A
COSA SERVE IL TANTRA?
Si può
usare il Tantra per raggiungere degli obiettivi di
crescita personale e spirituale su tre piani
diversi:
1.
Per sentirsi meglio nel corpo e nella mente,
per vivere una relazione di coppia più
soddisfacente e intensa
2.
Per vivere la propria sessualità più
serenamente e per conoscere le forme sottili e
interiorizzate dell’energia sessuale quando
si collegano con l’amore
3.
Per sperimentare degli stati estatici e dei
momenti di larga espansione mentale, per sviluppare
l’osservatore interiore e la propria intuizione,
per trascendere l’ego e collegarsi con il divino
attraverso l’uso della kundalini e l’apertura
dei sette chakra.
COS’E’
IL TANTRA
E’ una
via spirituale che combina la sessualità con
l’amore per agevolare la crescita spirituale. Tantra
in sanscrito significa “strumento per ampliare la
coscienza”. Le sue origini risalgono ai tempi
pre-vedici, circa 2000 a.C. Fu tramandato poi
segretamente in diverse scuole all’interno dell’Induismo
e in modo aperto in Tibet, dove si è sposato con il
Buddismo. Arrivato in occidente circa 10 anni fa, ha
trovato un terreno culturale fertile, arato dalla
rivoluzione sessuale e concimato
dall’emancipazione della donna. Nella pratica
tantrica si vive la sessualità in modo più
interiore, si combinano sesso, amore e meditazione,
si rivolge il faro della consapevolezza verso
l’interno e non verso l’esterno, si scende nella
profondità della propria anima, si viaggia nei
territori della psiche umana, dove la donna
solitamente assume la guida. La donna apre il
proprio corpo e l’uomo la penetra corporeamente;
l’uomo apre il suo cuore e la donna lo penetra con
il suo amore. Ognuno si apre completamente
all’energia dell’altro e si lascia impregnare
fino ad essere strapieno, fino ad arrivare ai limiti
del proprio sistema corpo-mente e a scoprire ciò
che lo aspetta al di là della coscienza ordinaria.
METODI
Nell’Istituto
Maithuna si insegna il cosiddetto “Tantra
rosso”, nel quale si vivono pratiche e meditazioni
in modo corporeo e non metaforico. Il percorso
tantrico comprende cinque fasi che uniscono cinque
desideri fondamentali dell’uomo e della donna.
1.
Allargare la propria consapevolezza al corpo
fisico e ai corpi sottili con le quattro chiavi del
piacere. Alla base sta l’esperienza che l’essere
umano ha compreso una verità soltanto quando il suo
corpo l’ha compresa. Specialmente nella vita
intima non basta sapere o conoscere le strategie
difensive, le proprie emozioni profonde, le energie
o le dinamiche di coppia, ma bisogna sperimentarle
nel corpo e nell’anima, per poterle cambiare,
integrare e
accettare. A questo scopo lavoriamo con dei
metodi che aumentano la consapevolezza corporea e la
collegano con quelle emozioni che determinano le
nostre scelte importanti, il modo di rapportarsi con
gli altri e il nostro benessere.
2.
Comprendere le dinamiche di coppia, le
dinamiche mentali, corporee, affettive ed
energetiche che avvengono tra un uomo e una donna
appena entrano in una relazione. Dopo una
comprensione di ciò che succede nel proprio corpo e
nella propria aura si tratta di portare alla luce i
mostri dormienti nella cantina della psiche e di
allargare la consapevolezza a delle energie più
stabili, ad una sessualità soddisfacente e
all’amore che irradia dal cuore. Intimità non è
qualcosa che cade dal cielo soltanto nei momenti
fortunati, ma che possiamo imparare e curare
all’interno della coppia. Qui i metodi di crescita
in coppia si sposano con le pratiche tantriche.
3.
