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Buon pomeriggio, oggi è lunedì 12 maggio 2008

Guarire con le mani

benessere
 
 

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La cura del corpo

Guarire con le mani

di Manuela Minelli

Poltrona del dentista o mani dell'osteopata?
Osteopatia e dentizione: intervista a Francesca Faliva, D.O. presso il R.O.I

Denti e lavoro manuale sulla colonna vertebrale: davvero sono strettamente correlati? Davvero si può migliorare un morso o l'assetto della bocca di un bimbo, toccando, massaggiando, stirando soltanto manualmente la sua schiena, il suo collo, la sua testa? “Certamente, si possono fare diagnosi e si può curare, sebbene la prevenzione sia la migliore forma di cura - spiega Francesca Faliva, diplomata osteopata e iscritta al Registro Osteopati Italiani (l'unico che garantisce la qualità e la serietà dei membri). Molte mamme mi portano i loro bambini già da neonati e noi possiamo prevedere dalla forma e dalla mobilità del cranio, piuttosto che dalla struttura delle gambe o della piccola colonna vertebrale, se questi piccolini avranno poi problemi con i denti. Nella fascia che va da 0 ai primi 3 anni di vita, i problemi sono generalmente correlati al sonno o all'appetito, per cui disturbi di ritmo in generale, disturbi dell'umore. Con la visita si evidenziano talvolta malformazioni congenite di posizionamento intrauterino, per esempio il bimbo che durante la gravidanza aveva i piedini malmessi, oppure tutta la sfera dei traumi da parto, per cui i colpi di frusta, i parti traumatici, i cesarei..."

Non si dice sempre che il cesareo é il parto meno traumatico per un neonato?
“Ma scherziamo? Per carità, non è assolutamente vero, anzi...Nella fase del parto tutto ha un senso: dal momento espulsivo, alla fase ormonale, alla fase del distacco, tutto ciò ha un'importanza enorme per ciò che sarà lo sviluppo fisiologico del bambino, dal modellamento del cranio nella fase del parto, alla meccanica esplosiva che avviene nel momento del passaggio. Il bacino, per esempio, ha degli spazi fatti in maniera tale che il bambino al momento della nascita subisce una sorta di modellamento assolutamente necessario. Anche la fase della spinta materna è fondamentale per il neonato. Quando manca e viene indotta artificialmente con l'ossitocina o con le spinte manuali sulla pancia, il bambino viene spinto fuori quando la madre non è pronta, il suo perineo è ancora chiuso, lei non è ancora disposta a partorire e nascono quelli che io uso chiamare i ragazzi del muretto, neonati che urtano contro un muro materno che non è solo fisiologico, ma anche, é ovvio,  psicologico, una specie di rifiuto per questo bambino che, non nascendo naturalmente, crea alla puerpera un mucchio di traumi.

Col cesareo poi non viene data la possibilità a mamma e bambino di reagire al dolore. Anche il dolore ha una funzione fondamentale, non a caso qualcuno ha detto partorirai con dolore, questo serve a far sì che il bambino sia stimolato a compiere le proprie funzioni vitali con gli ormoni necessari a farlo, non tanto con le pacche dietro la schiena, le luci improvvise negli occhi, il taglio del cordone ombelicale (ma insomma, abbiamo respirato per nove mesi con quel cordone, conosciamo solo quel modo per respirare e improvvisamente... zac!... ce lo tagliano senza neanche aspettare che smetta di pulsare!). Molti miei piccoli pazienti hanno un problema di articolazione temporo-mandibolare, perché magari hanno preso un colpo di frusta al momento della nascita (i pazienti adulti l'hanno preso dieci anni prima in un tamponamento che hanno ormai dimenticato). Mi arrivano qui perché gli gira la testa o la notte drigrignano i denti, oppure perché hanno un problema di malposizionamento dei denti che è apparentemente solo estetico. L'idea vincente è quella di guardare un individuo a 360 gradi e non strettamente riferendosi alla bocca, piuttosto che alla testa. Alcuni dentisti hanno di fronte a loro non un paziente, bensì un piccolo cliente, la cui mamma è lì per chiedere esclusivamente un intervento di carattere estetico.

