
qualità e la serietà dei membri). Molte mamme mi
portano i loro bambini già da neonati e noi
possiamo prevedere dalla forma e dalla mobilità del
cranio, piuttosto che dalla struttura delle gambe o
della piccola colonna vertebrale, se questi
piccolini avranno poi problemi con i denti. Nella
fascia che va da 0 ai primi 3 anni di vita, i
problemi sono generalmente correlati al sonno o
all'appetito, per cui disturbi di ritmo in generale,
disturbi dell'umore. Con
la visita si evidenziano talvolta malformazioni
congenite diposizionamento
intrauterino, per esempio il bimbo che durante
la gravidanza aveva i piedini malmessi, oppure tutta
la sfera dei traumi da parto, per cui i colpi di
frusta, i parti traumatici, i cesarei..."
Non
si dice sempre che il cesareo é il parto meno
traumatico per un neonato? “Ma
scherziamo? Per carità, non
è assolutamente vero, anzi...Nella fase del
parto tutto ha un senso: dal momento espulsivo, alla
fase ormonale, alla fase del distacco, tutto ciò ha
un'importanza enorme per ciò che sarà lo sviluppo
fisiologico del bambino, dal modellamento del cranio
nella fase del parto, alla meccanica esplosiva che
avviene nel momento del passaggio. Il bacino, per
esempio, ha degli spazi fatti in maniera tale che il
bambino al momento della nascita subisce una sorta
di modellamento assolutamente necessario. Anche la
fase della spinta materna è fondamentale per il
neonato. Quando manca e viene indotta
artificialmente con l'ossitocina o con le spinte
manuali sulla pancia, il bambino viene spinto fuori
quando la madre non è pronta, il suo perineo è
ancora chiuso, lei non è ancora disposta a
partorire e nascono quelli che io uso chiamare iragazzi del muretto, neonati che urtano
contro un muro materno che non è solo fisiologico,
ma anche, é ovvio,psicologico, una specie di rifiuto per questo
bambino che, non nascendo naturalmente, crea alla
puerpera un mucchio di traumi.
Col
cesareo poi non viene data la possibilità a mamma e
bambino di reagire al dolore. Anche il dolore ha una
funzione fondamentale, non a caso qualcuno ha detto partorirai
con dolore, questo serve a far sì che il
bambino sia stimolato a compiere le proprie funzioni
vitali con gli ormoni necessari a farlo, non tanto
con le pacche dietro la schiena, le luci improvvise
negli occhi, il taglio del cordone ombelicale (ma
insomma, abbiamo respirato per nove mesi con quel
cordone, conosciamo solo quel modo per respirare e
improvvisamente... zac!... ce lo tagliano senza
neanche aspettare che smetta di pulsare!). Molti
miei piccoli pazienti hanno un problema di
articolazione temporo-mandibolare, perché magari
hanno preso un colpo di frusta al momento della
nascita (i pazienti adulti l'hanno preso dieci anni
prima in un tamponamento che hanno ormai
dimenticato). Mi arrivano qui perché gli gira la
testa o la notte drigrignano i denti, oppure perché
hanno un problema di malposizionamento dei denti che
è apparentemente solo estetico. L'idea
vincente è quella di guardare un individuo a 360
gradi enon
strettamente riferendosi alla bocca, piuttosto che
alla testa. Alcuni dentisti hanno di fronte a loro
non un paziente, bensì un piccolo cliente, la cui
mamma è lì per chiedere esclusivamente un
intervento di carattere estetico.
Ecco
pronta la famosa macchinetta che stringe, allarga,
alza e allunga. Io mi ritrovo dei bambini con palati
allucinanti perché il dentista era stato pagato per
ricreare un sorriso Durban's.
Prendiamo ad esempio il caso di un bimbo di dodici
anni con un morso profondo con i genitori che hanno
entrambi un morso profondo, ebbene neanche un mago
potrebbe cambiare il morso di quel ragazzino senza
andare a ledere tutta la sua struttura
osteo-vertebrale. Un altro esempio eclatante è
quello di una bambina di tre anni con una terza
classe (per i meno addentrati significa la mascella
pronunciata verso l'esterno, la classica "scucchia",
n.d.r.). La bimba era in età evolutiva, quindi la
mascella non poteva che continuare a scivolare in
avanti, tanto più che aveva perso la guida canina,
non c'era più il contatto con i canini. Con un
lavoro osteopatico sono riuscita a fare un
intervento intercettivo e, in buona parte, a
recuperarla. In quel caso la bimba andava curata
anche da un punto di vista ortodontico perché il
lavoro che io avevo fatto andava comunque fissato.
