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Buona sera, oggi è sabato 4 febbraio 2012

In coppia con te, e un'avventura con un'altra (I parte)

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Il Tantra

In coppia con te, e un'avventura con un'altra (I)

a cura dell'istituto Maithuna

La gran parte delle persone non vive i rapporti extraconiugali con la stessa serenità con la quale vive il rapporto principale. Quando sentono soltanto il desiderio di fare l’amore con un’altra persona, iniziano già a farsi mille domande: posso farlo? Potrò dirlo al mio partner? Toglierò qualcosa al mio rapporto principale? Se lo dico al partner, lo farò soffrire? Ancora non è successo niente, non è ancora caduto nessun reggiseno, e già si trovano nel dilemma.

I nostri primi maestri tantrici, Bali e Prabhato, a questo proposito dicono: “Il modello tradizionale del rapporto di coppia è basato sul valore di rimanere insieme per sempre, finché morte non ci separi”. Nella realtà, invece, si sa che le scappatelle, le avventure extraconiugali sono sempre molto attraenti e sempre, nella storia dell’umanità, sono state realizzate. Ci sono soltanto periodi dove vengono fatti meno di nascosto e altri periodi in cui sono completamente tabuizzati. Raramente vengono fatti alla luce del sole. Attualmente stiamo notando un aumento dei single, il che significa che tendiamo a vivere più da soli, ma anche a gestire i propri rapporti intimi più da soli: l’individuo che non si lega più a un partner totalmente, ma che definisce i rapporti di volta in volta entra in primo piano, il rapporto come istituzione longeva va in secondo piano. Dall’altro canto c’è quell’immagine della coppia felice, che si abbraccia guardandosi negli occhi sorridendo, un’immagine che si può trovare frequentemente nella pubblicità, che tocca il cuore di ognuno e che ispira intimità e fiducia.

Per affrontare questo dilemma, bisogna prima considerare tre cose:

1.       La prima è, che al di fuori di noi stessi non troviamo alcuna risposta. Appena esci dalla tua esperienza soggettiva e vai a cercare delle risposte fuori, trovi un largo spettro di suggerimenti da parte di sostenitori di diverse ideologie: su un estremo c’è il modello della dottrina cattolica di fedeltà esclusiva verso un solo partner, dall’altro estremo c’è l’amore libero con tutti di alcune comunità che lo predicano con altrettanto fervore. All’esterno puoi trovare molte ricette, ma non è detto che una di loro ti proponga quello che cerchi.

2.       La seconda cosa da riconoscere è, che entrambe le relazioni, quella fissa come quella occasionale, hanno un loro valore intrinseco: la fedeltà nel rapporto crea un legame, dà sicurezza, dà l’opportunità di entrare in una intensa connessione con la persona amata, di scoprire gli strati più profondi dell’anima. Essere fedele a una persona risponde anche al desiderio di avere almeno una persona della quale ci si può completamente fidare. Le avventure extraconiugali hanno di positivo che ci danno nuovi stimoli e freschezza, perché in queste occasioni possiamo incontrare un altro uomo o un’altra donna senza preconcetti. In questi momenti ci possiamo sentire rinnovati e liberi dagli schemi abituali e dall’idea di dover fare qualcosa per rendere l’altro felice o per mantenere vivo il rapporto.

3.       La terza cosa altrettanto chiara è che nessun essere umano, neanche il partner più amato, neanche il più creativo e svariato, può realmente coprire tutte le modalità e le sfaccettature di un rapporto fra uomo e donna. Quando vivi in un rapporto di coppia e ti accorgi che tua moglie o tuo marito non riesce a soddisfare completamente tutti i tuoi desideri, prima o poi glielo farai capire. Questo avviene spesso in modo indiretto, tramite cattivo umore, rimproveri, attacchi di rabbia, e così via. Che nel rapporto di coppia ci sia qualche aspetto che non riesci a vivere pienamente, è normale. Se non accetti questa verità e attribuisci tutta la responsabilità al partner, lavandoti le  mani nell’innocenza, non accetti nemmeno quella parte in te che si adagia comodamente nella routine e non segue il tuo desiderio.

I nostri maestri sciamani trattano l’argomento in questo modo: considerano il rapporto principale, come ad esempio il matrimonio, un rapporto all’interno del quale un uomo e una donna fanno un cammino insieme, perché comprendono che si possono supportare nello scambio delle energie femminili e maschili e si possono completare reciprocamente. In un simile approccio la relazione  non è basata sulla pretesa, ingenua e infantile, di volere avere tutto dal partner, ma si pone su un piano più realistico e adulto, dove ognuno può dire all’altro: ‘Così come sei, sei prezioso per me, mi dai sostegno e ispirazione, mi arricchisci, perciò voglio entrare in un rapporto stabile con te.’

Se poi succede, come accade nella vita, un incontro con un altro uomo o un’altra donna verso cui sento attrazione, allora propongono questa soluzione: possibilmente mentre siete tutti e tre insieme, chiarite il fatto come è: “Io e te stiamo in una relazione stabile, il rapporto con te è quello  principale, tu sei l’uomo o la donna con cui voglio vivere una vita. In questo momento per me è importante fare un’esperienza con quest’altro uomo o con quest’altra donna per provare una certa emozione, per realizzare una certa fantasia, per provare un certo modo di relazionarmi. Perciò voglio condividere con lui o con lei, per esempio, una notte, passare tre giorni insieme, ecc.”. Se non è possibile chiarire la cornice del rapporto extraconiugale fra tutti e tre, chiariscilo almeno all’interno del rapporto principale, comunicando al partner in modo chiaro ed esplicito, quale è la vibrazione, il sapore e la qualità che ti aspetti da quest’altra persona, dove pensi che ti potrebbe portare, cosa credi di trovare in quell’avventura. Ovviamente non puoi chiarire quello che succederà effettivamente, perché non lo sai ancora, ma puoi comunicare quali sono le tue aspettative rispetto alla seconda relazione.

E’ importante che questa nuova qualità, che potrai trovare e sperimentare con l’altra persona, successivamente rientri anche nel rapporto principale: esci dal rapporto principale per arricchire la gamma delle tue emozioni e delle tue capacità, ma è necessario che riporti i frutti nella relazione principale. Nel momento in cui comunichi al partner le tue esperienze con l’altro, evita tutti i paragoni, del tipo “lui è meglio di te” che lo deprimono e lo umiliano, senza avere alcun valore informativo. Ed è pure importante che, se fai l’amore con l’altro uomo o con l’altra donna, venga usato il preservativo, così il partner principale non deve temere che gli porti a casa delle malattie. E’ altrettanto importante che tutti e tre, dopo essersi condivisi in questo modo, si sentano arricchiti, altrimenti la persona che teme di perdere qualcosa, consciamente o inconsciamente farà di tutto per sabotare il triangolo. Il momento chiave è che non si tratta di ‘tradire’ il partner o di togliere qualcosa al rapporto principale, ma di poter con una persona nuova, sentendosi più liberi e senza vincolo di rapporto, portare quegli aspetti scuri alla luce, che prima abbiamo chiamato simboli chiusi, di realizzare quegli aspetti che con il proprio partner o per carattere o per certe dinamiche della nostra relazione o perché certe pratiche  sessuali non gli piacciono, non posso condividere. E questo è assai normale.

Approfondiremo nel prossimo articolo quali sono gli ostacoli per sabotare queste situazioni.

Citato da: Elmar e Michaela Zadra, Trasgredire con amore, Edizioni Mediterranee 2005.

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