Ecco pronta la famosa macchinetta che stringe, allarga, alza e allunga. Io mi ritrovo dei bambini con palati allucinanti perché il dentista era stato pagato per ricreare un sorriso Durban's. Prendiamo ad esempio il caso di un bimbo di dodici anni con un morso profondo con i genitori che hanno entrambi un morso profondo, ebbene neanche un mago potrebbe cambiare il morso di quel ragazzino senza andare a ledere tutta la sua struttura osteo-vertebrale. Un altro esempio eclatante è quello di una bambina di tre anni con una terza classe (per i meno addentrati significa la mascella pronunciata verso l'esterno, la classica "scucchia", n.d.r.). La bimba era in età evolutiva, quindi la mascella non poteva che continuare a scivolare in avanti, tanto più che aveva perso la guida canina, non c'era più il contatto con i canini. Con un lavoro osteopatico sono riuscita a fare un intervento intercettivo e, in buona parte, a recuperarla. In quel caso la bimba andava curata anche da un punto di vista ortodontico perché il lavoro che io avevo fatto andava comunque fissato. Un bambino mi arriva mandato dal pediatra per una bocca o per un piede (osteo-qualcosa ricorda le ossa quindi...), ma dopo mi rendo conto che c'è dell'altro. Tutte le scienze del mondo dovrebbero funzionare in équipe, perché il tuttologo non esiste: io lavoro sempre con un pediatra, un dentista o, in casi più gravi, rimando ad altri specialisti di mia fiducia. C'è un caso bellissimo che mi è capitato pochi giorni fa ed è quello di una mamma che aveva letto da qualche parte che l'osteopatia cura anche la vista, così mi ha portato il suo bimbo di nove anni con un'ipermetropia grave. All'età di cinque anni gli avevano diagnosticato una cecità, ma oggi, dopo il lavoro osteopatico, ha recuperato 3/10°. Secondo me può recuperare ancora di più, perché il suo problema deriva da una malformazione del cranio che ha costretto il globo oculare ad avere una forma diversa in un occhio rispetto all'altro e il cervello ha completamente escluso uno dei due, ma questo non significa che ci sia un danno neurologico, significa invece che c'è una parte del cervello che se opportunamente riabilitata, può recuperare".

Ci sono casi in cui l'osteopatia non può far nulla?
"Certo, per tutto ciò che riguarda i problemi congeniti, ad esempio, per cui la forma dei denti, le agenesie (quando si nasce senza la gemma del dente fisso, per cui quando cade il deciduo sotto non c'è l'altro dente). Nei problemi congeniti e cronici il nostro intervento è ovviamente molto relativo, perché lì non si può né prevenire né curare, l'intervento è medico e diretto e non si può fare altrimenti. Però quando un bimbo è molto piccolo, meglio se neonato, si può operare un lavoro preventivo, si può pensare che quella determinata forma del cranio predisporrà in futuro a quel certo tipo di scompenso nel morso. Così interviene l'osteopata per rilanciare un'armonia, per prevenire o quantomeno tamponare in parte i problemi che arriveranno da lì a breve. In un bambino più grande, come in caso di bambini in fase di pre-adolescenza (9-10-15 anni) solitamente l'occlusione si è già stabilizzata in una sorta di patologia che però potrebbe essere evolutiva e qui il discorso si fa molto più complicato, poiché a partire dal morso la schiena adotta delle meccaniche, che in genere sono quelle di compensazione. Con una cura ortodontica troppo decisa, il cui scopo è magari quello di ripristinare immediatamente l'estetica senza valutare esattamente quello che poi adotterà la schiena come risposta, si rischia di avere delle ripercussioni, poiché le due cose sono assolutamente dipendenti l'una dall'altra. Quindi la collaborazione tra dentista e osteopata deve essere davvero molto stretta e, soprattutto, di estrema e vicendevole fiducia. Quello che dobbiamo ottenere è che il bambino non subisca danni rispetto ad un assetto della colonna secondario a un lavoro fatto in bocca, che il suo morso possa lavorare in maniera equilibrata e armonica. Può capitare il ragazzino che ha subito una distorsione alla caviglia anni prima, per cui la sua colonna ha subito degli adattamenti e questo può cambiare l'occlusione o il morso in maniera non drammatica, ma comunque importante e impegnativa per la bocca. Allora il dentista pensa che il problema sia solo lì, mentre l'osteopata, con una visita si rende conto del problema primario. E comunque non può essere fatto un lavoro all'interno della bocca se prima la colonna vertebrale non è stata predisposta al meglio, perché può causare delle recidive. Quando il dentista si trova di fronte a una recidiva, cioé ad un bambino che non tollera l'apparecchio o ad un bimbo a cui togliendo l'apparecchio ritornano i denti nella posizione iniziale, potrebbe essersi verificato che il piccolo paziente abbia rifiutato il cambiamento perché non era quello il lavoro che andava fatto, magari era necessario un lavoro sul cranio se il bimbo è molto piccolo, oppure un lavoro sulla postura".