Un bambino mi arriva mandato dal pediatra per una
bocca o per un piede (osteo-qualcosa ricorda le ossa
quindi...), ma dopo mi rendo conto che c'è
dell'altro. Tutte
le scienze del mondo dovrebbero funzionare in équipe,
perché il tuttologo non esiste: io lavoro sempre
con un pediatra, un dentista o, in casi più gravi,
rimando ad altri specialisti di mia fiducia. C'è un
caso bellissimo che mi è capitato pochi giorni fa
ed è quello di una mamma che aveva letto da qualche
parte che l'osteopatia cura anche la vista, così mi
ha portato il suo bimbo di nove anni con
un'ipermetropia grave. All'età di cinque anni gli
avevano diagnosticato una cecità, ma oggi, dopo il
lavoro osteopatico, ha recuperato 3/10°. Secondo me
può recuperare ancora di più, perché il suo
problema deriva da una malformazione del cranio che
ha costretto il globo oculare ad avere una forma
diversa in un occhio rispetto all'altro e il
cervello ha completamente escluso uno dei due, ma
questo non significa che ci sia un danno
neurologico, significa invece che c'è una parte del
cervello che se opportunamente riabilitata, può
recuperare".
Ci
sono casi in cui l'osteopatia non può far nulla?
"Certo, per tutto ciò che riguarda i
problemi congeniti, ad esempio, per cui la forma
dei denti, le agenesie (quando si nasce senza la
gemma del dente fisso, per cui quando cade il
deciduo sotto non c'è l'altro dente). Nei
problemi congeniti e cronici il nostro intervento
è ovviamente molto relativo, perché
lì non si può né prevenire né curare,
l'intervento è medico e diretto e non si può
fare altrimenti. Però quando un bimbo è molto
piccolo, meglio se neonato, si può operare un
lavoro preventivo, si può pensare che quella
determinata forma del cranio predisporrà in
futuro a quel certo tipo di scompenso nel morso.
Così interviene l'osteopata per rilanciare
un'armonia, per prevenire o quantomeno tamponare
in parte i problemi che arriveranno da lì a
breve. In un bambino più grande, come in caso di
bambini in fase di pre-adolescenza (9-10-15 anni)
solitamente l'occlusione si è già stabilizzata
in una sorta di patologia che però potrebbe
essere evolutiva e qui il discorso si fa molto più
complicato, poiché a partire dal morso la schiena
adotta delle meccaniche, che in genere sono quelle
di compensazione. Con una cura ortodontica troppo
decisa, il cui scopo è magari quello di
ripristinare immediatamente l'estetica senza
valutare esattamente quello che poi adotterà la
schiena come risposta, si rischia di avere delle
ripercussioni, poiché le due cose sono
assolutamente dipendenti l'una dall'altra. Quindi la
collaborazionetra
dentista e osteopata deve essere davvero molto
stretta e, soprattutto, di estrema e
vicendevole fiducia. Quello che dobbiamo ottenere
è che il bambino non subisca danni rispetto ad un
assetto della colonna secondario a un lavoro fatto
in bocca, che il suo morso possa lavorare in
maniera equilibrata e armonica. Può capitare il
ragazzino che ha subito una distorsione alla
caviglia anni prima, per cui la sua colonna ha
subito degli adattamenti e questo può cambiare
l'occlusione o il morso in maniera non drammatica,
ma comunque importante e impegnativa per la bocca.
Allora il dentista pensa che il problema sia solo
lì, mentre l'osteopata, con una visita si rende
conto del problema primario. E comunque non può
essere fatto un lavoro all'interno della bocca se
prima la colonna vertebrale non è stata
predisposta al meglio, perché può causare delle
recidive. Quando il dentista si trova di fronte a
una recidiva, cioé ad un bambino che non tollera
l'apparecchio o ad un bimbo a cui togliendo
l'apparecchio ritornano i denti nella posizione
iniziale, potrebbe essersi verificato che il
piccolo paziente abbia rifiutato il cambiamento
perché non era quello il lavoro che andava fatto,
magari era necessario un lavoro sul cranio se il
bimbo è molto piccolo, oppure un lavoro sulla
postura".
