La gran parte delle persone non vive i rapporti
extraconiugali con la stessa serenità con la quale
vive il rapporto principale. Quando sentono soltanto
il desiderio di fare l’amore con un’altra
persona, iniziano già a farsi mille domande: posso
farlo? Potrò dirlo al mio partner? Toglierò
qualcosa al mio rapporto principale? Se lo dico al
partner, lo farò soffrire? Ancora non è successo
niente, non è ancora caduto nessun reggiseno, e già
si trovano nel dilemma.
I
nostri primi maestri tantrici, Bali e Prabhato, a
questo proposito dicono: “Il modello tradizionale
del rapporto di coppia è basato sul valore di
rimanere insieme per sempre, finché morte non ci
separi”. Nella realtà, invece, si sa che le
scappatelle, le
avventure extraconiugali sono sempre molto
attraenti e sempre,
nella storia dell’umanità, sono state
realizzate. Ci sono
soltanto periodi dove vengono fatti meno di nascosto
e altri periodi in cui sono completamente tabuizzati.
Raramente vengono fatti alla luce del sole.
Attualmente stiamo notando un aumento dei single, il
che significa che tendiamo a vivere più da soli, ma
anche a gestire i propri rapporti intimi più da
soli: l’individuo che non si lega più a un
partner totalmente, ma che definisce i rapporti di
volta in volta entra in primo piano, il rapporto
come istituzione longeva va in secondo piano.
Dall’altro canto c’è quell’immagine della
coppia felice, che si abbraccia guardandosi negli
occhi sorridendo, un’immagine che si può trovare
frequentemente nella pubblicità, che tocca il cuore
di ognuno e che ispira intimità e fiducia.
Per affrontare questo dilemma,
bisogna prima considerare tre cose:
1.
La prima è, che al di fuori di noi stessi non troviamo
alcuna risposta. Appena esci dalla tua
esperienza soggettiva e vai a cercare delle risposte
fuori, trovi un largo spettro di suggerimenti da
parte di sostenitori di diverse ideologie: su un
estremo c’è il modello della dottrina cattolica
di fedeltà esclusiva verso un solo partner,
dall’altro estremo c’è l’amore libero con
tutti di alcune comunità che lo predicano con
altrettanto fervore. All’esterno puoi trovare
molte ricette, ma non è detto che una di loro ti
proponga quello che cerchi.
2.
La seconda cosa da riconoscere è, che entrambe le
relazioni, quella fissa come quella occasionale,
hanno un loro valore intrinseco: la fedeltà nel
rapporto crea un legame, dà sicurezza, dà
l’opportunità di entrare in una intensa
connessione con la persona amata, di scoprire gli
strati più profondi dell’anima. Essere fedele a
una persona risponde anche al desiderio di avere
almeno una persona della quale ci si può
completamente fidare. Le avventure extraconiugali
hanno di positivo che ci danno nuovi stimoli e
freschezza, perché in queste occasioni possiamo
incontrare un altro uomo o un’altra donna senza
preconcetti. In questi momenti ci possiamo sentire
rinnovati e liberi dagli schemi abituali e
dall’idea di dover fare qualcosa per rendere
l’altro felice o per mantenere vivo il rapporto.
3.
La terza cosa altrettanto chiara è che nessun
essere umano, neanche il partner più amato,
neanche il più creativo e svariato, può
realmente coprire tutte le modalità e le
sfaccettature di un rapporto fra uomo e donna.
Quando vivi in un rapporto di coppia e ti accorgi
che tua moglie o tuo marito non riesce a soddisfare
completamente tutti i tuoi desideri, prima o poi
glielo farai capire. Questo avviene spesso in modo
indiretto, tramite cattivo umore, rimproveri,
attacchi di rabbia, e così via. Che nel rapporto di
coppia ci sia qualche aspetto che non riesci a
vivere pienamente, è normale. Se non accetti questa
verità e attribuisci tutta la responsabilità al
partner, lavandoti le
mani nell’innocenza, non accetti nemmeno
quella parte in te che si adagia comodamente nella
routine e non segue il tuo desiderio.
I
nostri maestri sciamani trattano l’argomento in
questo modo: considerano il rapporto principale,
come ad esempio il matrimonio, un rapporto
all’interno del quale un uomo e una donna fanno un
cammino insieme, perché comprendono che si possono
supportare nello scambio delle energie femminili e
maschili e si possono completare reciprocamente. In
un simile approccio la relazione
non è basata sulla pretesa, ingenua e
infantile, di volere avere tutto dal partner, ma si
pone su un piano più realistico e adulto, dove
ognuno può dire all’altro: ‘Così come sei,
sei prezioso per me, mi dai sostegno e ispirazione,
mi arricchisci, perciò voglio entrare in un
rapporto stabile con te.’
Se
poi succede, come accade nella vita, un incontro con
un altro uomo o un’altra donna verso cui sento
attrazione, allora propongono questa soluzione:
possibilmente mentre siete tutti e tre insieme,
chiarite il fatto come è: “Io e te stiamo in
una relazione stabile, il rapporto con te è quello principale, tu sei l’uomo o la donna con cui voglio vivere
una vita. In questo momento per me è importante
fare un’esperienza con quest’altro uomo o con
quest’altra donna per provare una certa emozione,
per realizzare una certa fantasia, per provare un
certo modo di relazionarmi. Perciò voglio
condividere con lui o con lei, per esempio, una
notte, passare tre giorni insieme, ecc.”. Se
non è possibile chiarire la cornice del rapporto
extraconiugale fra tutti e tre, chiariscilo almeno
all’interno del rapporto principale, comunicando
al partner in modo chiaro ed esplicito, quale è la
vibrazione, il sapore e la qualità che ti aspetti
da quest’altra persona, dove pensi che ti potrebbe
portare, cosa credi di trovare in quell’avventura.
Ovviamente non puoi chiarire quello che succederà
effettivamente, perché non lo sai ancora, ma puoi
comunicare quali sono le tue aspettative rispetto
alla seconda relazione.
E’
importante che questa nuova qualità, che potrai trovare e
sperimentare con l’altra persona, successivamente rientri
anche nel rapporto principale: esci dal rapporto
principale per arricchire la gamma delle tue
emozioni e delle tue capacità, ma è necessario che
riporti i frutti nella relazione principale. Nel
momento in cui comunichi al partner le tue
esperienze con l’altro, evita tutti i paragoni,
del tipo “lui è meglio di te” che lo deprimono
e lo umiliano, senza avere alcun valore informativo.
Ed è pure importante che, se fai l’amore con
l’altro uomo o con l’altra donna, venga usato il
preservativo, così il partner principale non deve
temere che gli porti a casa delle malattie. E’
altrettanto importante che tutti e tre, dopo essersi
condivisi in questo modo, si sentano arricchiti,
altrimenti la persona che teme di perdere qualcosa,
consciamente o inconsciamente farà di tutto per
sabotare il triangolo. Il momento chiave è che non
si tratta di ‘tradire’ il partner o di togliere
qualcosa al rapporto principale, ma di poter con una
persona nuova, sentendosi più liberi e senza
vincolo di rapporto, portare quegli aspetti scuri
alla luce, che prima abbiamo chiamato simboli
chiusi, di realizzare quegli aspetti che con il
proprio partner o per carattere o per certe
dinamiche della nostra relazione o perché certe
pratiche sessuali
non gli piacciono, non posso condividere. E questo
è assai normale.
Approfondiremo nel prossimo
articolo quali sono gli ostacoli per sabotare queste
situazioni.
Citato
da: Elmar e Michaela Zadra, Trasgredire con amore,
Edizioni Mediterranee 2005.