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Buon pomeriggio, oggi è giovedì 17 maggio 2012

Ti amo così come sei

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Ti amo così come sei

di Diana Rando

Noi madri facciamo così:

Quando nasce un bambino che non è perfetto, cerchiamo di riaggiustarlo. Facciamo di tutto per riaggiustarlo.

Oppure facciamo finta che vada tutto bene, anche se non è così.

Al limite estremo, lo ignoriamo.

E diciamo che facciamo tutto questo per lui, per il suo bene. E in realtà è proprio così: siamo convinte di farlo per lui.

Ma se andiamo a guardare in fondo alla nostra anima, ci accorgeremo che in realtà lo stiamo facendo solo per noi stesse, perché non riusciamo ad accettare la situazione così com’è: cioè, che nostro figlio non sia nato perfetto.

E lui questo lo sente.

L’unica cosa che vorrebbe è essere amato così com’è, nel suo non essere perfetto. Tutto il resto viene da sé. Ma se sentirà che sarà amato solo quando sarà perfetto, allora ogni giorno in cui non lo sarà, sarà il più triste, il più doloroso, il più rabbioso giorno della sua vita.

Ogni vita nasce con delle incidenze non solo genetiche e ambientali, ma anche karmiche e soprattutto con un progetto di vita originario. Quello dei nostri figli riguarda in un certo senso anche noi madri, ma ciò non ci autorizza a volerlo stravolgere. Il nostro compito è semplicemente aiutare  nostro figlio a compiere il suo progetto di vita originario.

Nostro figlio fa parte del nostro progetto di vita originario, quello vero, non quello che abbiamo cominciato a fantasticare fin da bambine: il principe azzurro, il matrimonio in chiesa con il vestito bianco, una bella casa, un marito ricco…. Nostro figlio fa parte del nostro progetto di vita originario perché altrimenti sarebbe nato altrove.

Anche noi facciamo parte del suo progetto di vita originario, ma semplicemente per accompagnarlo nel suo cammino. Se così non fosse, lui avrebbe scelto di nascere da un’altra donna.

L’unica cosa che chiede è di essere amato. L’unica cosa che dovremmo dirgli è: “Ti amo così come sei”.

Lo stesso vale per tutte le madri che hanno partorito un figlio “perfetto”.

Lo stesso vale per noi stesse ogni volta che diciamo: “Sarò felice quando….. Sarò felice, realizzata, appagata quando...” Già, quando?

La realizzazione non è ottenere successo nella vita: avere un lavoro, un marito, soldi, una bella casa, una bella auto. Queste sono tutte cose che possono scomparire da un momento all’altro.

La vera realizzazione è compiere, portare a termine il proprio progetto di vita originario.

La parola “perfetto”, che deriva dal latino “perficere” significa proprio “portare a termine”.

La nostra vita sarà perfetta quando avremo portato a termine il nostro progetto di vita originario, quello con cui nasciamo, non quello che fantastichiamo strada facendo.

Spesso la vita va in tutt’altra direzione rispetto a come l’avevamo progettata: è il nostro progetto di vita originario che sta cercando di condurci sulla nostra vera strada. Sta a noi decidere se vogliamo ascoltare, capire, seguire questo invito.

E questo avviene solo quando si ascolta con il cuore, con l’anima, che dice:

“Ti amo così come sei”.

“Mi amo così come sono”.

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