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Noi
madri facciamo così:
Quando
nasce un bambino che non è perfetto, cerchiamo di
riaggiustarlo. Facciamo di tutto per
riaggiustarlo.
Oppure
facciamo finta che vada tutto bene, anche se non è
così.
Al
limite estremo, lo ignoriamo.
E
diciamo che facciamo tutto questo per lui, per il
suo bene. E in realtà è proprio così: siamo
convinte di farlo per lui.
Ma
se andiamo a guardare in fondo alla nostra anima, ci
accorgeremo che in realtà lo stiamo facendo solo
per noi stesse, perché non riusciamo ad accettare
la situazione così com’è: cioè, che nostro
figlio non sia nato perfetto.
E
lui questo lo sente.
L’unica
cosa che vorrebbe è essere amato così com’è,
nel suo non essere perfetto. Tutto il resto viene da
sé. Ma se sentirà che sarà amato solo quando sarà
perfetto, allora ogni giorno in cui non lo sarà,
sarà il più triste, il più doloroso, il più
rabbioso giorno della sua vita.
Ogni
vita nasce con delle incidenze non solo genetiche e
ambientali, ma anche karmiche e soprattutto con un
progetto di vita originario. Quello dei nostri figli
riguarda in un certo senso anche noi madri, ma ciò
non ci autorizza a volerlo stravolgere. Il nostro
compito è semplicemente aiutare
nostro figlio a compiere il suo progetto di
vita originario.
Nostro
figlio fa parte del nostro progetto di vita
originario, quello vero, non quello che abbiamo
cominciato a fantasticare fin da bambine: il
principe azzurro, il matrimonio in chiesa con il
vestito bianco, una bella casa, un marito ricco….
Nostro figlio fa parte del nostro progetto di vita
originario perché altrimenti sarebbe nato altrove.
Anche
noi facciamo parte del suo progetto di vita
originario, ma semplicemente per accompagnarlo nel
suo cammino. Se così non fosse, lui avrebbe scelto
di nascere da un’altra donna.
L’unica
cosa che chiede è di essere amato. L’unica cosa
che dovremmo dirgli è: “Ti amo così come sei”.
Lo
stesso vale per tutte le madri che hanno partorito
un figlio “perfetto”.
Lo
stesso vale per noi stesse ogni volta che diciamo:
“Sarò felice quando….. Sarò felice,
realizzata, appagata quando...” Già, quando?
La
realizzazione non è ottenere successo nella vita:
avere un lavoro, un marito, soldi, una bella casa,
una bella auto. Queste sono tutte cose che possono
scomparire da un momento all’altro.
La
vera realizzazione è compiere, portare a termine il
proprio progetto di vita originario.
La
parola “perfetto”, che deriva dal latino
“perficere” significa proprio “portare
a termine”.
La
nostra vita sarà perfetta quando avremo portato a
termine il nostro progetto di vita originario,
quello con cui nasciamo, non quello che
fantastichiamo strada facendo.
Spesso
la vita va in tutt’altra direzione rispetto a come
l’avevamo progettata: è il nostro progetto di
vita originario che sta cercando di condurci sulla
nostra vera strada. Sta a noi decidere se vogliamo
ascoltare, capire, seguire questo invito.
E
questo avviene solo quando si ascolta con il cuore,
con l’anima, che dice:
“Ti
amo così come sei”.
“Mi
amo così come sono”.
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