Come
vedono i dentisti l'osteopatia?
“Diciamo che purtroppo ancora
non la vedono. In Italia siamo un bel po'
indietro, ci sono dei grossissimi dentisti, tra i
più famosi del Paese, che non si muovono senza
l'aiuto dell'osteopata, perché per loro è una
questione di risultato, hanno capito che l'osteopata
è un aiuto fondamentale. Questa piccola
percentuale di dentisti più all'avanguardia hanno
capito che l'intervento deve essere immediato:
fatto il lavoro in bocca al paziente, sistemano
dei cuscinetti di acqua, lo sdraiano su una
poltrona per non perdere l'assetto e prendono il
calco. Questo serve per la veridicità del calco,
perché basta muovere la lingua o deglutire perché
tutto ritorni esattamente come prima".
Come
possiamo definire brevemente l'osteopatia?
"L'osteopatia
è una forma di rispetto. Stai provando a fare
qualcosa per far star meglio le persone. Non
voglio usare termini grossi, tipo curare o
guarire, perché non credo nei miracoli. Diciamo
che l'osteopatia ti dà la possibilità di avere
una visione abbastanza completa e questo fa sì,
se sei una persona di buon senso, di non offendere
il paziente".
Osteopatia:
che cos’è?
Fondata ufficialmente nel 1874 grazie all'opera di
un chirurgo americano, Andrew Taylor Still,
l'Osteopatia, dopo oltre un secolo di vita, di
ricerca e di praticain tutto il mondo, si
propone come unarticolato
metodo diagnostico e terapeutico le cui solide
basi scientifiche sono rappresentate dai
fondamentali concetti su cui lo stesso Still
costruì quella che ora viene definita medicina
osteopatica. L'Osteopatia
è una medicina manuale in cui l'Osteopata,
tramite l'utilizzo delle proprie mani, compie sia
la diagnosi, sia il trattamento terapeutico.
L'Osteopatia, quale scienza Olistica (che si
prefigge cioé il riequilibrio del soggetto
paziente nella sua interezza e non la cura del
sintomo) ha un campo di applicazione vastissimo.
Oggi è utilizzata soprattutto per la cura delle
affezioni dolorose della colonna vertebrale e
delle articolazioni periferiche, ma si rivela
efficace anche nella maggior parte dei casi di
cefalee, disturbi dell'equilibrio, le otiti, le
rinofaringiti, le sinusiti, i disturbi
circolatori, digestivi, ginecologici e nelle
insonnie che non abbiano all'origine turbe virali,
tumorali o infettive che minano l'integrità della
struttura.
L’osteopatia
nello scenario internazionale
Negli Stati Uniti il percorso professionale degli
Osteopati è inserito nel curriculum medico e
basato su criteri didattici e informativi di
carattere universitario. In molti stati federali
l'Osteopata (D.O. Doctor of Osteopathy) ha le
stesse competenze del medico (M.D. Medical Doctor).
Negli Stati Uniti operano circa 40.000 operatori
osteopatici. In Gran Bretagna l'Osteopatia è
stata ufficialmente riconosciuta ed inserita nel
sistema sanitario nazionale nel 1993. Il percorso
formativo professionale è costituito dal
conseguimento del Diploma di Osteopata. In Belgio
il Consiglio dei Ministri ha recentemente
approvato una normativa che riconosce
all'Osteopatia uno status legale equivalente a
quello britannico. Nella maggior parte degli altri
Paesi europei, quali ad esempio Francia, Germania,
Austria, Italia, Associazioni e Registri nazionali
stanno lavorando intensamente per giungere
all'ottenimento di un riconoscimento istituzionale
della professione sia a livello nazionale sia a
livello comunitario. Per assicurare il più alto
livello qualitativo tra gli Osteopati è stata
promossa la costituzione di una organizzazione
internazionale, quale il Registro
Europeo degli Osteopati, il R.E.O.
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