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Ogni
cambiamento avviene nel presente. Ogni
trasformazione avviene qui e ora.
Il
seme vive nel presente del buio della terra. Non si
chiede quando germoglierà, semplicemente ciò
avviene. Non si chiede quando sbucherà dal suolo,
quando si innalzerà al cielo fino a diventare un
albero. Semplicemente sa che ciò accadrà. Se
sprecasse la sua energia in questi pensieri, non ne
avrebbe più per compiere il suo percorso.
Anche il bruco vive nel qui e ora all’interno del
suo bozzolo. Che ne sa di quando si trasformerà in
crisalide e poi in farfalla e finalmente potrà
uscire all’aria aperta, al sole, alla vita
esterna? Non lo sa, ma pazientemente aspetta, perché
è consapevole che questo è il suo compito nel
presente. La legge della natura penserà a tutto il
resto.
Ma
l’essere umano no, non sa aspettare, è
impaziente, è fuori tempo, troppo avanti o troppo
indietro, rispetto ai ritmi della sua natura. È un
albero che non mette radici e quindi non sa trarre
nutrimento dalla terra nel momento presente. Il
corpo è qui, ma le radici sono altrove o
addirittura mancano. Così, nell’eterna ricerca di
qualcosa che lo soddisfi, lo appaghi, riempia i suoi
vuoti, si ritrae nel passato, si allunga nel futuro,
si innalza tra le nuvole, e si dimentica delle
proprie radici.
Ma un albero senza radici non può crescere, anzi
muore. E al primo soffio di vento crolla.
Ci
sono persone che vivono ancorate al passato, ai
ricordi, che si struggono per ciò che non è più o
che soffrono ancora per qualcosa che è passato,
perché lo fanno rivivere costantemente nella mente
dandogli una corporeità che non ha. Una fissazione,
un fantasma, un ectoplasma che succhia l’energia
vitale rendendo difficile vivere il presente.
Altre
persone, invece, vivono letteralmente proiettate nel
futuro. Fisicamente sono qui, ma la loro mente è
avanti di giorni, mesi, anni. Vivono pensando che
saranno felici, realizzate, appagate solo quando si
verificherà una determinata situazione. Tutta la
loro vita è basata sulla progettazione e sulla
costruzione mentale di ciò che sarà.
Alcuni
vivono in modo frenetico, sempre un passo più
avanti rispetto al presente. Sono in eterna
accelerazione, come se il tempo non bastasse mai.
Eternamente di corsa, si arrabbiano molto con
qualsiasi cosa e chiunque ostacoli o rallenti il
loro ritmo. Assomigliano al coniglio di Alice nel
paese delle meraviglie, sempre con l’orologio in
mano, come se perdere un secondo significasse
perdere il treno della vita.
Ci
sono, infine, coloro che vivono il presente come
un’interminabile situazione noiosa,
indesiderabile, costrittiva e vorrebbero essere
altrove. Poiché non possono assentarsi fisicamente
lo fanno con la mente, volando nella fantasia, nei
sogni ad occhi aperti, in un’altra dimensione.
Succede agli studenti “distratti”,
“svogliati”, o con “deficit di attenzione”.
Oppure può succedere durante una conversazione o
una conferenza noiose, quando si comincia a
sbadigliare o si prende addirittura sonno.
Ma
per mettere radici bisogna essere nel presente,
l’unico momento in cui corpo, mente e anima
possono essere in equilibrio, in sintonia. Per
molti, ciò è veramente difficile. Essere nel qui
ed ora significa affrontare ciò che non piace.
Subentra quindi l’istinto alla fuga: nel passato,
nel futuro, in altre dimensioni. Soltanto nel caso
della vita frenetica, in accelerazione può sembrare
che l’essere nel presente venga realizzato. Ma non
è così. Chi vive in questo modo riempie
semplicemente la propria vita di impegni da portare
a termine nel minor tempo possibile, uno in
successione all’altro, in modo tale che non resti
spazio per pensare e riflettere su ciò da cui si
sta scappando.
In
tutti questi casi, i Fiori di Bach vengono in
aiuto.
Honeysuckle
è il fiore di chi vive nel passato, perché il
passato è più piacevole del presente; oppure,
perché non ci si riesce a liberare dei fantasmi del
passato, di ciò che non esiste più ma che continua
a vivere nella nostra mente e ad influenzare il
presente. Il passato ha sempre un alone dorato
rispetto al presente, se il presente è triste e
grigio. Ma forse si è solo rimossa la parte scura
dei ricordi.