Liberare la propria energia sessuale, non in
senso di sesso sfrenato, ma in senso affettivo:
sentirsi a proprio agio, ricollegare cuore e sesso,
rilassarsi nell’atto amoroso e goderselo fino in
fondo, distanziarsi dai tanti ideali che si ha in
testa (il supermaschio, la donna sempre bella),
ritrovare il piacere nel tempio del proprio corpo,
coltivare una comunicazione intima col partner,
abbandonarsi alle sensazioni più intime e
condividerle in due. Dopo aver guardato in faccia i
propri mostri interiori, dopo essersi ricollegati
con l’energia cruda del primo chakra, tutto questo
non rimane più un sogno, ma diventa molto concreto:
iniziamo ad accettarci
per quello che siamo, con le paure, con la
follia, i sentimenti, i bisogni e i desideri più
intimi e profondi. In questa fase del percorso
utilizziamo sia dei metodi provenienti dalla
sessuologia contemporanea che delle pratiche
tantriche antiche.
4.
Aumentare il piacere: molti faticano con la
meditazione, non perché sia una prassi che viene
dall’oriente o perché non sono abbastanza
disciplinati, ma perché non sopportano il piacere
che ne deriva. Siamo tutti abituati ad un certo
limite di piacere e, appena lo superiamo,
inconsciamente mettiamo in atto delle strategie per
ridurlo di nuovo: per questo anche il periodo di
innamoramento prima o poi finisce! Perché non
sopportiamo di essere così aperti, amorevoli e
vulnerabili. Nel Tantra, invece, ricostruiamo
proprio lo stato di innamoramento, perché è lo
stato che fa da trampolino per andare in estasi; è
la chiave che più di qualsiasi pratica ascetica ci
apre la porta al divino che ognuno contiene in sé.
Rivediamo la sessualità sotto una nuova ottica: ciò
che chiamiamo “sesso” è soltanto un 15% di
quello che il sesso può diventare, perché da bravi
autodidatti - e in materia di sesso siamo tutti
autodidatti - abbiamo una visione molto limitata del
piacere. Ora siamo pronti a sperimentare gli aspetti
più fini e sottili della sessualità, a viverla in
un modo più sereno, a provare altre forme
dell’orgasmo oltre a quella che conosciamo, a
portare l’energia sessuale (la kundalini) nei
chakra superiori, a scambiarci delle energie tra
uomo e donna nel circuito dell’intimità. In
questa fase usiamo principalmente metodi tantrici e
del Quodoushka (il Tantra degli sciamani
d’America).
5.
Il prossimo passo ci porta dall’orgasmo
all’estasi. Qui non si tratta affatto di
trasformare il sesso in “un’energia più pura o
più spirituale”, come talvolta viene chiamato da
una moderna corrente di repressione sessuale
all’interno della new age, ma di ampliare
l’orgasmo nel vero
senso della parola, rimanendo pienamente
cosciente. Estasi non è altro che un orgasmo più
grande, un orgasmo che ci coinvolge pienamente, che
pervade tutto il corpo, fisico ed energetico, e la
mente per portarci al nostro centro, alla vacuità,
alla piena consapevolezza, alla grande beatitudine.
Quando l’uomo sperimenta la parte femminile in sé
e la donna la parte maschile in sé, può avvenire
il cosiddetto matrimonio interiore che ci prepara ad
incontrare noi stessi e il partner senza filtri,
senza maschere, senza limiti e ad amarsi in quello
spazio meditativo, dove uomo e donna si aiutano a
vicenda a salire la scaletta dei chakra per unirsi
nell’oceano dell’orgasmo estatico e possono fare
l’amore per ore. In questa fase i metodi sono
essenzialmente tantrici (nella cornice del paradigma
buddista): la scaletta dei chakra, il Tummo tibetano
(meditazione sul fuoco interiore), il matrimonio dei
chakra, l’orgasmo del cuore, l’onda della
beatitudine.
Questo
percorso tantrico è dettagliatamente descritto nei
libri Tantra - La via dell’estasi sessuale (Bestseller, 323 pagine) e Tantra
per due - Una guida per la felicità della coppia
(394 pagine) di Elmar e Michaela Zadra, edizione
Mondadori.