Come vedono i dentisti l'osteopatia?
“Diciamo che purtroppo ancora non la vedono. In Italia siamo un bel po' indietro, ci sono dei grossissimi dentisti, tra i più famosi del Paese, che non si muovono senza l'aiuto dell'osteopata, perché per loro è una questione di risultato, hanno capito che l'osteopata è un aiuto fondamentale. Questa piccola percentuale di dentisti più all'avanguardia hanno capito che l'intervento deve essere immediato: fatto il lavoro in bocca al paziente, sistemano dei cuscinetti di acqua, lo sdraiano su una poltrona per non perdere l'assetto e prendono il calco. Questo serve per la veridicità del calco, perché basta muovere la lingua o deglutire perché tutto ritorni esattamente come prima".

Come possiamo definire brevemente l'osteopatia?
"L'osteopatia è una forma di rispetto. Stai provando a fare qualcosa per far star meglio le persone. Non voglio usare termini grossi, tipo curare o guarire, perché non credo nei miracoli. Diciamo che l'osteopatia ti dà la possibilità di avere una visione abbastanza completa e questo fa sì, se sei una persona di buon senso, di non offendere il paziente".

Osteopatia: che cos’è?
Fondata ufficialmente nel 1874 grazie all'opera di un chirurgo americano, Andrew Taylor Still, l'Osteopatia, dopo oltre un secolo di vita, di ricerca e di pratica  in tutto il mondo, si propone come un articolato metodo diagnostico e terapeutico le cui solide basi scientifiche sono rappresentate dai fondamentali concetti su cui lo stesso Still costruì quella che ora viene definita medicina osteopatica. L'Osteopatia è una medicina manuale in cui l'Osteopata, tramite l'utilizzo delle proprie mani, compie sia la diagnosi, sia il trattamento terapeutico. L'Osteopatia, quale scienza Olistica (che si prefigge cioé il riequilibrio del soggetto paziente nella sua interezza e non la cura del sintomo) ha un campo di applicazione vastissimo. Oggi è utilizzata soprattutto per la cura delle affezioni dolorose della colonna vertebrale e delle articolazioni periferiche, ma si rivela efficace anche nella maggior parte dei casi di cefalee, disturbi dell'equilibrio, le otiti, le rinofaringiti, le sinusiti, i disturbi circolatori, digestivi, ginecologici e nelle insonnie che non abbiano all'origine turbe virali, tumorali o infettive che minano l'integrità della struttura.

L’osteopatia nello scenario internazionale
Negli Stati Uniti il percorso professionale degli Osteopati è inserito nel curriculum medico e basato su criteri didattici e informativi di carattere universitario. In molti stati federali l'Osteopata (D.O. Doctor of Osteopathy) ha le stesse competenze del medico (M.D. Medical Doctor). Negli Stati Uniti operano circa 40.000 operatori osteopatici. In Gran Bretagna l'Osteopatia è stata ufficialmente riconosciuta ed inserita nel sistema sanitario nazionale nel 1993. Il percorso formativo professionale è costituito dal conseguimento del Diploma di Osteopata. In Belgio il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato una normativa che riconosce all'Osteopatia uno status legale equivalente a quello britannico. Nella maggior parte degli altri Paesi europei, quali ad esempio Francia, Germania, Austria, Italia, Associazioni e Registri nazionali stanno lavorando intensamente per giungere all'ottenimento di un riconoscimento istituzionale della professione sia a livello nazionale sia a livello comunitario. Per assicurare il più alto livello qualitativo tra gli Osteopati è stata promossa la costituzione di una organizzazione internazionale, quale il Registro Europeo degli Osteopati, il R.E.O.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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