Honeysuckle
è un fiore adatto alle persone anziane, che vivono
immerse nei ricordi perché non si aspettano più
niente dalla vita. Queste persone spesso tornano
indietro fino al tempo della loro infanzia (“i
vecchi sono come i bambini”), non solo con la
mente ma anche fisiologicamente (incontinenza,
perdita dei denti, dei capelli, afasia, ecc.). E’
come se si preparassero a tornare nel mondo da cui
sono venuti.
Honeysuckle è utile anche nei momenti di
transizione, di cambiamento, perché aiuta a lasciar
andare, a tagliare con il passato (trasloco, perdita
di una persona cara, uscita dei figli da casa,
matrimonio o relazione finiti, pensionamento, ecc).
Insieme a Chicory, è il fiore del taglio del
cordone ombelicale.
La persona che necessita di Honeysuckle vive una
specie di dissociazione interiore, in quanto il suo
corpo si trova nel presente, ma la sua anima e le
sue emozioni vivono nel passato. Ella non partecipa
realmente alla vita e quindi non può usufruire del
proprio potenziale interiore per realizzarsi ed
essere felice.
Chestnut
Bud, invece, è il fiore per chi è proiettato
nel futuro.
Le
persone Chestnut Bud si entusiasmano per molte cose,
che iniziano ma non portano a termine, perché
stanno già pensando a cosa faranno dopo. Quindi,
non riescono a concentrarsi nel qui e ora. Questa
caratteristica era tipica di Leonardo da Vinci, il
quale veniva spesso spronato dai suoi committenti a
terminare le opere iniziate e che era solito non
portare a termine, perché già assorto in altri
progetti.
Chestnut Bud sembra un’anima in pena, che gira in
continuazione alla ricerca di qualcosa che lo
appassioni, lo soddisfi, lo appaghi. Ma poiché non
lo trova (forse perché sta cercando all’esterno
ciò che dovrebbe cercare all’interno), continua
la sua infinita peregrinazione.
Impatiens
è il fiore di chi va sempre di corsa. Ha mille cose
da fare e le fa in maniera frenetica, come se il
tempo non bastasse mai. Ha il proprio ritmo e i
propri tempi e non tollera niente e nessuno che lo
obblighi a rallentare. Ma proprio per questo
atteggiamento frenetico, Impatiens non riesce a
godersi la vita, morde e fugge ma non assapora, non
riesce a rilassarsi, nemmeno quando va a dormire.
Clematis,
invece, è il fiore di chi vive con la testa tra le
nuvole, costruisce castelli in aria, vive in un
altro mondo. Non ama il presente, per cui cerca
sempre di essere altrove, in un film fantastico
creato dalla propria mente, di cui è egli stesso
regista ed attore. Questo mondo è migliore e più
armonico rispetto alla realtà.
Clematis appare disattento, disinteressato,
assonnato, non presente. Si distrae con facilità.
Dorme molto, perché non ha la sensazione, come
Impatiens, di perdere qualcosa. Se si ammala, non ha
interesse a ristabilirsi presto, perché così può
restare a letto, a crogiolarsi nei propri sogni.
Clematis è un tipo solitario, che preferisce stare
da solo con i propri pensieri, che non riguardano in
genere cose reali, ma fantasie e desideri. Anche
quando è in compagnia di altre persone, segue i
propri pensieri e non si accorge di ciò che accade
attorno a lui. I disturbi della vista e
dell’udito, di cui spesso Clematis soffre, sono
espressione del disinteresse per il mondo esterno.
Come
si può essere felici quando si è “spaccati
dentro”? Una parte di noi va verso destra e
l’altra verso sinistra; le gambe sono spostate
rispetto al tronco e questo è spostato rispetto
alla testa. Come può l’essere umano compiere
in questo modo il proprio cammino di evoluzione?
L’unico momento in cui destra e sinistra, alto e
basso, interno ed esterno sono uniti e in armonia è
il momento presente. Solo nel momento presente si può
creare il futuro e si può trasformare il passato.
Un
detto buddista afferma:
“Se vuoi conoscere le cause che hai posto nel
passato, guarda gli effetti che si manifestano nel
presente. Se vuoi conoscere quali effetti si
manifesteranno nel futuro, osserva le cause che stai
mettendo nel presente”.
Solo nel qui ed ora possiamo porre le basi del
cambiamento.
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